LA GUASTAFESTE È la frontiera della comunicazione, anzi no. Quella di immischiarsi ad una manifestazione per scippare fan a un avversario è una strategia vecchia come il mondo, e non solo il mondo auto. Ad Alfa Romeo va tuttavia riconosciuto: sponsorizzare un maxi evento BMW richiede gli attributi, altroché. Eppure è capitato, e precisamente all'edizione Usa del tradizionale Bimmerfest, storico raduno dei sostenitori dell'Elica che nel 2019 festeggiava i suoi primi 20 anni di vita. In un mare biancoblu (25.000 presenze), una piccola ma luminosa macchia rossa: una flottiglia di Alfa Giulia e Stelvio, naturalmente in configurazione Quadrifoglio, a disposizione dei partecipanti per test drive gratuiti. Com'è andata?

CHI NON RISICA... A giudicare dai feedback raccolti tra la folla che il weekend del 25-26 maggio scorsi ha popolato l'Autoclub Speedway di Fontana, in California, il coraggio al limite dell'incoscienza sfoderato dal Biscione ha avuto la sua giusta ricompensa. Oltre 300 test dimostrativi, tempi di attesa di mezzora tra una guida e l'altra, in generale un grado di consenso che dalla community BMW, una delle più fedeli in assoluto al proprio brand, non era poi così scontato. E invece il pubblico ha gradito. C'è chi persino, dopo aver sperimentato di persona il 2.9 V6 biturbo che equipaggia Giulia e Stelvio Quadrifoglio, oltre alle loro note proprietà dinamiche, avrebbe espresso con candore il pentimento per non aver sin qui considerato Alfa Romeo come alternativa alla sua collezione di BMW. Osare paga, insomma. E a Monaco di Baviera, nello sviluppare la nuova generazione di M3, dovranno pur tenerne conto: il Biscione è tentazione forte. E striscia dove meno te lo aspetti.


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