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Vetri dell’auto graffiati: prima di cambiarli c’è una soluzione più economica da provare


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1 ora fa - Una soluzione semplice da provare.

Un micrograffio sul parabrezza non significa sempre doverlo sostituire. La polvere lucidante Prounol promette di eliminarlo con acqua calda e un tampone in feltro.
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Un parabrezza segnato dai tergicristalli, opaco per le macchie d’acqua o pieno di piccoli graffi non è necessariamente da sostituire. Esiste infatti un prodotto poco conosciuto che viene utilizzato proprio per la lucidatura del vetro e che può essere interessante anche per chi vuole intervenire autonomamente sulla propria auto. Si tratta dell’ossido di cerio, una polvere abrasiva molto fine utilizzata nella lavorazione e nella lucidatura delle superfici in vetro. Il prodotto di Prounol proposto su Amazon è venduto in confezione da 100 grammi, ha una purezza TREO dichiarata del 99% e una granulometria di 2,5 micron.

Prezzo: 16,14€

Come funziona e a cosa serve l’ossido di cerio

L’ossido di cerio non è un semplice detergente per vetri. La sua funzione è quella di agire come composto lucidante sulla superficie, intervenendo sui segni superficiali, micrograffi, aloni e macchie d’acqua che possono rendere meno trasparente il vetro.

Il prodotto può essere utilizzato sul parabrezza, ma anche su specchi, finestre di casa e altre superfici in vetro. Secondo le indicazioni del produttore è adatto sia al vetro laminato sia a quello temperato. La polvere deve essere miscelata con acqua calda, indicativamente tra 30 e 50 °C, fino a ottenere una pasta. Per la lavorazione viene indicato l’impiego di un tampone in feltro abbinato a una lucidatrice rotativa, mantenendo umida la superficie durante il trattamento.

Il punto importante riguarda però le aspettative. L’ossido di cerio è pensato per graffi leggeri e segni superficiali. Se il graffio è abbastanza profondo da essere percepito passando l’unghia, il semplice trattamento con la polvere non è sufficiente e il produttore indica una preventiva lavorazione con carta abrasiva ad acqua. La confezione contiene 100 grammi di polvere lucidante a base di ossido di cerio. La granulometria dichiarata è di 2,5 micron con una tolleranza di ±0,25 micron, mentre la purezza TREO indicata dal produttore è pari o superiore al 99%.

Il formato in barattolo di alluminio richiudibile è pensato per conservare la polvere tra un utilizzo e l’altro. La confezione include anche una guida eBook accessibile tramite QR code, con istruzioni sulla preparazione della miscela e sulla procedura di lucidatura. Tra gli impieghi indicati rientrano parabrezza, finestre, specchi, box doccia, acquari, piani in vetro e vetri di orologi. Il prodotto è invece dichiarato non adatto a plastica, acrilico e lenti con particolari rivestimenti.

Un prodotto utile per recuperare un parabrezza segnato

Il principale vantaggio è la possibilità di intervenire su un problema estetico e funzionale senza ricorrere immediatamente alla sostituzione del vetro. Una superficie più pulita e lucida può anche migliorare la visibilità, soprattutto quando i segni diventano evidenti con il sole basso o con i fari delle auto che arrivano in senso opposto.

La granulometria fine da 2,5 micron è pensata per una lucidatura del vetro, mentre il formato da 100 grammi consente di effettuare più interventi nel tempo. È quindi un prodotto interessante soprattutto per chi ha una seconda auto, una vettura datata o si occupa abitualmente della manutenzione del proprio veicolo. Va però considerato che non è un prodotto “spruzza e pulisci”. La preparazione della miscela e soprattutto l’utilizzo corretto del tampone e della lucidatrice sono determinanti per evitare di ottenere un risultato non uniforme.

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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