Il nuovo motore bio-ibrido con Repsol: giù consumi e CO2
(De)elettrificazione

Il motore a scoppio è salvo: arriva il "biohybrid"


Avatar di Lorenzo Centenari, il 18/02/26

2 ore fa - Un 1.2 tre cilindri da 44,2% di rendimento e benzina 100% rinnovabile

Da Repsol e Horse Powertrain (Renault-Geely) un tre cilindri da 44,2% di rendimento e benzina 100% rinnovabile. Consumi da scooter

Una di quelle perle tecnologiche che fanno drizzare le orecchie anche ai più convinti elettrificatori: si chiama H12 Concept, porta la firma di Repsol e Horse Powertrain ed è il primo tassello di quello che potremmo definire un nuovo filone di ibridi biologici, o “biohybrid” che fa ancor più innovazione.

Tradotto: un motore termico che non vuole morire, ma anzi si presenta in forma smagliante, alimentato con benzina 100% rinnovabile e accoppiato a un sistema ibrido di nuova generazione.

La benzina bio ce la mette RepsolLa benzina bio ce la mette Repsol

A far rumore è innanzitutto un numero: 44,2% di efficienza termica, roba che fino a ieri apparteneva alla fantascienza (anche se certi moderni motori a benzina oggi dicono di fare pure meglio). 

Aggiungi l'ingrediente del carburante ''green'', la benzina Nexa 95 di Repsol (prodotta a Tarragona da rifiuti organici e agricoli) e il resto è conseguenza: -40% di consumi, sotto i 3,3 l/100 km, e 1,77 tonnellate di CO2 in meno all’anno, rispetto alla media europea.

Il tutto con un banalissimo tre cilindri 1.2 turbo, evoluzione dell’HR12, spremuto con rapporto di compressione 17:1, EGR di nuova generazione, turbo ottimizzato e lubrificanti Repsol che promettono attriti da pattinatore olimpico.

La coppia ispano-anglo-sino-francese (Horse è una joint venture Renault-Geely, con i sauditi di Aramco nel ruolo di terzo socio) ha già due prototipi funzionanti e un primo dimostratore in arrivo nei prossimi mesi.

Horse è una partership Renault-Geely-AramcoHorse è una partership Renault-Geely-Aramco

L’obiettivo è dimostrare che il termico può ancora tagliare CO2 oggi, senza aspettare miracoli futuri e senza rinunciare a ciò che già conosciamo.

Il messaggio politico è altrettanto esplicito: serve una normativa europea “technology neutral” oltre il 2035, perché se davvero il 97% del parco circolante è ancora a combustione, allora soluzioni come questa potrebbero fare la differenza molto prima di qualsiasi rivoluzione elettrica totale.

È la salvezza del motore a scoppio o solo un ultimo, brillante colpo di teatro? Per ora, una sola certezza: il termine ''biohybrid'' entra nel vocabolario della transizione.

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Pubblicato da Lorenzo Centenari, 18/02/2026
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