Motori termici dopo il 2035: l’UE apre agli e-fuel. Le novità
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Cade il divieto del 2035 ai motori a combustione: a che punto siamo


Avatar di Emanuele Colombo, il 12/12/25

1 mese fa - Bruxelles riaccende i motori: dopo il 2035, i benzina non sono morti. Parola dell’UE

L’UE rivede lo stop ai motori termici dal 2035: via libera a e-fuel e biocarburanti nel nuovo “car package”. Le nuove regole

Bruxelles. Non è il colpo di scena di un film d’azione, ma quasi. In una chiacchierata con il quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt, il Commissario ai Trasporti UE Apostolos Tzitzikostas ha messo nero su bianco una notizia che farà battere il cuore agli irriducibili del pistone: i motori a combustione, anche dopo il 2035, non sono affatto destinati all’estinzione.

Già, perché la Commissione ha deciso di rimettere in discussione i limiti sulle emissioni delle flotte tenendo conto di “tutti i progressi tecnologici”. Tradotto: se un motore termico potrà essere alimentato a e-fuel o biofuel senza far piangere il pianeta, la porta dell’omologazione resterà spalancata. Ma con quali regole? Gli aggiornamenti in fondo all'articolo.

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Arriva il nuovo “car package”: meno ideologia, più competitività

Questa apertura verso i termici sarà uno degli assi portanti del nuovo “pacchetto auto” con cui la Commissione vuole dare una mano a un’industria europea, che negli ultimi anni ha preso più colpi di una fiancata nel parcheggio del supermercato. Anche ricorrendo a qualcosa di molto simile a norme protezionistiche.

Tzitzikostas ha annunciato infatti l’intenzione di introdurre regole “Buy European” per le flotte aziendali — una sorta di “compra locale” versione Bruxelles — e allo stesso tempo di spingere le Case a creare auto elettriche entry-level più accessibili, così da smuovere una domanda che, ultimamente, ha l’entusiasmo di una batteria al 2%.

La richiesta di includere carburanti sintetici e biofuel era stata avanzata già molto tempo fa da vari governi, compresa l'Italia. Per mesi l’Unione Europea ha fatto muro, convinta che la data fosse intoccabile e fino a questa primavera lo stop sembrava scolpito nella pietra. Poi qualcosa si è mosso: la pressione è aumentata e, alla fine, il muro ha iniziato a creparsi. I motori termici vivranno anche dopo la metà del prossimo decennio.

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Qualcosa è cambiato

A spingere per una retromarcia - o un'evoluzione, come probabilmente preferiscono chiamarla a Bruxelles - quasi tutte le case automobilistiche (oltre al principale partito europeo), che contro la prevista elettrificazione totale lamentano un'infrastruttura di ricarica ancora troppo acerba, prezzi delle elettriche troppo alti e un’industria che rischia di bruciare centinaia di migliaia di posti di lavoro se costretta a produrre solo EV.

Pare però che a convincere Bruxelles sia stata una lettera del Cancelliere tedesco Friedrich Merz indirizzata a Ursula von der Leyen, con un invito piuttosto deciso a ripensarci. Una lettera “molto ben accolta a Bruxelles”, dice Tzitzikostas.

Ursula von der LeyenUrsula von der Leyen

Che cosa succede adesso

Il pacchetto normativo doveva essere presentato il 10 dicembre, ma slitterà a fine mese perché per ora rimarrebbero alcune questioni irrisolte sul futuro delle auto ibride: cosa ne sarà delle plug-in hybrid dopo il 2035? E dei modelli dotati di range extender?

Quello che però pare già chiaro è che i motori termici resteranno, ma solo se alimentati da carburanti rinnovabili e a basse emissioni, come e-fuel e biocarburanti come l’HVO100: un diesel “verde” ricavato da oli vegetali e grassi animali, che BMW già usa in Germania per alimentare parte della sua flotta.

Qualunque divieto a partire dal 2035, comunque, riguarderà solo le auto di nuova immatricolazione. Chi, all'entrata in vigore del futuro car package, avrà ancora un’auto a benzina o diesel, potrà continuare a usarla e rifornirla come sempre. Al netto delle mattane delle amministrazioni locali.

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Aggiornamento del 08/12/2025

Il pacchetto completo delle nuove regole sulle emissioni potrebbe essere annunciato il 17 dicembre. Nel frattempo la testata inglese The Times raccoglie la testimonianza di Tim Tozer, oggi al timone di Allianz Partners nel Regno Unito e in passato ai vertici di Vauxhall, Mazda e Mitsubishi.

Tozer smentisce in parte - o quantomeno puntualizza - quanto affermato da Tzitzikostas: ''So da fonti attendibili che l'UE aggiungerà cinque anni all'attuale 2035 per arrivare al 2040. Ciò significherebbe che dal 1° gennaio 2040 tutti i nuovi veicoli dovranno essere esclusivamente elettrici''.

Secondo fonti industriali citate dallo stesso quotidiano britannico, il possibile slittamento avrebbe motivazioni molto pratiche. I cicli di sviluppo dei nuovi modelli sono lunghi, gli investimenti in fabbrica ancora più lenti da ammortizzare.

E nel momento in cui molti marchi stanno portando sul mercato nuove generazioni di modelli a benzina e ibridi, imporre paletti troppo ravvicinati significherebbe mandare al macero impianti e piattaforme appena rinnovati.

John Elkann a Piazza AffariJohn Elkann a Piazza Affari

La palla è ancora in gioco

Non a caso figure di primo piano come John Elkann avrebbero fatto pressing a Bruxelles per evidenziare i costi “indelebili” dell’industria e rimane sul tavolo la lettera pubblica indirizzata da Merz alla Presidente della Commissione Europea lo scorso 28 novembre, che paventava un crollo occupazionale dovuto a un obbligo di conversione totale all’elettrico.

''Il nostro obiettivo dovrebbe essere una regolamentazione della CO2 neutrale dal punto di vista tecnologico, flessibile e realistica, che soddisfi gli obiettivi di protezione del clima dell'UE senza compromettere l'innovazione e la creazione di valore industriale'', ribadiva il cancelliere.

Allo stato attuale, rimane poi ancora incerta la sorte per le auto ibride plug-in al 2035. La palla, insomma, sarebbe ancora in gioco. Aspettiamo il fischio di fine partita per trarre le debite conclusioni.

Manfred Weber, PPEManfred Weber, PPE

Aggiornamento del 12/12/2025

L'ultimo intervento sul tema è di Manfred Weber, leader del Partito Popolare Europeo (PPE), secondo cui il divieto sui motori a combustione interna verrà abolito a tempo indeterminato.

''Per le nuove immatricolazioni a partire dal 2035, una riduzione del 90% delle emissioni di CO₂ sarà ora obbligatoria per gli obiettivi di flotta delle case automobilistiche, anziché del 100%'', ha detto Weber in un'intervista raccolta dalla testata tedescaBild.

''Inoltre, non ci sarà alcun obiettivo del 100% a partire dal 2040. Ciò significa che il divieto tecnologico sui motori a combustione interna è fuori discussione. Tutti i motori attualmente costruiti in Germania potranno quindi continuare a essere prodotti e venduti.''

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Pubblicato da Emanuele Colombo, 12/12/2025
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