Green car:

Morgan Lifecar


Avatar Redazionale , il 05/04/07

14 anni fa - Mani artigiane, legno e idrogeno

Idrogeno con leggerezza. Anche i conservatori d'oltremanica si preparano alla nuova era. Vanno a prendere il Master in università, si alleano con esperti in fuel cell ed eccoli pronti. Nel 2008 presenteranno la loro ultraleggera ad emissioni zero. Per festeggiare il centenario, rimanendo beffardamente attaccati alla tradizione: mani artigiane, legno nello scheletro e passione.

FATA MORGAN Dalle officine "neocon", con battilastra e falegnami ancora all'opera, arriva solo un bozzetto ma anche una dichiarazione ufficiale: l'anno prossimo al Salone di Ginevra risplenderà la prima Morgan a idrogeno, la Lifecar. Dimostrando che si può anche essere conservatori, ma illuminati.

GARANZIE Un'auto superleggera e supersportiva a idrogeno con fuel cell. Va bene, nessuno lo vieta. Ma come farà un piccolo atelier come Morgan a padroneggiare tecnologie tanto sofisticate e costose? Come potrà presentarsi puntuale e con le giuste credenziali all'appuntamento? Quali garanzie potrà fornire agli automobilisti se anche grandi Case vanno coi piedi di piombo con i nuovi vettori energetici? Semplice: la parolina magica si chiama partnership.

ALLEANZE Nel mondo delle aziende in rete, del travaso di tecnologia e del collaborative working, in casa Morgan hanno fatto l'unica cosa possibile: sono andati a scuola, collaborando con Oxford e Cranfeld University, e hanno stretto alleanze. Con Quantiq, esperti in fuel cell con solide basi nel mondo militare, dove le sperimentazioni si fanno da anni, poi, tanto per non farsi mancare niente, hanno aperto tavoli di lavoro con altri partner tecnici. Mentre scriviamo molti cervelli stanno lavorando al passaggio della Lifecar dal foglio elettronico al foglio d'asfalto.

POCHE NUOVE Per ora stanno tutti abbottonati. Della Lifecar si sa poco, se non che avrà quattro motori elettrici, uno per ruota, in ossequio a una delle mode del momento: il federalismo. Il quadripropulsore troverà energia pulita e rinnovabile grazie alle fuel cell, che interagendo con l'ossigeno e l'idrogeno produrranno elettricità. Non mancherà neppure la frenata rigenerativa.

SENZA FRENI A proposito, si vocifera che proprio al reparto freni potrebbero esserci particolarità tecniche. Con i motori pronti ad assolvere il doppio ruolo di spinta e rallentamento. Mitsubishi sta studiando da tempo sistemi simili. Altro fattore decisivo il peso, che secondo le stime dei bene informati non dovrebbe superare i 600 kg. Aiutando sia le ripartenze che gli stop.

DOWNSIZING Nel Dna di famiglia leggerezza, semplicità costruttiva e misure giuste si tramandano di modello in modello. E mentre altre Case si adeguano o praticano, un po' per convinzione un po' per moda la filosofia del downsisizing,a Pickersleigh Road lo fanno da una vita.

OUT OUT E la leggerezza del progetto aiuterà notevolmente la Lifecar ad arrivare all'obiettivo delle emissioni zero. Senza pregiudicare il piacere di guida e senza dover ricorrere a superpotenze motoristiche per avere un rapporto peso-cavalli all'altezza (pare che la potenza dei motori elettrici sia quantificabile in 33 cavalli). Con autonomia adatta per una gita domenicale senza paure: oltre 300 km.

POCA RESISTENZA Anche dal punto di vista stilistico, per quel che si può desumere dai bozzetti, non dovrebbero mancare motivi d'interesse. In ossequio al doppio binario inaugurato negli ultimi anni, dalla Aero in poi, anche la Lifecar tenterà di coniugare austerità Morgan e tocchi moderni al limite dell'aggressivo. Con un nuovo ingrediente: il tentativo di non litigare con i flussi d'aria. Le ruote coperte dovrebbero essere un indizio. E segnano un altro tema di ritorno che accomuna molti prototipi: l'importanza di nuovo crescente della cura aerodinamica e di sezioni frontali non troppo invasive. Sembra un dettaglio, ma non per una Casa che ci ha messo decenni prima di inclinare la calandra.

ARZILLA Si possono festeggiare cent'anni in molti modi.In Morgan, avvicinandosi al traguardo nel 2009 hanno scelto di rinnovarsi. Fedeli ai versi di Shakespeare, sono convinti che ogni trenta primavere, circa, si verifichi un "sea change". Rivoluzione epocale che sovverte le regole del gioco. Non solo della vita, ma anche del business e del mondo automotive. Dalle tre alle quattro ruote. Dalle officine a Le Mans. E tra poco la nuova frontiera: telaio in legno e vapore acqueo dagli scarichi. Con pantaloni di tweed, coppola, pipa e fox terrier sul sedile del passeggero, of course.


Pubblicato da Luca Pezzoni, 05/04/2007
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