Pubblicato il 18/10/20

PAROLA ALL'ESPERTO Pensi ad auto ben equipaggiate, comode, spaziose, ma più di tutto auto sicure. E alla mente balza subito una marca prima di ogni altra. Volvo uguale sicurezza, Volvo paladina di un concetto di mobilità che da decenni, al primo posto, mette salvaguardia di automobilisti ed altri utenti della strada, senza con ciò sacrificare prestazioni, stile e comfort. Prendono il via i Volvo Studio Talks, conversazioni cross cultural e cross industry sui temi che più stanno a cuore al marchio: e non si può che cominciare proprio dalla sicurezza, per Volvo autentica ossessione. In materia, il Gruppo nordico è autorità assoluta. Tanto ha fatto, tanto sta facendo e tanto ha ancora in mente di fare. Ripercorriamo allora le maggiori tappe (e qualche aneddoto) di un percorso ancora tutto in divenire, un iter che ha portato a immensi traguardi il settore dell'auto nel suo insieme. A partire dai tardi anni Cinquanta, quando...

CINTURE, CHE ORRORE L'introduzione delle prime cinture di sicurezza risale al 1959. Un anno dopo, Volvo divulgò il brevetto gratuitamente al mondo dell'auto. Ma il primo dispositivo salvavita dell'automobile non sempre ha avuto vita facile, anzi. Se oggi, oltre che un obbligo di legge, le cinture a tre punti sono diventate una consuetudine per tutti gli automobilisti - tranne sui sedili posteriori, dove sono viste, ancora troppo spesso, come un accessorio non indispensabile -, alla fine degli anni Cinquanta incontrarono numerose ostilità. A tal punto che il New York Times, in merito all'obbligo di indossarle al volante, parlò di ''violazione dei diritti individuali''. Con fermezza, Volvo portò avanti la sua battaglia, e fu un bene: il brand stima che le cinture abbiano da allora salvato oltre un milione di vite umane. A distanza di oltre 60 anni, l'obiettivo è ora quello di salvare un altro milione di vite. Stavolta, grazie alla tecnologia.

Le cinture di sicurezza: furono introdotte da Volvo nel 1959

LASCIARE IL SEGNO Il dispositivo antibloccaggio delle ruote in frenata, alias ABS, non se la passò meglio. Introdotto da Volvo nel 1974, entrò definitivamente in commercio grazie a Bosch nel 1978. Ma per renderlo obbligatorio sulle auto prodotte in Europa abbiamo dovuto attendere fino al 2004. D'altra parte, nelle prime fasi di collaudo del sistema, l'ABS incontrò serie obiezioni da parte di chi era addetto alle verifiche, in quanto gli pneumatici non lasciavano alcun segno sull'asfalto. Se non ci sono le impronte delle gomme - si credeva allora - significa che l'auto non frena. Sappiamo tutti com'è andata a finire.

ANDAVO A 180 E dopo tanta acqua sotto ai ponti si arriva ai giorni nostri, quando, proprio nel 2020, Volvo ha deciso di produrre tutte le vetture con velocità massima autolimitata a 180 km/h. Una misura che, soprattutto in Germania, ha scaturito non poche polemiche - sulle autostrade tedesche alcuni tratti sono esclusi dai limiti di velocità. Tolto il contesto particolare della Germania e delle sue Autobahn, in realtà i 180 km/h rappresentano un valore più che sufficiente, visti i limiti imposti dal Codice della Strada. Nessuno pensa mai, ad esempio, che a quella velocità servono circa 200 metri per fermarsi...

L'ABS, le auto limitate a 180 km/h... Volvo e le sue attenzioni alla sicurezza

CHI È CAUSA DEL SUO MAL... E a proposito di velocità alla guida: nel 2019 i sinistri stradali - fonte Istat - hanno provocato 241.384 feriti e almeno 3.173 vittime. Le strade urbane sono quelle dove si concentra il maggior numero di incidenti, con quasi il 74% del totale, seguite dalle strade extraurbane col 21% e dalle autostrade e i raccordi come fanalino di coda, col 5,3%. Arriviamo così al punto. Le cause di incidente sono essenzialmente tre: distrazione alla guida - maledetto smartphone! -, mancato rispetto della precedenza e ultima, ma non per importanza, proprio velocità troppo elevata. Il costo sociale degli incidenti stradali è di 16,8 miliardi di euro: l'1% del PIL nazionale.

SICURAMENTE VOLVO Nell'incessante cammino verso una maggiore sicurezza nel mondo dell'auto, dal 2019 col progetto E.V.A. (Equal Vehicles for All) Volvo si è infine concentrata sulla sicurezza delle donne in auto, mettendo in evidenza la pericolosa disparità di cui il gentil sesso è vittima. Volvo ha ora voluto allargare la visuale, parlando di sicurezza di tutta la famiglia in auto, guardando in modo particolare ai bambini e partendo dalla regola base della sicurezza dei più piccoli in auto: farli viaggiare ben legati a un seggiolino, disposto in senso contrario a quello di marcia, secondo il cosiddetto modello svedese. Una storia, quella di Volvo, fatta di auto sempre più sicure, per tutti. Senza mai dimenticare, tuttavia, che nessun sistema sarà mai così affidabile come il fattore principale. L'uomo.


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