Autore:
Lorenzo Centenari

QUEL "CLIC" SALVAVITA Quando allacciammo tutti quanti le cinture, e decollammo verso una nuova era. Un'epoca fatta di maggior disciplina, di maggior sicurezza, di maggior senso civico. Già, perché le cinture di sicurezza non solo salvano la vita a voi e ai vostri cari, ma anche risparmiano alla sanità nazionale milioni di euro di cure. Era l'11 aprile del 1988, esattamente 30 anni fa, quando in Gazzetta Ufficiale veniva introdotto il decreto che regolava, a partire dal successivo 26 aprile, l'obbligo in Italia delle cinture di sicurezza omologate a bordo delle auto. Una rivoluzione, e nemmeno tanto piccola.

CINTURE IN CIFRE L'introduzione delle cinture di sicurezza obbligatorie ha in effetti contribuito al miglioramento della sicurezza sulle strade in maniera determinante: gli studi mostrano come le cinture abbiano nel tempo salvato, da incidenti stradali altrimenti mortali, almeno il 27-28% delle persone coinvolte. Questo anche in assenza di airbag, accessorio che (in associazione alle cinture stesse) a sua volta ha potenziato la sicurezza passiva di bordo. Si sappia intanto che statistiche ACI rivelano come il corretto uso della cintura di sicurezza riduca di oltre il 50% la probabilità di decesso in un incidente, mentre l'ente statunitense NHTSA parla di 345.000 vite salvate dal 1975 solo negli USA, vale a dire oltre 10.000 all'anno.  

IL PRETENSIONATORE La chiave del successo delle cinture di sicurezza, oggi ormai (fortunatamente) quotidiano accessorio di viaggio che indossiamo in modo meccanico, risiede nel pretensionatore. Quel dispositivo cioè che azionato da una molla, o da una piccola carica esplosiva, al momento dell'urto stringe la cintura verso il corpo e ne assicura il massimo contenimento possibile, oltre alla migliore dissipazione da parte della cintura dell'energia del corpo proiettato in avanti. Basta un movimento brusco in avanti del proprio busto: il pretensionatore "legge" il pericolo e si attiva. Sia esso benedetto nei secoli. 

URBAN BELT In autostrada, certo. Ma le simulazioni delle agenzie di omologazione dimostrano come l'uso della cintura di sicurezza faccia la differenza anche in città: sarebbe infatti proprio a velocità moderata, che il pretensionatore è in grado di evitare le lesioni minori. Un urto frontale, anche solo alla modestà velocità di 50 km/h, senza cintura di sicurezza impatterebbe il corpo contro il volante o il cruscotto con una decelerazione fino 100 G. Per capirci, è come se il peso del proprio corpo si moltiplicasse per 100 volte. La strada continuerà a mietere vittime. Ma all'abbraccio della morte, le cinture strapperanno ancora tanti umani.

AIRBAG, ABS, ESP Dal giorno dell'introduzione obbligatoria delle cinture, la sicurezza ha in ogni caso compiuto passi da gigante, aggiungendo agli standard salvavita delle automobili numerosi altri dispositivi. Le autorità americane stimano che 2.396 vite (dati 2014) siano state salvate dagli airbag frontali. Di serie su tutti i modelli dal 2004, si calcolata inoltre che l'ABS abbia scongiurato il 14% degli incidenti totali, oltre al 29% degli incidenti mortali. A sua volta, l'ESP (obbligatorio dal 2014) in 20 anni avrebbe salvato, secondo Bosch, oltre 6.000 persone, ed evitato oltre 200.000 incidenti. Viva l'elettronica.


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