Autore:
Lorenzo Centenari

GUIDARE DI PANCIA Bebé a bordo? Rispolverate il Codice della strada e armatevi di pazienza, le norme da adottare sono sempre più severe. Ma che fare, quando il bimbo è ancora nella pancia della mamma? Niente panico, innanzitutto. Guidare in stato di gravidanza è permesso dalla Legge. La variabile consiste semmai nello stato di forma psicofisica del futuro genitore. Se si sente di mettersi alla guida nonostante il proprio stato interessante, o se invece preferisce cedere il volante al marito (cavaliere), all'amica (solidale), oppure alla madre (crocerossina). Qualora lo spirito sia quello arzillo di sempre, e di lasciare i comandi della propria auto non se ne parla nemmeno, ecco un semplice vademecum stilato da Seat in omaggio alle automobiliste incinte. Nove suggerimenti, uno per mese. Semplici, ma provvidenziali. Raccomandazioni che possono salvare una vita, anzi due.

1. ALLACCIARE LE CINTURE La tentazione di slacciarsi la cintura di sicurezza è sempre dietro l'angolo, specie se la gestazione volge al termine e il pancione somiglia ormai a una cocomera. Tuttavia il Codice impone di indossare la cintura anche alle donne in gravidanza. L'importante è che la parte orizzontale passi sotto l'addome, in modo da non esercitare pressione sul feto, e che il nastro diagonale corra trasversalmente sulla pancia e tra i seni, appoggiandosi sulla clavicola. Vi sentite comode? Potete ruotare la chiave di accensione. 

2. ALLACCIARE (MOLTO BENE) LE CINTURE Repetita iuvant: la cintura di sicurezza è lo strumento di protezione più efficace anche nei confronti del vostro erede. Se potesse parlare, sarebbe il primo a chiedervi di rispettare il protocollo. A sostenere la causa è anche la scienza: gli studi dimostrano infatti come, in stato di gravidanza, il corretto uso della cintura riduce del 50% il rischio di lesioni al feto in caso di incidente. Col nastro negligentemente riavvolto nel suo supporto, infatti, l'impatto contro il volante potrebbe provocare conseguenze assai gravi: distacco della placenta, rottura uterina. Volete bene a vostro figlio, vero?

3. UN PASSO INDIETRO Sempre allo scopo di scongiurare, o quantomeno limitare, danni a sè e al proprio discendente in caso di impatto, il consiglio è quello di allontanare un pelo il sedile dal volante. Se siete abituate a guidare ravvicinate, fate lo sforzo di far scivolare la poltrona indietro di una spanna, in modo che il volante disti dal bordo della seduta di circa 25 cm. In questo modo, spiegano gli esperti, si riduce l'eventualità di lesioni gravi al feto dovute al contatto tra il ventre della donna e la parte inferiore del volante stesso.

4. AIRBAG: ON Quello assestato dall'airbag è un colpo secco, un gancio destro alla Floyd Mayweather Jr. che nessuno si augura di ricevere in vita propria. Tuttavia, metti il caso di un impatto particolarmente violento, meglio allora un pugno nello stomaco piuttosto che un volo contro il volante, il parabrezza o direttamente fuori dall'auto. Non disattivate l'airbag, nemmeno quello lato passeggero in caso mammina viaggi sul lato destro del veicolo. Guidate con prudenza, infine, e non vivrete mai in prima persona la drammatica esperienza di un cuscino d'aria che si gonfia all'improvviso contro di voi. Mai, per tutta la vostra carriera di automobiliste.

5. MESE CHE VAI, SEDUTA CHE TROVI Ogni mese di gravidanza è diverso dall'altro, ciascuno coi propri sintomi, e ovviamente anche le proprie gioie. Importante quindi adattare il proprio stile di guida in funzione della fase che state attraversando. Mettersi ai comandi nel terzo trimestre restituirà sensazioni ben diverse, di quando guidavate nel primo trimestre. Regolate nel corso del tempo la posizione del sedile, che comunque dovrà essere sempre piuttosto eretto e alla giusta distanza dai pedali e dal volante.

6. FASCIA SI, FASCIA NO Non è affatto obbligatoria, ma la testimonianza di alcune donne testimonia come la fascia pelvica, mentre si guida, può generare sollievo. Trattasi di una fascia che abbraccia il basso ventre e lo ristora, specialmente quando il feto inizia a dare segni di insofferenza e preannuncia la propria nascita. Che dire: provate e valutate.

7. SCARPE ALTE, BYE BYE Non vi separereste mai da quelle scarpe col tacco così eleganti, così femminili, e che vi sono costate un occhio della testa. Ma un figlio in arrivo val bene una piccola rinuncia, non siete d'accordo? Riponete i tacchi nella scarpiera e indossate calzature comode e a suola bassa. Infine, mettete in pratica il consiglio anche dopo aver partorito. In nome del nuovo arrivo, ogni rischio andrebbe evitato: quale miglior occasione, la gravidanza, per esercitarsi a mantenere la corretta distanza di sicurezza dai veicoli che vi precedono?

8. IRRESISTIBILE VOGLIA DI SOSTA Mai guidare a lungo senza fermarsi. Un principio che in gravidanza vale doppio: la stanchezza sopraggiunge prima del solito e il vostro corpo chiede di sgranchirsi con maggiore frequenza. Oltre che di far visita alla toilet più spesso di prima. E che dire delle incontenibili voglie di dolci, di salatini, di sottaceti, etc? Assecondate i vostri capricci e fermatevi al primo autogrill: gioverà al vostro umore e alla sicurezza della vostra creatura.

9. SUPERWOMAN Quindi una donna incinta può guidare fino all'ultimo giorno di gravidanza? Magari autoaccompagnandosi all'ospedale al sopraggiungere delle contrazioni? Ripetiamo che la Legge non lo vieta e che la decisione spetta al soggetto e alla sua famiglia, che su questo aspetto dovrà mostrare il massimo senso di responsabilità. Normalmente, una donna interrompe la guida nel corso dell'ultimo mese. Se non ve la sentite, non fate le eroine. Un passaggio al lavoro lo rimediate, ne siamo certi.


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