Autore:
Giulia Fermani

UBER COME TAXI? Uber: società di trasporto o servizio della società dell'informazione? Questo è il dilemma. Il primo parere della Corte europea di Giustizia dà ragione alla prima ipotesi, anche se per il momento la posizione non è vincolante. Qualora venisse confermata, Uber sarà soggetta a licenza, al pari di un tradizionale taxi. Una vittoria, certamente, per i tassisti da anni in lotta contro la società californiana per concorrenza sleale ma per gli utenti ci sarebbe ben poco da festeggiare.

LA RISPOSTA DI UBER La società americana, autodefinita società che attraverso il digitale si propone di semplificare il contatto tra privati nell'ambito della mobilità, rischia di ritrovarsi costretta a fare i conti con le licenze imposte alle società di trasporto. Uber, in risposta, ha puntualizzato che essere considerati una società di trasporto non cambierebbe il modo in cui le attività della società sono attualmente regolate in molti Paesi europei. In seconda istanza, ha fatto notare come i propri autisti siano tali solo in correlazione con la società stessa e non svolgano attività indipendente, al contrario dei regolari tassisti. Questa precisazione fa riferimento in particolare al servizio UberPop, grazie al quale privati cittadini possono operare come autisti tramite l'App.

LA SENTENZA La sentenza della Corte Europea sarà ufficializzata entro 8/10 mesi: solo allora si saprà se Uber dovrà rispondere alle leggi comunitarie come servizio digitale oppure come servizio di trasporto e, in quanto tale, soggetto alle tradizionali norme locali su autorizzazioni e licenze.


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