Autore:
Emanuele Colombo

L'ERRORE FA NOTIZIA The Grand Tour di Jeremy Clarkson, erede del programma Top Gear ora in onda su Amazon Prime, è stato, per qualche ora, lo show televisivo più piratato di sempre: anche più di Game of Thrones. Lo è stato finché la società londinese Muso, che si occupa di analisi e di soluzioni contro la pirateria informatica, non ha chiarito l'errore.

TUTTO UN EQUIVOCO Non è chiaro se la responsabilità dell'errore sia di una dichiarazione imprecisa di Chris Elkins, direttore commerciale di Muso, o di un'interpretazione frettolosa di alcune testate inglesi. Alla fine, comunque, è stata la stessa Muso a ridimensionare la notizia: “Non abbiamo detto che The Grand Tour fosse lo show più piratato di sempre, ma piuttosto il programma televisivo britannico e la serie che il primo anno di messa in onda (stando ai primi tre episodi) è stato piratato più volte”.

MILIONI DI DANNI Sia come sia i numeri fanno impressione. Il primo episodio è stato scaricato illegalmente 7,9 milioni di volte; 6,4 milioni sarebbero invece i download illegali del secondo episodio e 4,6 milioni quelli del terzo episodio. Il danno, per Amazon, sarebbe stimato in oltre 3,8 milioni di euro per il solo primo episodio.

CIFRE DISCORDANTI I numeri comunicati da una società di analisi tedesca chiamata Tecxipio danno però un quadro diverso. Secondo Tecxipio, The Grand Tour non si avvicina nemmeno ai successi (in termini di pirateria) di altre serie più affermate. Per esempio The Walking Dead, nelle tre settimane che vanno dal 18 novembre all'11 dicembre 2016, avrebbe totalizzato 9,87 milioni di download illegali, contro gli 1,92 milioni del programma di Jeremy Clarkson. Nel 2015 il quinto episodio della quinta stagione di Game of Thrones fu scaricato illegalmente 3,22 milioni di volte in sole 24 ore.

INGHILTERRA VS. GERMANIA Tra Germania e Inghilterra, insomma, le cifre sono discordanti e alla base ci sarebbe un diverso metodo di misurazione, secondo quanto riporta il magazine online Variety (http://variety.com/2016/digital/news/amazon-grand-tour-piracy-1201939783/): i tedeschi conterebbero gli effettivi download nei siti di condivisione P2P, mentre gli inglesi valuterebbero le visualizzazioni in streaming dai siti pirata. A chi giova tutto ciò? Ad Amazon, verrebbe da dire, che seppur danneggiata dalla pirateria, da questa storia ricava un mucchio di pubblicità gratuita.


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