Pubblicato il 01/10/20

AUTO SEMPRE PIÙ SICURE Tutti quanti teniamo alla sicurezza in auto: nostra, e di chi sale a bordo con noi. Capire come - e quanto - sia sicura un’automobile è fondamentale, per orientare correttamente l’acquirente. Negli ultimi anni le case hanno compiuto enormi passi avanti in quest’ambito. Merito anche di Euro NCAP, l’ente che valuta e certifica la sicurezza attiva e passiva delle vetture che vengono messe in commercio in Europa.

EURO NCAP

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LA STORIA Fondato nel 1997, l’ente è nato per dar vita a un soggetto che potesse valutare in maniera oggettiva e indipendente la sicurezza delle macchine vendute nel Vecchio Continente, con un duplice obiettivo: incentivare costruttori a investire nella sicurezza, e aiutare i consumatori in una scelta più consapevole al momento dell’acquisto. Tra i soci fondatori ci sono sette governi europei e diverse case automobilistiche. A rappresentare l’Italia nel consorzio di Euro NCAP c’è ACI, l’Automobile Club Italiano, socio sostenitore dal 2011, che collabora con il laboratorio CSI della società IMQ, con sede a Bollate, l’unico autorizzato sul nostro territorio a svolgere i test Euro NCAP.

Euro NCAP: i nuovi test per il 2020

ANCHE GLI ADAS All’inizio della sua attività Euro NCAP ha valutato la sicurezza passiva dell’auto (per semplificare: la robustezza in caso di incidente), ma negli ultimi anni ha cominciato a introdurre test anche per quella attiva, ossia dei dispositivi che contribuiscono attivamente a rendere più sicuro un veicolo, dall’ABS ai dispositivi di mantenimento nella corsia di marcia. Fino allo scorso anno i test si limitavano a valutare o meno la presenza dei cosiddetti ADAS, i sistemi di assistenza alla guida. Dal 2020, invece, oltre ad aver introdotto una app per le emergenzel’ente certificherà anche la bontà del loro funzionamento, e la loro efficacia.

INTERVIENE ANCHE LA UE Un passaggio inevitabile, resosi necessario dalla sempre maggior diffusione di questi dispositivi tecnologici anche sulle auto più piccole ed economiche. Entro i prossimi anni, l’Unione Europea renderà infatti obbligatoria la presenza di numerosi dispositivi di sicurezza sulle auto di nuova produzione, come spieghiamo in questo approfondimento

I NUOVI TEST 

I nuovi protocolli di verifica di Euro NCAP si concentrano sugli ausili di livello 2, quelli delle funzionalità cosiddette “Highway Assist”, ossia che funzionano in autostrada, e che tengono conto solo dell’interazione tra un’automobile e l’altra, e non - per esempio - con pedoni o altri ostacoli.

GUIDA ASSISTITA, NON AUTONOMA Il primo punto che sta alla base dei nuovi criteri di valutazione di Euro NCAP è la sottolineatura che i sistemi attuali assistono, non sostituiscono il pilota, e non sono in alcun modo da considerare strumenti di guida autonoma (per la quale non è previsto l’intervento del conducente). Anzi, i rating penalizzano le case che, nella comunicazione ai clienti, utilizzano nomi non chiari. Il caso più eclatante è quello di Tesla con la sua funzione Autopilot, termine ritenuto fuorviante, e di cui si stanno occupando anche diversi governi, come quello tedesco e inglese. Euro NCAP esamina quindi il nome del sistema, il materiale marketing e i manuali dell’auto, che devono evitare di generare un eccesso di fiducia in chi legge, ma ricordare la funzione di assistenza degli ADAS.

OCCHIO AL CONDUCENTE Un altro importante elemento di valutazione, quello sul quale la tecnologia è al momento più indietro, è il controllo del livello di allerta e di attenzione del conducente. In particolare, al momento è importante che l’auto reagisca all’assenza di mani sul volante, con una “escalation” di avvisi, prima visuali, poi acustici, e che prevedono infine la disattivazione del sistema.

Euro NCAP: gli aiuti alla guida sotto esame

EFFICACIA DEGLI ADAS La seconda area di valutazione dei nuovi test Euro NCAP riguarda l’assistenza fornita dal veicolo nel suo complesso. In buona sostanza, è fondamentale che quando intervengono, i sistemi siano di supporto nelle manovre di emergenza e non sorprendano - o addirittura contrastino - l’azione del conducente. Le prove valutano le prestazioni dei sistemi di controllo longitudinale e laterale: per i primi si è tenuto conto di scenari tipici extraurbani (veicoli in movimento lento, veicoli in frenata, veicoli fermi, cambi di corsia improvvisi) e il mantenimento della velocità su strada; nel secondo caso, invece, il controllo nei cambi di direzione.

IN CASO DI GUASTO I sensori, come qualunque altro elemento di un’automobile, possono danneggiarsi, rompersi o smettere di funzionare. Nel caso di radar e telecamere, potrebbero anche essere coperti da oggetti o sporcizia. È fondamentale, in questi casi, che il conducente venga avvertito del malfunzionamento. Una delle valutazioni di Euro NCAP tiene conto proprio di come - e in quanto tempo - il sistema si accorge che un sensore non va, e ne dà comunicazione al conducente. Ancora, tra gli elementi di valutazione, la capacità di evitare incidenti, e come si comporta il veicolo se il conducente non fa nulla (per esempio, perché ha avuto un malore). I sistemi più evoluti ed efficaci rallentano l’automobile, fino a fermarla, accostando ai bordi della strada, attivando le quattro frecce d’emergenza.

LE CLASSIFICHE

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I primi test del 2020 con questi nuovi parametri hanno analizzato dieci modelli di autovetture dotate di tecnologia Highway Assist, basandosi sull’equilibrio fra l’assistenza fornita dal veicolo e l’impegno del conducente, e dall’altra sul supporto alla sicurezza. Nella fattispecie, si tratta di Mercedes Benz GLE, BMW Serie 3, Audi Q8, Ford Kuga, Volkswagen Passat, Tesla Model 3, Nissan Juke, Volvo V60, Renault Clio e Peugeot 2008. La classificazione per gli aiuti alla guida è strutturata su quattro livelli, dati dalla somma dei punteggi ottenuti nelle diverse aree. Ecco come si sono comportate le auto in prova.

  • Very good (oltre 160 punti): Mercedes GLE (174 punti), BMW Serie 3 (172 punti), Audi Q8 (162 punti)
  • Good (più di 140 punti): Ford Kuga (152 punti)
  • Moderate (più di 120 punti): Volkswagen Passat (137 punti), Tesla Model 3 (131 punti), Nissan Juke (124 punti), Volvo V60 (120 punti)
  • Entry (più di 100 punti): Renault Clio (105 punti), Peugeot 2008 (101 punti)

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La classifica tiene conto di tutti gli aspetti che abbiamo raccontato più sopra. Andando a valutare solo l’assistenza del veicolo, quindi l’efficacia “pura” degli ADAS, al primo posto troviamo Tesla, seguita da Mercedes e Audi; sul fronte dell’impegno del guidatore, al primo posto c’è Mercedes, seguita da BMW e Audi. TEsla è al nono posto. Per quanto riguarda il discorso assistenza/autonomia, il podio è sempre Mercedes/BMW/Audi, con Tesla in ultima posizione, proprio per la scarsa valutazione legata al nome Autopilot. Sul fronte della sicurezza in caso di errori e guasti, ritroviamo sempre Mercedes in testa, seguita da BMW e Audi.

UN NOME UNICO PER GLI ADAS

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Uno dei problemi legato agli ADAS è anche la confusione di nomi, sigle utilizzate dalle case automobilistiche: ognuna ha le sue, e capirci qualcosa è davvero complicato (ci abbiamo provato noi in questo approfondimento). Tra le prossime attività di Euro NCAP ci sarà quella di coinvolgere i costruttori per definire nomi e sigle standard che possano essere adottati da tutti, così da rendere più semplice per i consumatori capire quali ADAS sono effettivamente montati su un’auto.

ANCHE NELLE SCUOLE GUIDA C’è infine la necessità, condivisa da ACI, di sensibilizzare gli utenti alla presenza di dispositivi di assistenza alla guida, al loro corretto utilizzo, anche per sottolineare, una volta di più, il fatto che sono aiuti, e non sostituti, del pilota (qui i video che mostrano i limiti della frenata automatica di emergenza). A questo proposito, ACI ha fatto sapere che sta introducendo, nelle sue scuole guida, dei moduli specifici dedicati proprio agli ADAS. Un ottimo primo passo nella giusta direzione.


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