SICUREZZA PRIMA DI TUTTO Potendo scegliere, chiunque preferirebbe mettersi al volante di una macchina più sicura di un’altra. Gli ADAS (Advanced Driver Assistance Systems, sistemi avanzati di assistenza alla guida) fanno ormai parte della dotazione di serie di molte vetture, ma quanto sono davvero efficaci? Aiutano realmente a prevenire gli incidenti? Stando ai risultati della ricerca compiuta dalla Fondazione Filippo Caracciolo di ACI, in collaborazione con il Politecnico di Torino e Bosch, sembrerebbe proprio di sì. Secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno nel mondo sono circa 1,35 milioni le persone vittime di incidenti stradali, che rappresentano la prima causa di morte dei giovani tra i 5 e i 29 anni d’età.

Lo studio di ACI e Bosch sulla sicurezza nelle auto

SI POTREBBERO EVITARE 4 INCIDENTI SU 10 Lo studio, intitolato “La frontiera tecnologica nella lotta agli incidenti stradali”, è stato presentato nell’ambito dell’iniziativa #ForumAutoMotive, e dall’analisi dei dati raccolti è emerso che gli ADAS possono ridurre il rischio di incidenti fino al 38%. In pratica, si potrebbero evitare 4 incidenti su dieci. La ricerca, durata più di due anni, ha preso in esame i dati di 1,5 milioni di veicoli nel 2017 e 1,8 nel 2018. Fattore interessante, sono stati considerati i chilometri percorsi dalle vetture, elemento che contribuisce a rendere la ricerca più attendibile e aderente alla realtà. Lo studio è molto articolato e ricco di dati: chi volesse approfondire l’argomento può trovarlo a questo indirizzo (in formato pdf).

MILIARDI DI KM MACINATI Nei due anni presi in esame i veicoli hanno percorso la bellezza di 11,5 miliardi di km nel 2017 e 13 miliardi nel 2018. La ricerca ha anche preso in considerazione fattori quali il prezzo di listino e l’età delle macchine: un veicolo immatricolato da più di quindici anni ha circa il 50% in più di probabilità di essere coinvolto in un incidente grave rispetto a uno immatricolato da meno di due anni. Un dato tutto sommato prevedibile, anche perché quindici anni fa ABS ed ESC non erano neppure obbligatori. Analogamente, macchine più costose (con un prezzo di listino superiore a 30.000 euro) dispongono di più ADAS integrati, e hanno un fattore di rischio di essere coinvolte in un incidente tre volte inferiore rispetto a macchine che costano mediamente 15.000 euro, con una dotazione di sicurezza ridotta.

Più sono vecchie, meno sono sicure le auto

MA CHI GUIDA QUESTE VETTURE? I dati emersi dallo studio sono interessanti e non fanno che confermare l’importanza delle moderne tecnologie che possono ridurre i fattori di rischio, e aumentare la sicurezza di chi sta al volante, dei passeggeri e degli altri soggetti sulla strada. Sarebbe stato forse utile correlare i risultati ottenuti con l’età e l’esperienza di chi guida (neopatentati, anziani), o magari con le aree geografiche di interesse, e l’età media del parco circolante di quella zona, vista la correlazione diretta tra l’età di una macchina e la sua dotazione di sicurezza. Non escludiamo che la cosa possa essere oggetto di studi successivi, o di integrazioni a quello pubblicato in questi giorni.

IL FUTURO DEGLI ADAS La tecnologia evolve in continuazione. L’ABS è stato reso obbligatorio sulle macchine di nuova immatricolazione solo nel 2004, mentre è stato necessario attendere il 2011 per trovare l’ECS (il controllo di trazione) di serie su ogni modello venduto. L’Unione Europea ha raggiunto un primo accordo, che dovrà essere ratificato e reso operativo, che prevede di rendere obbligatorio dal 2022 un “Pacchetto “Salvavita” che comprende:
- Frenata automatica di emergenza (per autovetture)
- Etilometro integrato (per autovetture, furgoni, camion, autobus)
- Riconoscimento sonnolenza e soglia di attenzione (per autovetture, furgoni, camion,
autobus)
- Registrazione dati in caso di incidente (per autovetture e furgoni)
- Avviso di frenata di emergenza (per autovetture, camion, autobus)
- Superamento crash test per la protezione dei passeggeri anteriori (per autovetture e
furgoni)
- Allargamento della zona di impatto per la testa per pedoni e ciclisti (per autovetture e
furgoni)
- Sistemi intelligenti di controllo della velocità (per autovetture, furgoni, camion,
autobus)
- Mantenimento della corsia (per autovetture e furgoni)
- Protezione degli occupanti contro gli urti laterali (per autovetture e furgoni)
- Telecamera di retromarcia e/o sensori di prossimità (per autovetture, furgoni, camion,
autobus)
- Monitoraggio della pressione degli pneumatici (per furgoni, camion e autobus)
- Rilevazione e avviso della presenza di utenti stradali vulnerabili sul lato anteriore e
laterale del veicolo (per camion e autobus)
- Migliore visibilità, dalla posizione del conducente, degli utenti della strada vulnerabili
(per camion e autobus)


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