Pubblicato il 23/12/2019 ore 09:40

ADAS PER TUTTI Siamo ancora lontani dalla guida realmente autonoma, ma sono sempre di più le macchine equipaggiate con tecnologie che spaziano dal cruise control adattivo al mantenimento di corsia, i cosiddetti ADAS (advanced driver assistance systems), che in qualche modo aiutano il conducente e rendono più sicura la guida in auto. O almeno, così dovrebbe essere.

PIÙ DISTRATTI AL VOLANTE I risultati di uno studio condotto dal centro di ricerca non profit statunitense AAA Foundation for Traffic Safety sono piuttosto preoccupanti, e rivelano che in molti casi gli ADAS possono rivelarsi più pericolosi di quanto non ci si aspetterebbe. Il motivo è presto spiegato: chi si trova al volante di macchine equipaggiate con questi dispositivi tende ad abbassare più facilmente la guardia e a ridurre la soglia di attenzione durante la guida, delegando al computer di bordo più di quanto necessario. Nessuno dice che questi sistemi siano effettivamente utili e contribuiscano alla sicurezza in auto, ma come ben sappiamo, un conto è l’uso che andrebbe fatto di uno strumento, altro è il modo in cui uno strumento viene effettivamente utilizzato, che è poi il problema evidenziato da questo rapporto.

Uno studio di AAA racconta di come gli ADAS ci rendono più distratti alla guida

PILOTA AUTOMATICO? NON PROPRIO Pur se chiamati in modi diversi dalle case automobilistiche, aiuti alla guida come il cruise control adattivo e il mantenimento di corsia prevedono che il conducente sia sempre vigile, all’erta e con le mani sul volante. Il fatto di sapere che c’è la macchina che “fa le cose al posto suo”, invece, porta più facilmente il conducente a distrarsi proprio in situazioni in cui l’intervento umano è quantomai necessario. I casi più eclatanti, quelli che trovano più spesso spazio nei giornali, sono relativi alle Tesla con Autopilot attivo e coinvolte in incidenti, ma non sono certo gli unici, e coinvolgono in egual misura tutte le case automobilistiche. Lo studio di AAA rileva che le persone al volante di vetture equipaggiate con questi dispositivi sono portati a distrarsi con una probabilità doppia rispetto a chi guida auto prive di aiuti alla guida. Nello specifico, c’è il 50% in più di probabilità di fare altro mentre si guida, e l’80% in più di probabilità che questo “altro” sia di natura visuale/manuale (prendere in mano il telefono per guardare se ci sono nuovi messaggi, per esempio). 

IL RUOLO DELLE CASE La colpa, dicevamo all’inizio, è sicuramente di chi guida, e di chi crede - sbagliando - che queste tecnologie possano in qualche modo sostituirsi all’uomo. In parte, però, non si può negare che le case automobilistiche spesso parlano dei propri aiuti alla guida in termini così lusinghieri da risultare involontariamente fuorvianti. Basti pensare alla definizione di Autopilot (pilota automatico), per esempio. Se da un lato, ripetiamo, questi aiuti contribuiscono davvero a rendere le auto più sicure, dall’altro i costruttori dovrebbero fare uno sforzo in più per rendere più consapevoli i clienti del loro effettivo funzionamento, e soprattutto dei loro limiti.


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