Retrospettive

Pirelli: quando la gomma prende il largo


Avatar di Luca Cereda , il 21/08/14

7 anni fa - Dal Nautilus e il Laros al gommone PZero: i battelli pneumatici Pirelli

Tu chiamala, se vuoi, "gomma da vacanza". Ma c'è una parte della Bicocca che ha preso la via del mare: dal Nautilus al gommone PZero, ecco la storia dei battelli pneumatici Pirelli

LA GOMMA DELLE VACANZE Saper trovare diramazioni rispetto a quella che è la strada maestra tracciata dall’asfalto (nella fattispecie la produzione di gomme e il legame a doppio filo con l’industria automobilistica) è storicamente nel dna di Pirelli, capace oggi come un tempo di portare la sua gomma – intesa come materiale industriale – un po’ ovunque: dalle telecomunicazioni all’abbigliamento, passando per il calcio e l’aeronautica. Tra le varie deviazioni ce n’è anche una che, a più riprese nel corso degli anni, ha portato la P Lunga per rotte marine: la storia dei battelli pneumatici Pirelli, inaugurata a metà Novecento dal canotto Nautilus e dal gommone Laros, prolungata recentemente con i lussuosi gommoni PZero.

FLASHBACK Se dal Nautilus tutto comincia (correva l’anno 1955) è anche un po’ per comodità. Pare infatti che, già prima dell’arrivo del suo canotto gonfiabile, Pirelli contribuisse a realizzare mezzi analoghi per servizi militari o di protezione civile, ma il Nautilus rappresentava evidentemente qualcosa di più. Un progetto industriale di diversificazione concreto e un primo passo verso – se così si può dire – una piccola motorizzazione di massa su acqua degli italiani, della quale fu protagonista il Laros. Ma andiamo con ordine.

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TETTARELLE E CANOTTI Impossibile da non notare nel suo acceso color arancione, il Pirelli Nautilus nasceva tra le mura dell’Azienda Seregno, specializzata in prodotti in lattice: cuffie da bagno, tettarelle, guanti da chirurgo, tubetti ad uso sanitario e chi più ne ha più ne metta. Tra questi anche i canotti gonfiabili, e in primis il Nautilus, che, dopo che fondo e fianchi del battello (praticamente le parti gonfiabili) erano stati plasmati assemblando a dovere i fogli di lattice, veniva completato applicando gli scalmi, il sedile e il soffietto.

EVOLUZIONE DELLA SPECIE Nel 1958 uscì una versione del Nautilus pronta ad accogliere un motore fuoribordo, cui seguirono altre diversificazioni del Nautilus, compresa una dedicata ai pescatori: di lì a poco il canotto Pirelli sarebbe diventato gommone, insomma. L’evoluzione della specie si completò nel 1963 con il “varo” del Laros. Inizialmente, la gamma era composta da due versioni, Laros 10 e Laros 25, cui presto ne seguirono molte altre, comprese una variante più piccola (Laros 7) e una più abbordabile (Laros 5). Nel giro di due anni le varianti si moltiplicarono fino ad arrivare al Laros 40, capace di portare 8 persone e spinto da un motore da 50 cv.

ANDATE E MOLTIPLICATEVI Oltre a divenire sempre più sofisticato tecnicamente, il battello Pirelli col passare degli anni cambiò anche d’aspetto. All’arancione più tradizionale si aggiunse una versione grigio-blu, gli inserti in legno erano in mogano: si poteva comprare anche con un milione e mezzo di lire o poco più. Giunti ormai negli anni Ottanta, le varie declinazioni gommone Pirelli arrivarono a costituire una piccola flotta, della quale  facevano parte anche il “Commando”, pronto perfino ad impieghi militari, il Dinghy 240 a remi, prezioso tender da barca a vela, e il Laros Jet motorizzato Piaggio, in grado di solcare anche acque basse grazie al suo pescaggio ridotto perché privo di eliche sporgenti.

(BELLA) VITA NUOVA Poco dopo aver raggiunto il suo massimo splendore, però, il Laros iniziò un declino che lo vide pian piano sparire tra la fine degli anni Ottanta e gli inizi degli anni Novanta. Solo molti anni dopo, nel 2006, Pirelli ha riaperto questo capitolo della sua storia con i gommoni PZero: moderni, lussuosi e ultraperformanti, prodotti su licenza dalla Tecnorib. Inizialmente i PZero erano di misure comprese tra i 4 e i 5 metri, ora si è arrivati al limite dei 14x3,85 metri del gommone PZero 1400 Sport con tre motori da 350 cv ciascuno. Può raggiungere una velocità di 55 nodi se alimentato a benzina, 45 con il gasolio. I remi del Nautilus? Riposano in cantina.


Pubblicato da Luca Cereda, 21/08/2014
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