Costume e società

Piccole auto crescono: come cambiano le Minicar


Avatar di Luca Cereda , il 04/11/11

9 anni fa - Le Minicar di oggi e la sicurezza

Ciclomotori sulla carta (di circolazione), automobili nel prezzo. Le Minicar sono in continua evoluzione tecnologica, hanno l'ABS, il common rail, ma fanno ancora discutere quando si parla di sicurezza. Le abiamo sottoposte a un test di guida sicura. Ecco le nostre conclusioni.

FA NOTIZIA Per alcuni anziani rappresentano l’unica chance di mobilità autonoma, per i  teenager un mezzo di primo svezzamento, per gli adulti in carriera una valida alternativa all’automobile. Delle minicar però si parla (o si sente parlare) quasi esclusivamente quando si schiantano, con tanto di titoloni sui giornali e foto di incidenti spesso impressionanti. Il risultato è che, in tema di sicurezza, oggi ancora molti diffidano delle minicar. Dopo averle sottoposte ai test di guida sicura, facciamo il punto della situazione.

MOTORINO PER LEGGE Belle, care e in continua evoluzione, le minicar – per la legge “quadricicli leggeri” - sono cambiate parecchio nel corso degli anni. E benché il Codice le equipari a tutti gli effetti ai ciclomotori (perché, limitate a 45 km/h di velocità massima, si possono guidare dai 14 anni in su muniti di apposito patentino, che prevede anche il superamento dell’esame pratico, e in due ci si può andare solo se chi guida è maggiorenne) queste fanno di tutto per somigliare sempre di più alle auto vere.

PREZZI DA AUTO A partire dal look, con un design sempre più curato, che ammicca alle compatte più stilose (Mini, Smart e iQ, per fare degli esempi) ed offre ampie possibilità di personalizzazione, per poi finire col prezzo: si spazia dagli 8mila ai 17mila euro, ma una minicar un po’ “infighettata” si porta via in media con 12mila euro. Lo stesso prezzo, autorizzando un paragone con le auto vere e proprie, di una buona utilitaria.

ABS E COMMON RAIL A farle sembrare più auto, e a far salire di conseguenza il prezzo, contribuisce anche la tecnologia, buona parte della quale dedicata ad accrescere la sicurezza. Nei modelli in vendita sono sempre più diffusi i telai a deformazione progressiva, i freni a disco su tutte e quattro le ruote e l’airbag. E alcune Case – come la Casalini e l’Aixam – offrono sulle proprie minicar l’ABS di serie, che per altri modelli si ha come optional sborsando circa 400 euro in più. La Lombardini, ditta italiana che produce buona parte dei motori utilizzati dalle minicar, ha perfino introdotto il common rail, utilizzato dai modelli della Ligier e della Microcar.  

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ABBASSA LA VOCE I benefici di queste evoluzioni si percepiscono anche alla guida delle minicar. Molte di queste – negli esercizi ne abbiamo provate cinque in tutto, ognuna di un marchio diverso – hanno fatto sensibili passi avanti nel contenere la rumorosità e le vibrazioni all’interno dell’abitacolo, isolando discretamente il borbottio del motore (normalmente un diesel da 500cc). E anche il giusto feeling con l’acceleratore si trova più facilmente di una volta, se non si è abituati, evitando partenze troppo a singhiozzo.

OCCHIO ALLO STERZO Ma quel che più colpisce è il miglioramento nell’assetto, dimostratosi piuttosto composto anche negli esercizi in cui abbiamo più stressato le minicar: dagli slalom stretti all’evitamento improvviso di un ostacolo, passando per il sovrasterzo di potenza. Sempre forzatamente a una velocità non superiore ai 45 km/h, lusinghiere sono state anche le risposte dei modelli muniti di ABS negli esercizi di frenata d’emergenza, su asfalto asciutto e bagnato, con le minicar che si fermano in pochi metri. In tutto ciò, specialmente quando si tratta di schivare ostacoli, va però tenuto in considerazione anche uno sterzo più demoltiplicato rispetto a un’auto normale, che per ottenere un pari angolo di sterzata chiede di girare il volante molto di più.   

MANCA IL CRASH TEST Se da un punto di vista dinamico la minicar migliorano, dunque, perché tanta diffidenza sulla loro sicurezza? Qui i principali nodi da sciogliere sono due. Il primo deriva dal malcostume di truccarle per aumentarne le prestazioni, una pratica oggi meno diffusa di un tempo ma che comporta rischi d’incidente. L’altra questione scottante riguarda i crash test; attualmente, per le minicar non sussiste l’obbligo di superare dei crash test per essere omologate. E sebbene alcuni costruttori sottopongano autonomamente i propri modelli a crash test, non esistono, di fatto, dei parametri stabiliti per legge che certifichino il livello di protezione di una minicar in caso d’impatto.

PESI LEGGERI E’ un esame cruciale, quello dei crash test, anche perché, per essere omologate come quadricicli leggeri, le minicar devono avere una corazza che sia al contempo resistente ma poco pesante. E per rientrare nel peso limite (massa a vuoto) di omologazione di 350 kg, qualche sacrificio nei rinforzi s’impone giocoforza. Ciò nonostante i costruttori di minicar sembrano pronti a raccogliere la sfida e per primi continuano a chiedere alla Comunità Europea una normativa unificata riguardo ai crash test per le minicar, consci del fatto che questo aiuterebbe ad attenuare le diffidenze nei confronti del proprio prodotto.

LE PROPOSTE Non solo, i costruttori, riuniti nel Gruppo Quadricicli di Confindustria ANCMA, stanno avanzando parallelamente anche altre proposte tese a rendere le minicar più sicure. In cima alla lista delle richieste ci sono l’aumento del peso massimo di omologazione - proprio per favorire l’aggiunta di rinforzi - e l’innalzamento della potenza massima a 6 kW (contro i 4 kW attuali), per migliorare le prestazioni e favorire l’introduzione di migliori tecnologie a bordo, che inevitabilmente assorbono potenza. 

SECONDO MERCATO Voci che si sollevano a tutela degli interessi di un mercato, quello delle minicar, che in Italia rimane di nicchia, per quanto il nostro Paese costituisca, con 80.000 veicoli circolanti, il secondo bacino d’utenza europeo di minicar dietro la Francia che ne ha 140.000. Le vendite negli ultimi anni hanno subito una flessione dovuta alla crisi, ma fino al 2009 si attestavano sugli 8.000 pezzi l’anno, appoggiandosi, come canale distributivo, tanto a concessionarie moto (per il 50%) quanto a dealer di auto (per il 40%).

CLIENTI VECCHI… Gli utenti di minicar si concentrano soprattutto nelle grandi città: Roma su tutte, ma anche Milano, Firenze e Catania. Tradizionalmente si tratta o di giovanissimi, teenager tra i 14 e i 18 anni, oppure di anziani che non hanno ottenuto il rinnovo della patente, in questo caso però residenti per lo più fuori città, e quindi bisognosi di un mezzo di trasporto autonomo.

… E NUOVI Dalle indagini di mercato più recenti (fonte DOXA) sta però emergendo un profilo di clientela diverso, fatto di adulti professionisti e cospicue quote rosa, che per recarsi al lavoro prediligono le minicar alle automobili. I vantaggi? Accesso libero alle ZTL, costi di gestione più contenuti e parcheggio facile grazie agli ingombri ridotti (-38% in media rispetto a un’automobile). E se l’alternativa è lo scooter, a far preferire le minicar c’è sempre buon vecchio tetto sopra la testa in caso di pioggia.


Pubblicato da Luca cereda, 04/11/2011
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