La missione? Battere a tappeto la superficie lunare (almeno 500 metri) per raccogliere, con l’aiuto del 4x4 e della tecnologia per la guida autonoma di Audi. Il premio: 30 milioni di dollari
SI VOLA Un’Audi sulla luna: per la scienza questo ed altro. E siccome in quel di Ingolstadt, su certe cose, sanno il fatto loro, la Casa dei Quattro Anelli ha deciso di supportare il team tedesco in lizza per il Google Lunar XPRIZE nella realizzazione di questo robot in partenza per lo spazio. Lo scopo? Battere a tappeto la superficie lunare (almeno 500 metri) per raccogliere, con l’aiuto del 4x4 e della tecnologia per la guida autonoma di Audi, dati, immagini e video ad uso e consumo della ricerca spaziale. Nota bene: chi costruisce il miglior esploratore (con finanziamenti rigorosamente privati) si aggiudica 30 milioni di dollari.
PARTE A RAZZO MA VA PIANO Audi lunar quattro – così si chiama il WALL E teutonico – monta la trazione integrale quattro, un motorino elettrico e sfrutta il know-how Audi per telaio e scocca, realizzati in materiali leggeri (alluminio su tutti). Anche nel design c’è la firma dell’Audi Concept Design Studio di Monaco. Nel 2017 scatterà l'ora “x”: a bordo di un razzo, il robottino partirà per un viaggio di cinque giorni, 380.000 chilometri con allunaggio previsto a nord dell’equatore lunare. Per portare a termine la missione, occhi davanti e anche dietro: questo prototipo è equipaggiato di due telecamere stereoscopiche e una telecamera scientifica per esaminare i materiali. Per il resto, negli spostamenti se la prende comoda (la velocità massima è di 3,6 km/h) ma arriva dappertutto, grazie alla trazione integrale quattro. Per fare il pieno sfrutta invece pannelli solari che ricaricano la sua batteria agli ioni di litio.
Dal calcio al basket, gli sport gli scorrono nel sangue dalla nascita, ma è solo quando è approdato a MotorBox che ha cominciato ad appassionarsi al mondo dei motori, fino a diventarne fine conoscitore. Stile asciutto e incisivo, grande senso critico, notevole presenza in video, Luca sa inquadrare con rara chiarezza le auto che prova, senza perdere di vista scenari e tendenze. Dopo quasi 12 anni ha lasciato la banda di MotorBox per affrontare nuove sfide, lasciandoci in eredità una produzione di articoli al top per quantità e qualità. Le supercar? Belle, ma la Ignis...






