La guerra in Medio Oriente trasforma i colossi tecnologici americani in bersagli da abbattere. E tra questi, nel mirino dei Pasdaran, c’è finita anche Tesla.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha lanciato un avvertimento che gela il sangue: più di una dozzina di aziende tech americane sono state dichiarate ''obiettivi militari legittimi''. E sì, tra nomi come Google e Microsoft, compare prepotentemente anche il marchio di auto elettriche per eccellenza.
Perché sono diventati obiettivi militari
Secondo Teheran, queste aziende non si limitano a vendere servizi o auto, ma forniscono agli Stati Uniti l'intelligenza artificiale, le tecnologie di comunicazione e il supporto d'intelligence necessari per pianificare gli attacchi in territorio mediorientale.
Non si parla di boicottaggio economico, ma di attacchi fisici. L'IRGC ha già invitato i dipendenti di queste società che lavorano in Medio Oriente a lasciare immediatamente i propri uffici e ha avvertito i civili di tenersi a debita distanza — almeno un chilometro — dalle strutture identificate come target.
Perché proprio Tesla?
Tesla non è solo una fabbrica di auto; è un leader globale nell'intelligenza artificiale e nella gestione dei dati. Per chi guarda dall'altra parte della barricata, ogni sistema di tracciamento o di elaborazione dati può essere convertito in uno strumento bellico.
Il punto è che Tesla sta investendo pesantemente proprio in quell'area, con la rete di Supercharger e le strutture aperte a Dubai, Abu Dhabi e Sharjah negli Emirati Arabi Uniti. E ancora la crescente presenza in Arabia Saudita e Qatar: tutte posizioni che si trovano nel raggio d'azione dell'Iran.
La ''guerra fredda'' tecnologica sta diventando caldissima, e Tesla si trova, suo malgrado, sulla linea del fuoco.
Fonte: The Hill




