Il taglio alle emissioni passa per le gomme: Bridgestone dà i numeri
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Il taglio alle emissioni passa per le gomme: Bridgestone dà i numeri


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1 ora fa - Bridgestone Report 2026: -54% di emissioni e sviluppo virtuale a Roma

Bridgestone supera i target di sostenibilità: -54% di CO2 e 73% di energia da rinnovabili, con l'aiuto di AI e simulatori virtuali
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Quando pensi all'impatto ambientale di un'automobile, la mente va quasi subito al tubo di scarico, alla potenza del motore o alla batteria delle vetture elettriche. Ma se allarghi lo sguardo all'intera filiera automotive, ti rendi conto che anche le coperture giocano un ruolo cruciale nella transizione ecologica.

A fare il punto della situazione è Bridgestone, che nel suo Report Integrato 2026 traccia un bilancio sulle performance ambientali ed economiche dell'azienda, mostrando come l'innovazione tecnologica stia permettendo di superare le tappe previste dai piani di sostenibilità.

Traguardi ambientali in anticipo sulla tabella di marcia

Se guardi ai numeri dell'ultimo esercizio, il colosso nipponico ha registrato un abbattimento delle emissioni di CO₂ del 54% all'interno dei propri siti produttivi rispetto ai livelli del 2019. Si tratta di un valore significativo, soprattutto se consideri che la scadenza fissata per il 2030 prevedeva inizialmente un taglio del 50%.

A spingere questo risultato è la costante conversione verso le fonti pulite: il 73% dell'energia elettrica utilizzata a livello globale proviene da fonti rinnovabili, con la regione EMEA che tocca quota 100%. Parallela procede la ricerca sulle mescole, con l'impiego di materiali riciclati e rinnovabili che ha raggiunto il 40% nella produzione complessiva.

Inoltre, l'adozione di pneumatici a bassa resistenza al rotolamento e di servizi dedicati alla gestione delle flotte aziendali permette di evitare un volume di emissioni pari a oltre tre volte quello generato dalle attività produttive interne.

Simulazione virtuale e AI: il centro di Roma al cuore dello sviluppo

Ma come si riescono a combinare questi vincoli ambientali senza compromettere il comportamento dinamico e la sicurezza su strada? La risposta risiede negli investimenti in ricerca e sviluppo, a cui il gruppo destina circa il 2,9% del proprio fatturato (pari a quasi un miliardo di dollari all'anno). L'ossatura di questo processo è rappresentata dalla tecnologia ENLITEN, studiata per abbinare mescole sostenibili a elevate prestazioni.

Se analizzi la fase di progettazione, noti come la sperimentazione si stia spostando sempre più dall'asfalto ai software. La metodologia Virtual Tyre Development (VTD) consente di ridurre fino al 60% l'uso di materie prime e le relative emissioni nelle fasi di test per i pneumatici destinati al primo equipaggiamento. In questo contesto assume un ruolo di rilievo il centro di ricerca tecnologica alle porte di Roma, dove è in funzione il simulatore dinamico Driver-in-the-Loop DiM500.

Questa piattaforma ad alta fedeltà permette di collaudare e affinare le coperture in digitale, risparmiando la produzione e lo smaltimento di circa 12.000 pneumatici prototipo all'anno. A coordinare l'intero processo c'è l'integrazione dell'intelligenza artificiale, impiegata sia nello studio dei materiali sia nei sistemi di assemblaggio automatizzato EXAMATION.

Bilanci solidi e l'obiettivo del primo posto mondiale entro il 2031

I progressi sul fronte ecologico procedono di pari passo con la stabilità finanziaria. Bridgestone ha chiuso l'ultimo bilancio con ricavi pari a 4.429,5 miliardi di yen (circa 27,5 miliardi di dollari) e un utile operativo di 493,7 miliardi di yen, assorbendo senza scossoni l'impatto dei dazi e le fluttuazioni dei cambi.

Sotto la guida del nuovo CEO globale Yasuhiro Morita, il gruppo guarda ora al prossimo ciclo strategico. Il traguardo fissato per il 2031, anno in cui ricorrerà il centenario della fondazione dell'azienda, è quello di riconquistare la leadership globale nel settore degli pneumatici, mantenendo la rotta verso la neutralità carbonica delle proprie operazioni dirette da conseguire entro il 2050.

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Emanuele Colombo
Emanuele Colombo
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

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