Quali incredibili passi avanti ha fatto l'automobile! Pochi decenni fa il terrore degli automobilisti era che il loro veicolo li lasciasse a piedi e ora, invece, ci sono auto che si avviano da sole, senza nemmeno un essere umano nei paraggi. Negli Stati Uniti, diversi proprietari di Ford Maverick stanno segnalando sui social e sui forum di categoria un fenomeno singolare: i loro veicoli decidono di accendersi da soli, mentre sono parcheggiati, chiusi e senza nessuno a bordo.
Fantasmi scatenati all'approssimarsi di Halloween? Chiaramente no, ma la dinamica apre interrogativi interessanti sulla gestione dell'elettronica moderna e sulla connettività di bordo. Oltre, eventualmente qualche problema di ventilazione nel garage.
Accensioni fantasma in garage
Tutto è partito dalle segnalazioni comparse all'interno di alcune community dedicate al Maverick, poi riprese dalla stampa specializzata americana. Alcuni automobilisti si sono ritrovati con il pickup avviato all'improvviso, senza aver sfiorato né la chiave né l'applicazione sullo smartphone.
Un conto è il sistema di avviamento da remoto, funzione ormai diffusissima che ti permette di scaldare l'abitacolo d'inverno prima di scendere in strada. Un altro conto è quando il veicolo decide di prendere l'iniziativa in totale autonomia. Se la macchina si trova all'aperto il danno è perlopiù qualche goccia di carburante sprecata, ma se l'episodio si verifica in un ambiente chiuso, la questione dei gas di scarico accumulati diventa decisamente più seria.
Bug dell'app o ''butt dial'' da chiave?
Al momento, da parte di Ford non sono arrivate note ufficiali di richiamo o spiegazioni definitive, né risultano indagini formali avviate dalla NHTSA (l'ente americano per la sicurezza stradale). Le ipotesi sul tavolo, di conseguenza, restano legate al buon senso e all'analisi tecnica del sistema.
La causa più probabile punta al software di gestione remota, in particolare all'applicazione FordPass. Trattandosi di un ecosistema connesso via internet che consente di programmare le accensioni o di inviare comandi a distanza, un bug dell'applicazione o un errore nella sincronizzazione dei server potrebbe inviare all'auto il segnale di avvio senza che tu abbia premuto nulla.
Non è nemmeno da escludere l'effetto ''butt dial'', ossia la pressione involontaria del tasto sul telecomando (letteralmente ''con le chiappe'') mentre lo tieni in tasca, o persino il caso di veicoli acquistati usati dove il precedente proprietario conserva ancora l'accesso al profilo dell'auto tramite l'app per smartphone.
Ford Maverick 2026
La favola della batteria che si ricarica da sola
Tra i commenti degli utenti è spuntata anche una teoria singolare: c'è chi ha ipotizzato che il veicolo sia programmato per accendersi da solo dopo un certo periodo di inattività, così da evitare che la batteria a 12V si scarichi.
È bene chiarirlo subito: nessun costruttore omologa o progetta un'auto a motore termico capace di riavviarsi spontaneamente in autonomia a veicolo spento e parcheggiato. L'elettronica di bordo può inviare notifiche sullo stato di carica della batteria o disattivare i servizi accessori in stand-by per risparmiare energia, ma non avvierà mai il propulsore a combustione all'insaputa del proprietario.
La convergenza tra automotive, app per smartphone e aggiornamenti over-the-air, però, porta maggiore complessità e maggiori opportunitò per piccoli inceppamenti software di produrre conseguenze imprevedibili e bizzarre.
In attesa che la Casa dell'Ovale Blu rilasci un chiarimento o un eventuale aggiornamento software correttivo per la gestione del remote start, il consiglio per chi nota comportamenti anomali è semplice: verificare le autorizzazioni dei dispositivi associati alla vettura e, se possibile, disattivare temporaneamente le funzioni di avvio programmato dal menu dell'infotainment. Non si sa mai.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.