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Il timore del furto dell’auto è una delle preoccupazioni principali che ogni automobilista vorrebbe evitare. Per aumentare la sicurezza della propria vettura esistono diverse soluzioni, non tutte necessariamente elettroniche. Tra queste ci sono i bloccasterzo meccanici, dispositivi che non richiedono installazioni o collegamenti elettronici e che puntano soprattutto sulla deterrenza. Questo modello rappresenta proprio questo approccio. La sua presenza sul volante rende immediatamente evidente che l’auto dispone di una protezione aggiuntiva, mentre la struttura metallica è pensata per ostacolare la rotazione del volante.
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Una protezione semplice da utilizzare
Il bloccasterzo misura 14 x 2 x 49 cm ed è realizzato con una combinazione di lega d’acciaio, alluminio e gomma. Quest’ultimo materiale contribuisce a ridurre il contatto diretto tra la struttura del dispositivo e il volante, limitando il rischio di lasciare segni sulla superficie.
Il principale vantaggio di una soluzione di questo tipo è la semplicità. Non servono batterie, app o interventi sull’impianto elettrico dell’auto. Il dispositivo viene applicato direttamente al volante e rimosso quando non è necessario. La sua funzione è soprattutto deterrente. Un bloccasterzo ben visibile dall’esterno segnala infatti la presenza di un’ulteriore barriera da superare, aggiungendo un livello di protezione rispetto ai sistemi già presenti sulla vettura.
Uno degli aspetti più interessanti della dotazione è la presenza di tre chiavi. Una può essere utilizzata normalmente, mentre le altre due possono essere conservate come riserva o messe a disposizione di altri componenti della famiglia. È un dettaglio pratico soprattutto per un dispositivo che, proprio perché viene utilizzato con una certa frequenza, può essere soggetto al rischio di smarrimento della chiave.
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Un antifurto senza elettronica
Invece di affidarsi esclusivamente all’elettronica dell’auto, il bloccasterzo introduce un ostacolo fisico direttamente sul volante. È una soluzione che punta quindi più sulla semplicità e sulla visibilità che sulla tecnologia. Un approccio essenziale, ma che può avere senso per chi cerca una protezione supplementare senza affrontare i costi o la complessità di un sistema antifurto più articolato. Può quindi essere interessante per chi vuole aumentare il livello di protezione della propria vettura con un dispositivo da utilizzare quando l’auto viene lasciata parcheggiata, soprattutto in situazioni nelle quali si preferisce avere un deterrente facilmente riconoscibile dall’esterno.
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



