L'espansione internazionale del colosso cinese BYD incontra un nuovo ostacolo in Giappone.
BYD, divieto d'accesso alla base americana di Kadena
Secondo quanto riferito dall'agenzia sudcoreana Yonhap (guarda la homepage di Yonhap), i veicoli del costruttore cinese sono stati esclusi dalla base aerea statunitense di Kadena, sull'isola di Okinawa, a circa 1.600 chilometri a sud-ovest di Tokyo. Il provvedimento, entrato in vigore il 26 ottobre, riguarda non soltanto le automobili private, ma anche taxi, furgoni per le consegne e mezzi delle aziende appaltatrici. Come riportato dal magazine online AA (leggi la notizia), il personale addetto alla sicurezza ha ricevuto l'ordine di impedire l'ingresso a tutti i veicoli del marchio.

I timori per la raccolta di dati sensibili
La decisione è legata a preoccupazioni di sicurezza nazionale. Il tenente colonnello Alli Stormer, della base di Kadena, ha definito i veicoli un ''rischio inaccettabile'' per il personale e per la missione militare, secondo quanto riportato da Reuters.
Non sono stati divulgati dettagli ufficiali sulle motivazioni specifiche, ma tra le ipotesi figura la possibilità che telecamere e i sensori installati sui veicoli moderni possano intercettare informazioni militari sensibili. Il nome di BYD (guarda BYD Dolphin Surf) compare inoltre in un elenco del Pentagono relativo ad aziende sospettate di sostenere l'esercito cinese. Nel documento sono citate anche Nio, Alibaba e Baidu. Le auto cinesi, intanto, restano fuori dal mercato statunitense per effetto di dazi elevati e restrizioni sul software.

Il precedente che coinvolge Tesla in Cina
Le preoccupazioni sull'utilizzo dei dati raccolti dalle automobili non riguardano soltanto i marchi cinesi. Nel 2021, la Cina aveva temporaneamente limitato l'accesso di alcuni veicoli Tesla a determinate strutture governative, per timori legati alla sicurezza. Le restrizioni sono state revocate nel 2024, dopo che le vetture prodotte nel Paese hanno soddisfatto i requisiti locali in materia di protezione dei dati. Il caso evidenzia come la connettività delle auto sia diventata un tema strategico nei rapporti tra governi e industria automobilistica.
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Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.







