Dalla California arriva una mossa che potrebbe rivoluzionare l'intero mercato degli pneumatici auto aftermarket: non certo a favore del tuo portafoglio né della sicurezza (e con vantaggi ambientali assai dubbi).
La California Energy Commission, indicata spesso con la sigla CEC, ha infatti messo sul tavolo il Replacement Tire Efficiency Program.
L'obiettivo dichiarato è obbligare i produttori a vendere gomme di ricambio che abbiano almeno la stessa identica efficienza energetica (o superiore) degli pneumatici di primo equipaggiamento (OE) montati di fabbrica sulle vetture nuove.
Una transizione che sulla carta promette miracoli ecologici, ma che rischia di scontrarsi violentemente con la fisica dei materiali e la chimica delle mescole.
Il piano della CEC: risparmi teorici e proiezioni ottimistiche
La logica dei legislatori americani è lineare: le gomme scelte dai costruttori per il primo montaggio sono progettate per ridurre la resistenza al rotolamento. Di conseguenza, imponendo gli stessi severi standard ai ricambi, si ridurrebbero le emissioni di CO2 complessive dello Stato e si abbasserebbe la spesa al distributore.
Basandosi sui costi energetici rilevati nel 2024, l'ente stima che potresti risparmiare in media 79 dollari sulla durata di un treno di gomme tra il 2028 e il 2031, cifra che salirebbe a 153 dollari dal 2031 in poi.
Complessivamente, la commissione prevede un risparmio annuale di un miliardo di dollari e due milioni di tonnellate di CO2 in meno. Tuttavia, l'analisi trascura elementi macroscopici e strutturali legati al funzionamento reale di una copertura.
Primo equipaggiamento e aftermarket: due prodotti ingegneristicamente diversi
È noto che, negli USA, al primo cambio gomme alcuni utenti notano un leggero aumento nei consumi di carburante della loro vettura. Perché?
Le case automobilistiche chiedono ai fornitori pneumatici capaci di garantire la massima scorrevolezza e un peso ridotto, spesso sacrificando la profondità dei tasselli, al fine di migliorare i dati sui consumi rilevati in fase di omologazione per l'auto nuova.
La testata Car and Driver fa l'esempio pratico di uno pneumatico Hankook Kinergy GT nella misura standard 195/65 R15. La versione OE studiata per i costruttori pesa circa 7,6 kg e ha una profondità del battistrada di soli 6,7 mm.
Il modello destinato al mercato del ricambio, pur condividendo lo stesso nome commerciale sul fianco, è ingegneristicamente un altro prodotto: pesa quasi mezzo chilo in più, ha canali profondi quasi 8 mm per garantire maggiore sicurezza sul bagnato e una durata stradale prolungata.

Il cortocircuito eco-illogico delle gomme più green
Ma c'è di più. Secondo alcune proiezioni, l'applicazione della nuova norma potrebbe ridurre sensibilmente la vita utile delle gomme di ricambio. Nel mercato nordamericano, le gomme di primo equipaggiamento non prevedono garanzie chilometriche per il consumatore finale. Al contrario dei ricambi.
Non è un dettaglio marginale e il motivo è spiegato da Tire Rack — uno dei principali distributori specializzati del mercato americano: il cliente dello pneumatico OE è il costruttore del veicolo, non l'automobilista, e il rapporto contrattuale si esaurisce lì.
Le coperture aftermarket funzionano diversamente. Le garanzie sul battistrada per gli pneumatici di sostituzione variano tipicamente tra 40.000 e 80.000 miglia per i pneumatici da turismo standard, mentre alcuni pneumatici touring di fascia alta arrivano a coprire fino a 90.000 miglia, riporta ConsumerAffairs.
Questa asimmetria diventa rilevante nel momento in cui si ragiona di standardizzazione normativa. Uniformare le specifiche degli pneumatici di ricambio su quelle degli OE — come propone la CEC — significa applicare i parametri di un prodotto pensato per l'omologazione del veicolo a un segmento di mercato che ha storicamente offerto all'automobilista garanzie di durata che il primo equipaggiamento non ha mai previsto.
Le conseguenze di questo scenario portano a un aumento del volume di pneumatici usati da smaltire e il conseguente aumento delle emissioni collegate alla maggiore produzione degli stessi, che si traduce in un ovvio autogol ecologico.
Certo, avere a disposizione pneumatici auto capaci di farti consumare meno farebbe comodo a chiunque, ma la ricetta della CEC rischia di trasformare una buona intenzione green in un danno per l'ambiente e per le tasche dei guidatori.
Se hai la curiosità di spulciare i dati e i testi normativi originari, l'intera proposta della Commissione Energetica è consultabile sul loro portale ufficiale.
Foto di copertina: Titi Iaru su Unsplash
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.



