Pubblicato il 12/10/20

LA GIULIA DEL DOMANI Sono tempi duri, per quel genere di auto che una volta spopolava, e che ora cede controvoglia il passo all'avanzata di SUV e crossover. Le berline a tre volumi soffrono il cambio di paradigma: resta loro l'arma del fascino senza età, specie se alle spalle sopravvive la memoria di una dinastia gloriosa. Successo commerciale (deludente) a parte, Alfa Romeo Giulia un oggetto e un nome troppo carichi di storia per non meritare un occhio di riguardo, anche quando l'imperativo è innovazione di prodotto e di processo. Quale futuro, per la Signorina? Perché un futuro, questo è (quasi) certo, a Giulia da Stellantis non verrà negato.

IBRIDO SOFT Sappiamo che il 2021 è l'anno individuato da FCA Group per il classico restyling di metà carriera. Non ritocchi quasi impercettibili come quelli a cui Giulia venne sottoposta a fine 2019: il prossimo sarà aggiornamento di sostanza, sia stilistico, ma ancor di più a livello tecnologico, e non parliamo solo di infotainment e di sicurezza attiva (ADAS). Il trend globale è quello dell'elettrificazione, ebbene: fonti assai vicine al marchio Alfa sostengono come gli esperimenti per la conversione di Giulia a propulsione esclusivamente endotermica in Giulia mild hybrid siano già allo stadio avanzato. E già abbiano restituito risultati positivi.

WORK IN PROGRESS L'architettura sulla quale si fonda la vettura, cioè la tanto chiacchierata piattaforma Giorgio, così com'è è già in grado di ospitare una rete di bordo a 48 Volt composta da un generatore di maggiori dimensioni nei confronti del comune alternatore/starter, soprattutto da una batteria supplementare da alloggiare verosimilmente sotto il pavimento del vano bagagli o del divano posteriore. Quale motorizzazione? A ricevere il trattamento mild hybrid sarebbe con ogni probabilità il turbo benzina da 2 litri, non è escluso tuttavia che pure il diesel da 2,2 litri sia coinvolto nel percorso di ibridizzazione soft. Mild hybrid anche il favoloso V6 biturbo di Giulia Quadrifoglio? Più difficile, ma non impossibile.

ALFA ROMEO 508 Le prospettive a breve raggio terminano qui. Il pianale Giorgio non è adatto a digerire propulsori neé full hybrid, né ancor meno plug-in hybrid, cioè sistemi che richiedono accumulatori di capacità ben superiore, quindi anche di dimensioni insostenibili per una piattaforma concepita prima che l'elettrificazione divenisse un mantra. All'orizzonte, tuttavia, tutto lascia pensare che un modello avrà ragione d'essere se esprimerà almeno una variante elettrica o semi-elettrica. Una berlina Alfa Romeo di nuova generazione (che si chiami Giulia, oppure no) dovrà perciò nececcariamente abbandonare la meccanica italiana e utilizzare le tecnologie del Gruppo PSA. Ammesso che troverà posto in gamma (e noi ce lo auguriamo), l'Alfa Giulia del futuro a medio lungo termine sarà parente stretta di Peugeot 508, berlina/wagon che al contrario è già attrezzata per vestire sia ibrida plug-in, sia full electric. Giulia perderebbe personalità, ma almeno sopravviverebbe. Nei prossimi mesi altre rivelazioni.


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