Pubblicato il 05/07/20

AMLETICO DUBBIO Inutile girarci intorno, i pochi e mirati aggiornamenti hanno dato all'Alfa Romeo Giulia 2020 un'aria di novità a dir poco... tiepida. E se da un lato i suoi fan si sono sentiti rassicurati dal fatto che non l'abbiano snaturata; dall'altro, gli haters hanno avuto buon gioco nel definire la Giulia MY20 una minestra riscaldata. Personalmente, vederla così simile al modello del 2016 mi ha creato più volte il dubbio se vorrei davvero investire i miei risparmi nella berlina sportiva italiana, con fior di tedesche rinnovate di recente in profondità. Ci è voluta una settimana al volante della nuova Giulia Ti per trovare la risposta.

 

INTERNI

Ti è il nuovo allestimento top, mentre il motore che ho scelto è il benzina turbo da 200 CV con cambio automatico AT8: la base della gamma, se escludiamo le versioni Diesel  (qui la video-prova della Giulia Ti diesel da 160 CV). Al primo sguardo le forme sono sempre le stesse, sinuose, eleganti, bellissime. Ma i nuovi colori e i nuovi cerchi qualcosa al look lo aggiungono e soprattutto i nuovi interni fanno una concreta differenza quando si sale a bordo. Certamente il contrasto tra la carrozzeria Verde Visconti e i rivestimenti in pelle Venere beige con inserti in vero legno della mia Giulia hanno un forte impatto estetico che condiziona la prima impressione. Ma la qualità percepita ha fatto davvero un salto di qualità per la totale assenza di giochi e per la consistenza dei comandi rotanti della nuova console centrale.

Alfa Romeo Giulia Ti 2020: dettaglio dei nuovi comandi rotanti

L'INFOTAINMENT La sinuosità della plancia e l'accostamento dei materiali trasmettono ancora un senso di bellezza classica che, probabilmente, non tramonterà, mai. E non sono di parte quando dico che l'eleganza dell'italian style rimane un passo avanti rispetto al design forzatamente modernista delle rivali più blasonate. Bene, ma niente di che, gli aggiornamenti all'infotainment. I display delle concorrenti sono ancora un po' più nitidi, più luminosi e talvolta anche più reattivi al tocco. E sulla Giulia i comandi vocali sono poco flessibili: vogliono istruzioni ben precise per capirti, invece di intendere il linguaggio naturale come gli assistenti più evoluti. E un'altra cosa che non mi convince è che la funzione mute della radio, anche se attivata manualmente in precedenza, si disattiva comunque da sola al termine di una telefonata fatta col vivavoce: l'unico modo per garantirsi il silenzio è regolare a zero il volume dell'audio. 

 

AL VOLANTE

Ma quando metto in moto, e faccio qualche chilometro ogni confronto, come per magia, sparisce. La nuova calibrazione del servosterzo ha migliorato la linearità del volante alle basse velocità, che rimane un capolavoro assoluto per prontezza, sensibilità, leggerezza e rapporto diretto con le ruote. Consente anche un raggio di sterzo molto contenuto in manovra, il che certo non guasta. Gli angoli delle sospensioni rivisti hanno eliminato quasi del tutto la rumorosità che facevano le gomme anteriori nelle manovre con lo sterzo a fondo corsa, ma per il resto la Giulia resta la Giulia e il modo in cui mette in comunicazione il guidatore con la strada rimane qualcosa di speciale.

IMPRESSIONI DI GUIDA All'inizio, a incantarmi è la sua capacità di assorbire dossi e avvallamenti con meravigliosa compostezza. Mi sorprende pure il silenzio che regna a bordo, quasi per nulla perturbato dal lavoro delle sospensioni sulle asperità. Anche il motore è lontano: peccato perché il timbro del quattro cilindri non è niente male. In modalità di guida Normal c'è solo un pizzico di rollio di troppo in curva e di indolenza della trasmissione automatica nelle partenze da fermo che vanno bene per il comfort, ma che non accelerano il battito del cuore sportivo Alfa.

GLI EFFETTI DEL MANETTINO Un tocco al manettino e passo alla modalità di guida Dynamic e il vero spirito della Giulia emerge prepotente. Nettissima la differenza d'assetto con le sospensioni a controllo elettronico opzionali: si fa immediatamente più compatto e sostenuto, ma sempre capace di assorbire a meraviglia le ondulazioni della strada. E nettissimo pure il guadagno in termini di reattività del motore. Ora sì che comincio a guidare davvero, complice il cambio AT8 che, adoperato in modalità manuale-sequenziale con le enormi palette di alluminio fissate al piantone dello sterzo, è un capolavoro di feeling e immediatezza.

Alfa Romeo Giulia Ti 2020: paletta in alluminio per comandare il cambio automatico

UN HANDLING DA RIFERIMENTO Curva, controcurva, dosso... la Giulia copia tutto con rara competenza, trasmettendomi ogni sensazione con un'immediatezza e una precisione che non hanno ancora trovato eguali. Sembra di sciare con i carving... Mentre sulle rivali si avverte una certa elasticità, prima che le sospensioni trovino l'appoggio e nei cambi di direzione, sulla Giulia ogni movimento del corpo vettura rimane più controllato, a vantaggio della prevedibilità di comportamento quando si esplorano i suoi limiti. Merito della scocca rigidissima e della messa a punto delle sospensioni, certo, ma anche di un peso in ordine di marcia di 1.429 kg che con tutta probabilità è il più basso della categoria.

PROVA DI FORZA Forzo un inserimento e percepisco chiaramente l'alleggerimento del retrotreno; sfrutto l'immensa direzionalità dell'avantreno per indirizzarla alla corda e poi giù di gas, per sentire come si comportano motore, trazione e controlli vari... Pensavo non bastassero, ma i 200 cavalli della Giulia a benzina sono cavalli generosi. La coppia massima di 330 Nm arriva a soli 1.750 giri: roba da Diesel! E il suo canto, pur sempre educato, è inebriante: un ringhio metallico perfettamente intonato e mai sguaiato che trasuda sportività. Bello, soprattutto, che non sia inquinato dal soffio del turbo: le sonorità ricordano i motori aspirati e ciò lo rende più elegante, a mio avviso.

LE PRESTAZIONI Il crescendo, fluido e corposo, guida il posteriore in un accenno di derapage, che il controllo di stabilità smorza forse fin troppo presto. Segue una progressione entusiasmante che si distende con un allungo regolare fino a circa 5.500 giri per poi stemperarsi all'approssimarsi dei 6.000. La scheda tecnica dice che la Giulia da 200 CV a benzina raggiunge i 230 km/h e i 100 all'ora da ferma in 6,6 secondi: numeri di tutto rispetto che trovano riscontro nelle emozioni al volante.

 

GUIDA AUTONOMA

In autostrada torno a godermi il comfort da salotto buono. E provo il sistema di guida assistita di livello 2 che è uno dei maggiori elementi di novità della Giulia 2020. L'inizio promette bene: attivo il cruise control adattivo, imposto la velocità e premo il pulsantino del mantenimento di corsia sulla razza sinistra del volante. L'auto segue bene la strada. Poi iniziano gli incolonnamenti, per via dei lavori sulla Milano-Genova. Scopro che il sistema non gestisce in modo del tutto automatico gli stop and go, ma vuole il consenso tramite una pressione sul tasto Resume del cruise control per ripartire dopo l'arresto. Una caratteristica, non certo un difetto, sia chiaro.

Alfa Romeo Giulia Ti 2020: i comandi dell cruise control e del mantenimento di corsia

LUCI E OMBRE Peccato che il mantenimento di corsia, alla lunga, mostri qualche debolezza: quando il percorso si fa più guidato è un po' brusco nelle sterzate e diventa poco preciso nel posizionare l'auto al centro della corsia. E forse per effetto delle ombre dure sull'asfalto della giornata di sole, a volte si smarrisce, specie all'ingresso e all'uscita delle gallerie, costringendomi a prendere prontamente il controllo del volante. Probabilmente basterà un aggiornamento software per risolvere, ma per adesso il consiglio è di non distrarsi quando si lascia il timone al pilota semi-automatico.

IN VIAGGIO Ma dopotutto, chi compra una Giulia lo fa prima di tutto per guidarla, non per lasciare che si guidi da sola. E per i lunghi trasferimenti autostradali il cruise adattivo funziona benone, agendo correttamente e confortevolmente sui freni quando la situazione lo richiede, per mantenere la distanza dalle auto che precedono o per arrestare il veicolo in caso di incolonnamenti. Con il plus dei sistemi che servono davvero e che non inducono a distrarsi eccessivamente, come la frenata automatica e l'avviso di fuoriuscita dalla corsia.

 

I CONSUMI

Il tasto dolente della Giulia a benzina sono i consumi. Attraverso il computer di bordo ho misurato circa 7 l/100 km in autostrada, circa 10 l/100 km in media e quasi 11,5 l/100 km in città. Con tutto che la voce sarebbe più rauca e meno musicale, la Giulia con il 2,2 litri turbodiesel da 190 cavalli e 450 Nm di coppia, sempre con cambio automatico AT8, garantisce un piacere di guida equivalente (se non addirittura superiore), con costi alla pompa decisamente più contenuti.

TIRANDO LE SOMME Detto ciò, per tornare alla domanda iniziale, al termine di una settimana di passione bollente al volante della Giulia dico che sì, anche se altre auto hanno un'elettronica più evoluta e suscitano un maggiore effetto novità, è la berlina del Biscione quella che sceglierei. Perché è l'unica che ogni volta mi fa venire la smania di guidarla, che sia per una gita sulle colline o per andare al lavoro la mattina.

 

ABITABILITÀ

Purtroppo la Giulia non farebbe al caso mio per motivi di spazio. L'omologazione per cinque non tragga in inganno: a bordo si sta benissimo finché si viaggia in quattro, con le poltroncine dedicate, ma lo spazio non è certo in eccesso e infilarci un seggiolino per i minori fa apparire i volumi piuttosto sacrificati. E non parliamo di trasportare un cane di media taglia: con il pavimento posteriore diviso in due profondi pozzetti, alla povera bestiola non resta che rimanere acciambellata tutto il tempo.

Alfa Romeo Giulia Ti 2020: dettaglio del cielo del bagagliaio

IL BAGAGLIAIO Allo stesso modo, il bagagliaio non è un fiore all'occhiello. La capacità nominale di 480 litri è in linea con le rivali, ma la forma non è molto regolare: specie a filo della cappelliera, sotto cui sporge uno degli altoparlanti del sistema Harman Kardon e, più in fondo, c'è una traversa a rubare centimetri in altezza. Insomma, ci vuole un po' di pratica per capire come sfruttare al meglio tutti i centimetri disponibili: proprio come per diventare campioni di Tetris. Per chi ha bisogno di spazio, la Stelvio è molto meglio, ma sebbene il SUV di Arese sia fantastico da guidare (meglio di molte berline blasonate, per dirla tutta) è comunque un pochino meno fantastico della Giulia, per via del baricentro avvertibilmente più alto.

 

QUANTO COSTA

Al capitolo prezzo, se l'Alfa Romeo Giulia 2.0 Turbo Benzina Ti 200 CV AT8 parte da 54.500 euro, quando si tratta di completare la dotazione il conto lievita. I fari full led non sono previsti e la miglior opzione sono i bi-xenon, che aggiungono 500 euro al costo finale. E poi ci sono 1.200 euro per le – consigliatissime – sospensioni elettroniche, per variare l'assetto con il famoso manettino DNA; 1.400 euro per il sistema audio Harman Kardon; 1.200 euro di cerchi in lega Design; 1.100 euro di vernice Verde Visconti; 350 euro per le – irrinunciabili – leve di comando del cambio in alluminio dietro al volante; 550 euro per dischi freno maggiorati; 500 euro per pinze freno colorate; 450 euro di finestrini posteriori oscurati e 1.700 euro per il tetto panoramico apribile. E non li vogliamo spendere 500 euro di allarme? Il totale per l'auto in prova fa 63.950 euro. Il valore della passione. Qui tutte le versioni di Giulia 2020 a confronto.

 

SCHEDA TECNICA ALFA ROMEO GIULIA Ti 2020 TURBO BENZINA 200 CV AT8

  • Motore: 1.995 cc, 4 cilindri turbo benzina
  • Omologazione: Euro 6d-Temp
  • Potenza: 200 CV a 4.500 giri/minuto
  • Coppia: 330 Nm a 1.750 giri/minuto
  • Velocità: 230 km/h; da 0 a 100 km/h in 6,6”
  • Consumo medio dichiarato: 6,4 l/100 km
  • Trazione: posteriore
  • Cambio: automatico a 8 rapporti
  • Dimensioni: 4,64 x 1,86 x 1,44 m
  • Peso: 1.429 kg in ordine di marcia
  • Bagagliaio: da 480 litri
  • Prezzo: da 54.500 euro

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