Autore:
Paolo Sardi

LUCI DELLA RIBALTA Più volte in questa settimana NIssan è finita sotto i riflettori per il suo impegno a tutto campo sul fronte della mobilità elettrica, come testimoniano le notizie correlate. Ora la Casa giapponese torna a far parlare di sé annunciando di essere a buon punto nello sviluppo di un nuovo metodo di analisi atomica che permetterà di migliorare il rendimento delle batterie agli ioni di litio e, di conseguenza, l'autonomia dei modelli elettrici. In questa impresa Nissan Motor Co. non è sola: al suo fianco ci sono infatti la consociata Nissan Arc Ltd, l’Università di Tohoku, l’Istituto Nazionale per la Scienza dei Materiali (NIMS), e l’Istituto di Ricerca Giapponese sulla Radiazione Sincrotronica (JASRI). 

EFFETTO DOPANTE Entrando nel dettaglio della questione, l'analisi mette sotto la lente la struttura del monossido di silicio amorfo (SiO) per permettere il suo impiego nella batteria a livello dell'elettrodo in luogo del silicio (Si). Quest'ultimo trattiene una maggior quantità di litio rispetto ad altri materiali a base di carbonio ma, in forma cristallina, ha il difetto di deteriorarsi durante i cicli di carica. Questo problema pare si possa risolvere con il SiO, sinora poco conosciuto e al centro di numerose discussioni della comunità scientifica. Grazie alle nuove analisi e a simulazioni al computer, pare che finalmente i tecnici siano venuti a capo della questione, raggiungendo certezze circa l'omogeneità della sua struttura e le possibilità dell'utilizzo.


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