Lavori in corso, in via Ciro Menotti. Lavori sull'infrastruttura elettrica, così come lavori più ''da scrivania''. Tipo i progetti di un possibile debutto sui mercati finanziari. Maserati in Borsa sì o no? Gli ultimi giorni hanno visto rincorrersi le voci di un eventuale sbarco del Tridente sui listini, nella scia di altri marchi sportivi come Porsche, e in precedenza, anche Ferrari ed Aston Martin. Quale la realtà?

COMING (NOT) SOON La trasformazione del brand emiliano in public company non è esclusa, tuttavia - anche qualora il listing venisse approvato - i tempi non sarerebbero affatto brevi. Prima, occorre rafforzare il business industriale vero e proprio. Che è in carreggiata, ma non ancora giunto a maturazione. Solo in seguito, sarà possibile considerare anche la quotazione in Borsa. Questo, almeno, è ciò che emerge dalle parole del CFO Stellantis Richard Palmer. Nel corso della call con gli analisti sulla trimestrale di Gruppo, Palmer avrebbe aperto alla possibilità che Maserati ''diventi un asset interessante come standalone: ha un suo network ed è un business molto indipendente''. Al momento, tuttavia, gli sforzi sono incanalati su altre priorità. ''Siamo concentrati sulla crescita del brand e il suo rafforzamento nel settore del lusso. Lo sbarco in Borsa - spiega Palmer - è una possibilità, ma nessuna decisione in questo senso è ancora stata presa. Oggi ci stiamo impegnando nell'esecuzione del piano di rilancio''.
SERRARE I RANGHI Precedenza, dunque, all'economia reale. E il rilancio Maserati passa innanzitutto da un'agenda sia di nuovi prodotti di alta qualità, sia di un ritmo di lanci di prodotto più intenso che non in passato. il SUVGrecale la pietra miliare del new deal, con Granturismo di nuova generazione a seguire a stretto giro di posta. Nuovi modelli e - sempre - elettrificazione come faro che indichi la strada da percorrere. Maserati seguirà - è molto probabile - le orme di Ferrari e Porsche, ma solo quando la rivoluzione di prodotto e di concetto ruoterà a regime di potenza massima. Servirà ancora qualche anno.
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.





