Anteprima:

Cadillac BLS


Avatar Redazionale , il 02/09/05

16 anni fa - Di americano ha solo il nome.

Abile e arruolata. Tolti l'etichetta di concept appiccicata a Ginevra e un po' di cerone da show car, la BLS entra ufficialmente nei ranghi della gamma Cadillac. In Italia la vedremo nel 2006 con tre motori a benzina e uno turbodiesel a prezzi ancora da definire.

COME BEAUTIFUL Il suo albero genealogico potrebbe far venire il mal di testa anche a un appassionato di araldica. Roba da fare invidia alle famiglie delle soap opera dalle trame più contorte: ha radici così profonde e rami tanto intrecciati che bisogna fare un bel respiro profondo prima mettersi in ballo a spiegarne tutte le evoluzioni. La BLS di cognome fa Cadillac ma è solo per il fatto di essere stata adottata dalla famiglia americana.

ADOZIONE A DISTANZA L'esame del Dna ne rivelerebbe infatti una provenienza svedese, visto che la BLS è una specie di clone della Saab 9.3, di cui ripropone telaio e buona parte dei motori. Il che vuol dire poi che è anche cugina delle Opel Vectra e Signum, costruite sulla stessa piattaforma, utilizzata anche da altre berline made in Usa, come la Chevrolet Malibu e la Pontiac G6. Se di adozione però si tratta, è bene precisare subito che è un'adozione a distanza. Nel senso che la BLS non solo ha nelle vene sangue europeo, ma è stata pensata solo ed esclusivamente per il Vecchio Continente. Non è dunque previsto al momento un suo lancio sul mercato a stelle e strisce.

FORME SCOLPITE Legami di sangue a parte, questa berlina ha nell'aspetto tutti i tratti somatici tipici Cadillac più recenti. La carrozzeria sembra intagliata, con gli spigoli a fare da tema ricorrente. Ciò vale soprattutto nel frontale, dove troneggia una mascherina a V molto aperta, divisa a metà da una sorta di piega che taglia tutto il frontale a mo' di spartiacque. Ai lati, i fari hanno a loro volta una forma squadrata che si allunga verso la fiancata a dare un po' di slancio alle forme. Lo stesso fanno pure le luci, che si sviluppano in verticale e bordano una coda massiccia e voluminosa, movimentata anche da un accenno di spoiler sul bordo del cofano bagagli.

TRA PASSATO E FUTURO Nell'abitacolo la parentela con la Saab si palesa subito, con un volante a tre razze e una strumentazione a tre elementi circolari dal look inconfondibile. Scompare invece la chiave dal tunnel centrale e torna nella più canonica posizione alla destra del volante. Per il resto, gli arredi hanno forme inedite e non sono più orientati verso il pilota. La consolle centrale è abbastanza personale, con la parte superiore incorniciata da un sottile bordino cromato. L'orologio è analogico, di gusto rétro, mentre su fronte high-tech si segnalano accessori come lo stereo Bose con comandi al volante e il navigatore satellitare con schermo touch-screen e vivavoce Bluetooth integrato.

PER TUTTI I GUSTI Quanto infine ai motori, la punta di diamante per il mercato italiano sarà il 1.900 turbodiesel multijet di origine Fiat in versione da 150 cv, che segna dopo circa vent'anni il ritorno della Cadillac al gasolio. Più articolata l'offerta a benzina, con ben tre alternative. Con la cilindrata due litri e con il turbo a fare denominatore comune si possono avere due diversi livelli di potenza, 175 e 210 cv. Al top c'è poi un 2.8 V6 sovralimentato da ben 255 cv. Ampia la scelta prevista sul fronte cambi, con manuali e automatici a cinque e sei rapporti a seconda delle motorizzazioni.


Pubblicato da Paolo Sardi, 02/09/2005
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