MODERN FAMILY In Audi vive una comunità, quella delle ibride plug-in, che è sempre più grande. Ne fanno parte la berlina A6 e la wagon A6 Avant, la coupé A7 Sportback e l'ammiraglia A8 - anche in versione L a passo lungo -, Q5 e Q7 a rappresentare il segmento SUV. Non solo, prossimamente la famiglia PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) si allargherà ulteriormente, con nuova A3, e i SUV Q3 e Q8. Scopriamo qual è il filo comune della gamma Audi alla spina. E perché conviene.
SI CHIAMANO TFSI Intanto la denominazione. Che siano berline, wagon, coupé o SUV, tutte le Audi ibride plug-in sono caratterizzate dal suffisso TFSI. Montano un propulsore turbo benzina ad iniezione diretta abbinato a un motore elettrico e vantano trazione Audi quattro: con tecnologia ultra per A6, A6 Avant e A7 Sportback e il SUV Q5, permanente con differenziale centrale autobloccante per A8 e Q7.
PRESTAZIONI E CONSUMI Potenze da 299 a 456 CV, con valori di coppia da 450 a 700 Nm e consumi da... scooter. Le percorrenze arrivano infatti fino a 70 km/litro - che scendono a 30 km/l per il SUV Q7 - con un'autonomia totalmente elettrica di circa 58 km.
LA RICARICA Per ricaricare le auto della gamma Audi plug-in hybrid è sufficiente una notte alla presa domestica da 230V, mentre bastano 2,5 ore alle colonnine di ricarica rapida AC, in una delle 137.000 stazioni accessibili grazie al servizio Audi e-tron Charging Service.
TRADIZIONALE O ELETTRICA? La risposta a questa domanda è - o potrebbe essere - proprio ibrida plug-in. Un motore tradizionale abbinato ad un elettrico, con i benefici dell'uno e dell'altro sistema e vantaggi sia in termini di mobilità che di fiscalità: le auto ibride plug-in, infatti, sono esenti dai blocchi del traffico, accedono alle ZTL liberamente e, in molte città, non pagano la sosta sulle strisce blu. I vantaggi fiscali risiedono nell'esenzione totale o parziale dal pagamento del bollo, mentre l'RC auto costa mediamente il 10% in meno rispetto ad un'auto tradizionale. What else?
L’ultimo arrivato nella redazione è toscano, di Firenze. Sin dai primi anni di vita affascinato dalle quattro ruote, col passare degli anni si è poi avvicinato alle due, dalle quali è rimasto folgorato. Dall’infanzia sogna di diventare pilota (prima di F1 poi di MotoGP) ma il sogno rimane nel cassetto, anche perché in famiglia pare sia l’unico con la benzina nelle vene. Finito il liceo tutto appare chiaro: “Voglio diventare un tester”. All’università studia Media e Giornalismo e si laurea con una tesi sulla rivista Motociclismo, iniziando poco dopo a collaborare col giornale. Negli anni ha frequentato quanti più corsi di guida per imparare a guidare le moto, finché nel 2019 è diventato lui stesso Istruttore di Tecniche di Guida Motociclistica della F.M.I. Ah, dimenticavamo: pare stia cercando moglie…










