Pubblicato il 24/06/21

FRITTO MISTO L'occasione è stato l'inizio delle celebrazioni per i 111 anni del marchio Alfa Romeo, che hanno coinciso con la consegna delle prime Alfa Romeo Giulia GTA e GTAm (qui le caratteristiche) ai rispettivi, fortunatissimi proprietari. In occasione dell'evento organizzato al Museo Alfa Romeo di Arese l'amministratore delegato Jean-Philippe Imparato ha risposto ad alcune domande che contribuiscono a delineare il futuro di un marchio amatissimo: in Italia e nel Mondo. Già, il Mondo: con 200 club di alfisti sparsi per il Globo, di cui 50 nei soli Stati Uniti, quello del Biscione è un brand dalla forza internazionale, su cui il Gruppo Stellantis ha sicuramente intenzione di investire. E che per avere successo ha l'assoluta necessità di rimanere italiano: se non al 100%, almeno al 99%, dice -in perfetto italiano - lo stesso Imparato.

Alfa Romeo Giulia GTAm, vista 3/4 anteriore

GIORGIO SOPRAVVIVE? La completa e perfetta padronanza della lingua da parte di Imparato è già un segnale forte lanciato al cuore degli italiani. A cui dà maggior forza una criptica, ma in qualche modo rivelatrice risposta a domanda diretta. Qui non è Imparato a parlare, ma un portavoce del Biscione, a cui abbiamo chiesto se queste Giulia GTA sono il canto del cigno o se c'è futuro per la piattaforma Giorgio. Il timore è che le prossime eventuali Giulia nascano su un pianale derivato da quello della Peugeot 508, come già accade per l'ammiraglia francese DS 9 (qui la prova). Alfa Romeo non si sbottona più di tanto, ma pare escluso che la Giulia del futuro sia una 508 travestita: ''Abbiate fiducia che continuerà a incarnare l'autentico spirito Alfa Romeo'', ci dicono.

Frontale Alfa Romeo Tonale concept

PROVIAMO A LEGGERE TRA LE RIGHE Come si vede, le parole sul futuro di Giulia sono vaghe, ma da altri discorsi si intuisce che la soluzione di elettrificare le motorizzazioni attraverso sistemi mild-hybrid, già attesi ma mai arrivati con il lancio di Giulia e Stelvio 2020 (qui il test drive), non è tra le opzioni sul tavolo. Al momento, ci dicono, non porterebbe vantaggi sostanziali alle emissioni di CO2 della gamma e quindi non avrebbe gran peso nelle politiche industriali del marchio. Certo, sarebbe una soluzione che non stravolgerebbe la dinamica tanto apprezzata dell'auto e le darebbe maggiore longevità, visto che basta davvero poco per guadagnare a libretto la dicitura Ibrida che tanto piace alle amministrazioni comunali. Ma che questo possa poi tradursi in vendite sufficienti a giustificare lo sforzo sarebbe tutto da dimostrare, comunque.

Nuova Alfa Romeo Brennero, ancora un mistero

OBIETTIVI E TRAGUARDI In ogni caso il piano per Alfa Romeo sarebbe già stato stabilito per il prossimo decennio: Imparato dice di avere le idee chiare sul percorso che farà seguire al Biscione da qui al 2030. In particolare annuncia che il tanto atteso SUV compatto Alfa Romeo Tonale, con un ritardo di cui vi avevamo già informatoverrà lanciato il 4 giugno 2022. Non ci sarebbe invece alcuna data per il mini SUV Brennero (qui l'approfondimento). E in proposito Imparato sottolinea che di nomi se ne sono sentiti molti, ma che ancora non ha preso alcuna decisione in merito: sarà lui a scegliere, ma al vaglio c'è anche la possibilità che ai nomi del recente passato subentri una denominazione numerica: ''Perché i nomi finiscono'', dice Imparato. Obiettivi di vendita non ne anticipa, chiarendo però che è irrinunciabile la redditività di ciascun modello. Che cosa questo significherà per gli alfisti sembra che cominceremo a intuirlo tra un annetto, con il debutto della prima Alfa del nuovo corso.


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