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Un finestrino lasciato aperto (anche di poco), una guarnizione che non tiene più oppure un acquazzone particolarmente intenso. Non serve necessariamente un allagamento perché l’acqua possa creare problemi all’interno dell’auto. La parte più facile da asciugare è sicuramente quella che si vede, ma il vero problema può essere sotto la moquette, nell’imbottitura dei sedili o negli strati fonoassorbente. Qui l’umidità può rimanere per molto tempo, favorendo cattivi odori e muffa e, nei casi più seri, arrivando a interessare anche i cablaggi e i componenti elettrici dell’auto.
Se l’auto è solo umida
Quando nell’abitacolo sono entrate poche gocce e sedili e tappetini sono soltanto umidi, non servono strumenti particolari. La prima cosa da fare è togliere i tappetini e asciugarli separatamente. Sui tessuti è meglio tamponare l’acqua con un panno molto assorbente, evitando di strofinare energicamente. L’obiettivo è raccogliere l’umidità senza spingerla ancora più in profondità.
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L’abitacolo va poi lasciato asciugare in un luogo sicuro e ben ventilato. Se le condizioni lo permettono, tenere aperte porte o finestrini accelera il ricambio d’aria. Per l’umidità residua possono essere utili anche gli assorbiumidità a gel di silice riutilizzabili. Hanno però una funzione di supporto: non possono sostituire l’asciugatura quando sono presenti quantità significative di acqua.
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Quando sedili e moquette sono zuppi
La situazione cambia quando la tappezzeria è completamente impregnata. In questo caso aspettare semplicemente che l’acqua evapori significa lasciare per troppo tempo l’umidità all’interno dei materiali. Qui può essere utile un aspiraliquidi solido/liquido. A differenza di un normale aspirapolvere, è progettato per raccogliere anche l’acqua e può essere utilizzato direttamente sui tappetini e sulle superfici tessili compatibili.
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Il lavoro va fatto con più passate, insistendo soprattutto nei punti in cui l’acqua tende ad accumularsi. I tappetini devono essere rimossi e bisogna controllare anche la zona sottostante. Se l’acqua è arrivata alla moquette del pianale, non basta verificare che la superficie sia asciutta al tatto. È proprio sotto quella superficie che può rimanere una quantità importante di umidità. Un prodotto specifico per neutralizzare gli odori può essere utilizzato successivamente, ma non deve diventare un sostituto dell’asciugatura. Coprire l’odore di umido senza eliminare la causa serve a poco.
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Se l’acqua è arrivata sotto la moquette
È questo il momento in cui bisogna prestare maggiore attenzione. Quando l’acqua raggiunge il pianale può infiltrarsi negli strati sottostanti e arrivare nelle zone dove sono presenti cablaggi, connettori e componenti elettronici. Se l’acqua ha raggiunto una quota significativa del pianale, quindi, continuare con il solo fai-da-te può non essere sufficiente. In caso di allagamento è opportuno far controllare l’auto da un professionista, soprattutto prima di utilizzare nuovamente il veicolo. Anche perché un problema provocato dall’umidità non necessariamente si manifesta subito. Un connettore o un cablaggio rimasto umido può creare problemi anche successivamente.
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



