Autore:
Dario Paolo Botta

EV SUV L'auto elettrica è il tema del momento, tutti ne parlano. Che siate tra gli entusiasti o tra gli scettici, i progressi sono all'ordine del giorno. Per vedere a che punto siamo arrivati – e che effetto fa convivere con un veicolo a batterie – ho passato una settimana con nuova Hyundai Kona Electric: ecco com'è andata la prova.

ELETTRICO MON AMOUR Quando l'ho ritirata, con le batterie cariche, è stato amore a prima vista. Anzi, al primo affondo sull'acceleratore. La macchina scatta come un fulmine, forte dei 150 kW – ossia 204 cavalli – e dei 395 Nm di coppia che si scatenano in un niente .Con lei, poi, giro impunemente per il centro città, visto che molti comuni come Milano premiano questo tipo di automobili. E quando lo faccio mi notano in molti, non tanto per le forme dell'auto, ma per lo strano rumore che emette quando gli passo sotto il naso. Scordatevi il mito delle auto elettriche silenziose: l'Unione Europea ha reso obbligatori emettitori acustici per avvisare pedoni e ciclisti dell'arrivo degli EV. E la Kona si adegua, producendo suoni degni di un'astronave marziana alle basse velocità. Ma cosa vuol dire gestire oggi un'auto elettrica? Andiamo con ordine e partiamo dall'autonomia. Il dato dichiarato di 449 km, lo dico subito, è vicino alla realtà.

IL PIENO DI "ELETTRONI" Con un pieno di corrente ho percorso più di 400 km e in una settimana di casa-ufficio, che nel mio caso va da Binasco al centro di Milano, ho registrato un consumo medio di 12,7 kWh/100 km, con picchi di 17 kWh/100 km a 130 km/h in autostrada. La questione ricarica è più articolata. Attaccando la presa Schuko alla rete domestica con il 18% di batteria residua e una potenza al contatore di 2,3 kW, impiego circa 26 ore per completare la ricarica.Va meglio dalle colonnine pubbliche, ma il caricabatteria del veicolo lavora al massimo a 7,4 kW e servono comunque quasi 9 ore di attesa per “fare il pieno”. Insomma, l'ansia da ricarica quando si guida non è del tutto scongiurata, e i lunghi viaggi vanno ancora programmati in anticipo, in base alla mappa delle colonnine. Quanto ai costi, Enel X fa pagare 0,45 euro/kWh per ricaricare a 7,4 kW e una ricarica completa costa circa 25 euro: con questa cifra riempirei quasi a metà il serbatoio della sorella diesel (in meno di un minuto...).

FINITURE OMOGENEE Per il resto, viaggiare con la Hyundai Kona Electric non riserva sorprese. Sopra i 30 km/h il sound artificiale da astronave si spegne e i rumori sono davvero ridotti, con pochi fruscii. Le sospensioni fanno bene il loro lavoro, assorbendo buona parte della asperità del terreno. Mi piace la ventilazione dei sedili, che rinfresca le parti basse nelle giornate più calde. Mi piacciono i rivestimenti in pelle e mi piace pure che il livello di finitura qui sia molto omogeneo, laddove altri Costruttori, invece, curano più la zona anteriore dell'abitacolo per trascurare quella posteriore.

INFOTAIMENT DI QUALITÁ L’infotainment è da vera ammiraglia: potente l’impianto audio a 8 canali. Sulla Kona ho anche l’head-up display, che mi permette di leggere velocità e limiti senza togliere lo sguardo dalla strada. A bordo, l'abitacolo è spazioso anche per chi siede dietro. Il bagagliaio ha una capienza che va da 322 a 1.114 litri: non male per una urban crossover lunga 4,18 metri, anche se nella categoria c'è chi fa meglio.

PREZZO SALATO Il prezzo, però, fa riflettere. L'allestimento Exellence in prova costa 48.600 euro. La gamma attacca dai 37.600 euro della Kona Electric Xprime con batteria piccola da 39,2 kWh, mentre quella da 64 kWh che ha anche la mia Kona parte da 42.600 euro. Non pochi anche contando l’Ecobonus, che vale 6.000 euro se si rottama la vecchia auto o 4.000 euro senza rottamazione. Credo di aver detto tutto.


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