Autore:
Marco Rocca

UN PO' DI STORIA Giulietta, un nome importante per Alfa, forse il più importante se consideriamo che fu con lei che la Casa del Biscione entrò nell'ambito della cosiddetta "motorizzazione di massa", con una produzione di almeno 200 vetture al giorno. Prima di lei le officine del Portello avevano una produzione quasi artigianale che consentiva di costruire una ventina di esemplari al giorno.

L'AUTO DI LAUDA La storia, poi, diventa più recente con la Giulietta tanto amata da Niki Lauda. Ve lo ricordate lo spot? “Una macchina come dico io, diceva”. Poi nel 2010 è arrivata lei, la Giulietta che oggi è ancora in commercio. E il punto forse è proprio questo: sempre la solita auto da quasi 10 anni. Un tempo sufficiente ai tedeschi a sfornare 2 generazioni di un modello. Stessa linea, stessi interni, praticamente lo stesso volante (una cosa che gli alfisti criticano parecchio). Per non parlare della tecnologia a bordo e per la sicurezza, che sicuramente ha beneficiato di qualche upgrade ma che è lontana dagli ultimi ritrovati della concorrenza.

10 ANNI MA E' ANCORA SULLA BRECCIA Eppure la Giulietta continua a fare breccia nei cuori degli italiani. Ma qual è il suo segreto? Se è vero che linea è il primo motivo d’acquisto, be allora la Giulietta rimane ancora in cima alle classifiche. Non ha superfici troppo cariche ma è muscolosa, non è troppo caratterizzata ma è immediatamente riconoscibile. Non voglio fare nomi ma dubito che se vedessi un’altra auto immatricolata nel 2010 direi lo stesso.

LA GUIDA? UNA QUESTIONE DI SENSAZIONI E che dire del piacere di guida? Si fa un gran parlare della Giulia ma anche la Giulietta prima di lei aveva alzato l’asticella. Perché lo sappiamo quanto gli alfisti ci tengano. 10 anni eppure, il modo con cui riesce a telegrafarti le reazioni di sterzo, freni e sospensioni sono ancora tutte sue. La Giulietta è rigorosa nelle traiettorie, rapida e reattiva, fa diligentemente tutto quello che le chiedi.

L'ELETTRONICA CHE CAMBIA LE CARTE IN TAVOLA Nei cambi di direzione c’è poco rollio, la Giulietta è divertente, stabile e sicura. E non ti mette mai in difficoltà, come una vecchia amica su cui puoi sempre contare.  E poi c’è lui, il sistema DNA che è davvero in grado di cambiare letteralmente il carattere della Giulietta: da Natural a Dynamic si entra in un’altra dimensione. Niente di nuovo, direte voi, ma provarlo in presa diretta resta emozionante, considerato che, dopotutto, stiamo pur sempre parlando di una segmento C. Alla festa prende parte anche il differenziale elettronico Q2 che la fa schizzare fuori dalle curve con tanta energia.

IL DIESELONE Lo sterzo merita lodi grazie a un comando elettrico ma che, agendo direttamente sulla cremagliera, regala la precisione di un comando idraulico. Ma sapete qual è cosa più bella della Giulietta secondo me? Il fatto che, anche con una moderata dose di cavalli, ci si diverte un sacco, e questo è tutto merito della bontà di telaio, assetto e sterzo. Figuriamoci con un diesel da ben 170 cavalli. Scomparso per qualche anno è tornato. Sarà anche al centro del mirino di questi tempi, ma buon dio se spinge: 320 Nm di coppia regalano uno scatto in 8,3 secondi nello 0-100 per 215 orari di punta massima.

I FRENI MAGGIORATI L’impianto dei freni maggiorato con pinza firmata Brembo della versione Veloce, non mostra il fianco dopo qualche pestone di troppo tra i cordoli mentre il cambio EDC a doppia frizione a 6 rapporti nella guida veloce è rapido e puntuale come uno svizzero al primo appuntamento, un po’ meno nel traffico. Peccato non avere le palette della Giulia. Da un progetto di 10 anni emozioni assolutamente attuali.

PAROLA AI PROPRIETARI E sono emozioni che ti accompagnano nel tempo. E questa è la ragione per cui ho voluto provare anche una Giulietta con tanti anni e pochi chilometri e una con pochi anni e tanti chilometri. La prima ha circa 10 anni e 52 km sulle spalle. I 105 cavalli del Multijet di questo esemplare non garantiscono prestazioni da brividi ma il feeling di guida è ancora lo stesso. Certo percepisco qualche scricchiolio qua e là, e il cassettino portaoggetti sulla plancia è rotto ma le plastiche hanno retto bene.  

AFFIDABILE Con circa 4 anni sul groppone la seconda Giulietta ha percorso qualcosa come 140.000 km. Con tutti quei km fatti nella metà degli anni gli organi meccanici sono stati messi più a alla prova ma il diesel da 175 cavalli che alberga sotto il cofano, spinge ancora che un piacere. Forse gli ammortizzatori non sono più così reattivi, arrivando a fondo corsa nelle buche più secche. Ma il cambio automatico TCT a doppia frizione lavora ancora benissimo. 

UNA DOTE RARA Entrambe, però, sono accumunate dal fatto che i rispettivi proprietari hanno effettuato la regolare manutenzione senza mai avere problemi. Un fattore importante che sottolinea la bontà del progetto Giulietta anche a distanza di 10 anni. Insomma la Giulietta avrà anche i suoi limiti, ma merita ancora tutto il mio rispetto per come sa ripagare con il piacere di guida e per come ha saputo tenere botta in primis nonostante gli anni che passano, qualità decisamente non comuni oggi.

 

 


TAGS: alfa romeo giulietta 2019 giulietta 2019 giulietta veloce 2019