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Nuova Toyota GR Supra 2019: il test in pista

Nuova Toyota GR Supra: è all'altezza del mito? La nostra prova

Abbiamo sottoposto la nuova Toyota Supra 2019 a un test in pista e alla prova su strada: il verdetto sulla sportiva giapponese

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Autore:
Andrea Brambilla

ERA ORA A volte ritornano, e meno male aggiungerei. Perché oggi ritorna ufficialmente sul mercato un’icona: la Toyota Supra. Sono passati 17 anni da quando la precedente generazione è uscita dal mercato, non un’auto qualsiasi, bensì la protagonista del primo Fast and Furious, macchina che ha fatto sognare appassionati in tutto il mondo. Un ritorno in pompa magna grazie all’intervento del reparto impegnato nel motorsport di Casa Toyota: la Gazoo Racing.

COME E’ FUORI Togliamoci subito il dente: la GR Supra condivide la stessa piattaforma della BMW Z4, compresi il motore e gli interni; questo è forse l’aspetto che più ha fatto storcere il naso ai puristi di questo iconico modello, la condivisione del progetto con un marchio tedesco. Rispetto alla Z4, le differenze sono comunque tante: una su tutte, che una è coupè, l’altra è una roadster! Vista da fuori la Supra è filante ed aggressiva: il frontale è particolarmente cattivo, con il paraurti diviso in tre sezioni e farcito di appendici aerodinamiche. Purtroppo sono presenti anche numerose prese d’aria, sparse su tutta la vettura, che sono chiuse, essendo solo scenografiche. I fari hanno la firma luminosa a Led e riprendono la forma di quelli dell’ultima Supra, rivisti però in chiave moderna. Al posteriore, la differenza principale con il modello precedente è la mancanza del super alettone, ma è la sezione dell’auto che più ricorda la Supra "old school". Belli gli scarichi bruniti, separati da un estrattore d’aria che conferisce al di dietro un look molto racing. Mi piace guardala di profilo perché il disegno delle portiere, anche questo con prese d’aria finte, accorda alla perfezione la vettura, rendendola aggressiva, ma con un suo stile.

COM'È DENTRO Per quanto riguarda gli interni, davvero poco da dire: sono gli stessi della BMW Z4, con la medesima componentistica e dotazione. Uniche modifiche sono il logo sul volante e il cruscotto con schermo da 8,8 pollici, rivisto nel layout per avvicinarsi allo stile Toyota. Il verdetto? Interni confortevoli e di qualità, che trasmettono una sensazione generale di affidabilità e comfort.

HI-TECH COUPÈ Davvero importante è la dose di tecnologia che equipaggia nuova Supra, e utilizzata per garantire sicurezza e piacere di guida. Il servosterzo è elettrico ed è dotato di due modalità, Comfort e Sport: in entrambi i casi, si punta al massimo del feeling di guida, anche alle basse velocità. L’impianto frenante si avvale di pinze Brembo a 4 pompanti da 348 mm all’anteriore e 345 mm al posteriore. Pensate, hanno anche un sistema di asciugatura che interviene applicando una minima forza frenante quando si utilizzano a lungo i tergicristalli… Le Sospensioni Adattive Variabili adattano invece il funzionamento degli ammortizzatori sulle singole ruote per avere il miglior assetto possibile in tutte le situazioni: è una tecnologia che sfrutta alcuni sensori che monitorano lo stile di guida e le condizioni della strada, adeguando di conseguenza il lavoro degli ammortizzatori. Di serie anche ABS, Brake Assist, Vehicle Stability Control, Traction Control e Hill-Start Assist Control. Per chi non ha tanta esperienza tra i cordoli c’è poi l’Active Cornering Assist, un sistema che applica automaticamente maggiore forza sui freni delle ruote interne per minimizzare il sottosterzo e migliorare gli ingressi in curva.

ANSIA DA PRESTAZIONE Con tutta queste aspettative, non vedevo l’ora di mettermi al volante. Prima, sulle strade attorno a Madrid, poi finalmente nel suo habitat naturale: la pista. Sulle comuni strade ho la prima sorpresa: in modalità Comfort mi sembra di guidare una Gran turismo, grazie ad un assetto morbido, un volante leggero e un inaspettato silenzio che a bordo di una Supra è abbastanza strano. A proposito: sotto il cofano batte il 3 litri sei cilindri in linea turbo twin scroll da 340 cavalli e 500 Nm di coppia, sempre di casa BMW.

DUE FACCE Dopo i primi chilometri si capisce subito che questa è un’auto da guidare che ha una doppia anima: una tranquilla e pacata, un’altra pestifera. Ecco perché sullo storico circuito di Jarama, nei pressi di Madrid, ho potuto metterla sotto torchio e vedere cosa è capace di fare. Premuto il tasto Sport la Supra cambia radicalmente, diventando più cattiva ed affilata tra le curve, e ovviamente, anche più rumorosa. Lo sterzo è preciso senza essere eccessivamente rigido, mentre la distribuzione dei pesi e l’ottimo telaio la rendono molto agile tra le curve, che siano strette o molto veloci in percorrenza. Forse il motore l’avrei preferito più cattivo e pronto, ma la mancanza di potenza viene compensata da un cambio ZF a 8 rapporti che funziona non bene, ma benissimo. Un cambio docile e fluido in città, veloce e preciso in pista, a cui davvero non gli si può osservare nulla, grazie anche ai paddle al volante che rendono un po’ tutti più piloti.

CARA LA MIA COUPÈ In definitiva: Toyota Supra di nuova generazione è un'auto che si guida un gran bene. Sia nel traffico, dove restituisce sensazione di comfort quasi insospettabili, sia anche tra i cordoli, dove può esprimere tutto il suo potenziale, senza mai tuttavia cercare di uccidere chi ne governa i comandi. Nella concitazione, quasi mi dimenticavo di comunicarvi il prezzo: 67.900 euro. Mica bruscolini, ma il prodotto è di quelli davvero speciali. 


TAGS: toyota Toyota Supra toyota gr supra

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