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Audi A6 Alloroad: su strada e in fuoristrada leggero

Nuova Audi A6 Allroad:
la wagon tedesca in salsa Suv

Audi A6 Allroad è una soluzione alternativa alla wagon normale. Motore da 349 CV e assetto regolabile. Prova su strada, consumi

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SW TEDESCA IN STILE COUNTRY Amanti della trazione integrale, del comfort e dello spazio a bordo? Non vi piacciono i grandi Suv perché vi sembrano troppo impegnativi da gestire e guidare? Audi, con la A6 Allroad quattro ha nel suo paniere una macchina che fin dal 1999 ha rimescolato le carte nel segmento delle station wagon, contribuendo al successo di una nicchia che, piano piano, si è allargata a macchia d’olio. La station tedesca che strizza l’occhio all’off-road (leggero) giunta, dopo 20 anni, alla sua quarta generazione è nuovamente sulla breccia grazie al traino generato dalla A6 Avant – la gemella borghese – bestseller Audi nel segmento delle wagon premium.

LE PIACE MOSTRARE I MUSCOLI Per la sua versione “country", la formula (vincente) scelta da Audi rimane la stessa: prendere una station wagon lunga quasi 5 metri e con la trazione integrale, carrozzarla con appendici e protezioni specifiche per il fuoristrada ed equipaggiarla con una dotazione tecnica ed elettronica di prim’ordine; per esempio sospensioni pneumatiche per sollevarla nel fuoristrada leggero e infotainment allo stato dell’arte per restare sempre connessi al web. Partiamo da fuori, ma mi soffermerò poco perché lo stile della Allroad è carta carbone con la A6 Avant. O meglio, la wagon tedesca è replicata, fatto salvo per le protezioni sottoscocca, i profili dei passaruota di colore contrastante alla tinta della vettura, l’accenno di minigonne griffate “quattro” lungo la parte bassa della carrozzeria e un colore specifico - il verde Gavial - tributo alla prima generazione. Ritroviamo la grande calandra single frame con i listelli verticali cromati come sui Suv della famiglia "Q", i proiettori full led, i fianchi solidi e la coda, che chiude nel lunotto e nel portellone (a comando elettrico) molto inclinati per un accenno sportivo che non guasta. Qui, passa un po’ in secondo piano la pulizia di linee della Avant, ma ne resta l’equilibrio complessivo, esaltato dai dettagli esterni. La A6 mostra i bicipiti e, come vedremo, non solo nel look, ma anche nelle prestazioni.

Audi A6 Allroad: stile elegante ma con accenni off-road

ABITACOLO FIRST CLASS Come fuori, anche dentro la A6 Allroad trae ispirazione dalla A6 Avant. In abitacolo si respira una teutonica aria di rigore pur nell’assoluta precisione costruttiva. Attenzione, a mio avviso questo è un pregio e non un difetto. Siete mai saliti a bordo di una nuova Audi A6? Provateci. Ben venga il rigore teutonico. Solo il rumore di chiusura della portiera, la precisione degli accoppiamenti fra la plancia e il tunnel dove sono alloggiati i due display, oppure la leggera vibrazione del touch screen con feedback aptico, testimoniano una qualità costruttiva sconosciuta alla maggior parte dei produttori di automobili. Non un “click” di troppo, figuratevi uno scricchiolio. A essere pignoli, la lunga fascia orizzontale in nero lucido, che si distende fino dinanzi al passeggero destro è molto delicata e basta un attimo per rigarla o riempirla di ditate. La considero una licenza di stile a scapito della praticità. La strumentazione digitale opzionale – il Virtual Cockpit da 12,3” – che ho davanti agli occhi (in combinazione al navigatore MMI Plus a 2.420 euro) è un esempio di chiarezza e leggibilità, con il valore aggiunto di poter modificare le informazioni visualizzate a piacimento.

Audi A6 Allroad: abitacolo rifinito con grande cura

DOPPIO DISPLAY TFT L’impostazione generale della plancia, inaugurata con la A8, vede scomparire quasi del tutto tasti e pulsanti a favore di sistemi a sfioramento e predittivi. Il fiore all’occhiello sono i due display TFT ad alta risoluzione: quello superiore da 10,1” dedicato all’infotainment e alla gestione della dinamica di marcia, quello inferiore da 8,6” per regolare la climatizzazione. Ma bisogna fare un po’ di pratica per saperli usare bene e ammetto che preferisco i comandi vocali per interagire con tutti i menù e con la macchina stessa. Mi siedo. Grazie all’impostazione corretta e alle numerose regolazioni elettriche dei sedili (optional 1.510 euro), trovare la posizione di guida “su misura” è un gioco da ragazzi. Lo spazio a bordo è abbondante – in 4,95 metri di lunghezza  e 1,90 di larghezza non è difficile – anche se il tunnel della trasmissione limita un po’ lo spazio per i piedi del quinto passeggero. Penso che sia meglio vivere la A6 Allroad in quattro, anche perché il vano di carico è lineare e capiente (565/1.680 dm3) ma non stabilisce un record per la categoria. Per esempio Bmw Serie 5 Touring arriva a 570/1.700 dm3.

UN CONCENTRATO DI TECNOLOGIA Come accennato, sulla Allroad trovo convogliate tutte le qualità costruttive e di comfort proprie della A6 Avant, alle quali aggiungo senza dubbio la capacità di affrontare percorsi in fuoristrada grazie alla trazione integrale “quattro” – che comunque è disponibile anche sulla Avant – ma soprattutto alle sospensioni pneumatiche, fondamentali per gestire l’assetto della vettura, regolandone l’altezza in funzione del percorso che si sta affrontando. Il sistema Audi Drive Select impostabile su sette programmi (Auto, Comfort, Efficiency, Dynamic, Allroad, Offroad, Individual) permette di sollevare il corpo vettura fino a 45 mm rispetto al valore di base per il fuoristrada, e di abbassarlo di 10 mm (15 mm oltre i 120 km/h) nella modalità più spinta Dynamic.

Audi A6 Allroad: va forte su strada, va bene in fuoristrada

POTENZA E COPPIA DA SUPERCAR Ma la sorpresa che più mi ha lasciato impressionato è senz’altro il motore che equipaggia questa versione top di gamma 55 TDI, ovvero quel V6 di 2.967 cc da 349 CV/3.850 giri e 700 Nm/2.500-3.100 giri che trova spazio anche sotto il cofano della sportiva S6 Avant. Per il momento mi limito a descriverlo brevemente, più avanti vi racconto con quale vigore spinge i 2.085 kg di massa della vettura. L’elemento che lo caratterizza è il compressore elettrico, che si aggiunge al turbocompressore convenzionale e che consente di annullare il turbo-lag, ovvero il ritardo di risposta di questi motori appena si preme sull’acceleratore. È sufficiente un batter di ciglio per innalzare la pressione di sovralimentazione ed equilibrare l’inevitabile inerzia del turbo tradizionale, più grande e lento. Detto delle sospensioni a controllo elettronico e del V6 TDI non mi resta che analizzare la dotazione dedicata alla sicurezza.

SI PUÒ DARE DI PIÙ A dire il vero, sotto questo aspetto sono rimasto un po’ perplesso. In effetti, la A6 Allroad 55 TDI quattro – ricordo, una macchina da 75.500 euro – non è così ricca per quanto concerne i sistemi di sicurezza, o ADAS. Di serie, la station wagon tedesca è equipaggiata con la frenata automatica e l’avviso di abbandono della corsia, ma non c’è il cruise control attivo. Che fa parte del pacchetto assistenza Tour (1.630 euro) insieme a mantenimento di corsia e riconoscimento della segnaletica stradale. Se volete proprio un pacchetto completo (Audi Innovative Complete), che tra gli altri comprende i fari full led matrix, lo sterzo integrale dinamico con l’asse posteriore sterzante, il navigatore MMI Plus e lo stereo più potente, mettete in conto un’aggiunta di 7.000 euro. Ma è un dato di fatto che Audi prediliga lasciare ampia scelta al cliente nella selezione e a questa regola non si sottraggono neppure gli optional per la sicurezza. Tanto che non è impensabile raggiungere cifre intorno ai 100mila euro se vi fate prendere la mano con il catalogo accessori. Cercate sul configuratore l’impianto audio Bang & Olufsen Sound Advanced 3D: sono 7.790 euro per avere una sala da concerto al posto dell’abitacolo...

PIÙ AGILE DEL PREVISTO Nel traffico non sono così impacciato, la macchina è fluida e appena indugio sull’acceleratore per un sorpasso la reazione è repentina. Più che la potenza, è proprio la coppia distribuita su un ampio arco di giri che mi permette di avere la meglio sugli altri, nonostante massa e dimensioni della A6. La strada che mi porta verso la Slovenia, teatro di questo primo contatto, si libera e finalmente posso mollare gli ormeggi dell’incorciatore tedesco, che può mostrare il suo volto più energico. Scelgo il setup Dynamic del sistema Audi Drive Select e la macchina si predispone per assecondarmi nella guida più scattante. L’assenza di traffico mi agevola poiché mi sento un po’ più libero con acceleratore e sterzo. E devo dire che la station wagon Audi non tradisce le attese. Chiaro, non è fatta per aggredire la strada – si chiama Allroad – quindi so benissimo che, piuttosto, preferirebbe essere giudicata anche su un terreno a lei congeniale, magari una bella sterrata: ci penserò dopo. In ogni caso, il motore spinge che è un piacere: zero ritardi, zero sussulti, ma una spinta continua fino al limite dei 5.000 giri e con tanta disponibilità di CV e Nm è un piacere trovare l’equilibrio dinamico fra comfort e performance. La trazione integrale bilancia la dinamica: le quattro ruote motrici correggono eventuali eccessi di sterzo con una costante ripartizione fra asse anteriore e posteriore. In caso di imprevisto interviene l’ESP, ma in situazioni limite.

TRASMISSIONE AUTOMATICA DI SERIE La trasmissione automatica Tiptronic a otto rapporti è precisa e leggera nei cambi marcia, sia in salita sia scalando. Anche qui, la parola d’ordine è comfort più che rapidità, ma la scelta è condivisibile al 100%. I freni non fanno una piega se messi sotto pressione. La A6 Allroad 55 TDI quattro pesa più di due tonnellate, ma anche sottoponendo l’impianto a una massiccia dose di sollecitazioni, il pedale non perde modulabilità e l’efficacia è costante. Vorrei mettere alla prova la A6 Allroad in fuoristrada per valutarla in una situazione differente. Il Drive Select ha due modalità aggiuntive: Allroad e Offroad per adattarla a questo genere di percorsi e uscire dalla “noia” dell’asfalto. Appena posso lo abbandono e appoggio le ruote sullo sterrato per un po’ di chilometri di fango e ciottoli, niente di meglio per la A6.

IN FUORISTRADA SA IL FATTO SUO Ingaggio la modalità Allroad e la macchina si adatta alla mia guida un po’ più attenta. La trazione mi dà sicurezza, l’altezza da terra (+30 mm) mi fa evitare strisciate nella parte più bassa e le sospensioni soffocano i primi colpi. Il corpo vettura non fa una piega e mi restituisce la giusta dose di sicurezza e comfort, nonostante la strada molto sconnessa. Vorrei impegnarla più a fondo, ma oggi finisce qui. Per twist e guadi devo attendere, magari quando la A6 Allroad arriverà in redazione.

Audi A6 Allroad: si muove bene su sterrati e pietraie

CONSUMA IL GIUSTO Faccio in tempo a calcolare un po’ di consumi: sulle statali di confine fra Italia e Slovenia il computer di bordo ha fissato una media di 8,6 litri/100 km (11,6 km/l), risultato di tutto rispetto per una macchina del genere. Troppo poco il percorso in fuoristrada per definire un valore attendibile. Conclusione? Nel complesso è stato un bel banco di prova per la wagon dei quattro anelli, la A6 Allroad 55 TDI offre un comportamento dinamico da “best in class”.


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