Prova

Mitsubishi L200


Avatar di Mario Cornicchia , il 28/02/06

15 anni fa - Capofila di una nuova generazione di pick-up

Le monovolume si vestono da coupé, le fuoristrada da SUV e le wagon affilano le code. Gli abiti da lavoro non piacciono più e mancavano giusto i pick-up nelle frequentazioni haute couture. Capofila di una nuova generazione di pick-up che abbandona le forme squadrate è anche il capofila delle vendite.

COM'E' Basta tuta da lavoro, L200 lascia lo stile Carhartt per lasciarsi ammaliare da forme più morbide e filanti, stile Banana Republic. Il frontale è quello di una sportiva, aggressivo e puntuto, nulla a che vedere con il profilo da cassaforte dei vecchi pick-up. E non è un naso posticcio: tutta la cabina ha uno stile moderno, sottolineata da un virgolone che chiude l'ingombro fino al lunotto. Uno stile a cui bisogna abituarsi, precursore di quello della nuova Pajero in arrivo nel 2007.

CODA TONDA
Lo stile, una vera rivoluzione che forse fa storcere il naso soltanto ai fanatici del duro e puro, non dimentica nemmeno il cassone: dimenticate lo stile squadrato ortofrutta, anche il profilo del vano di carico è arrotondato e sportivo, un poco inclinato in avanti come la coda di una coupé. Forme sottolineate da luci proiettate anch'esse in avanti e che fasciano tutto lo spigolo, fantascienza prima di L200.

TAGLIA EUROPEA
La formula One-Size-Fits-All non basta più a Mitsubishi e la famiglia dei pick-up si sdoppia: un grande fratello per gli Usa e per gli altri mercati insaziabili di lamiere, Raider, e un fratello minore per i Paesi come l'Italia dove le lamiere non si sa più dove metterle. Così L200 risparmia una ventina di centimetri, preziosi per la ricerca del posteggio, ma senza farsi mancare nulla all'interno del suo perimetro.

TRE MISURE Cinque metri per tutte e tre le combinazioni cabina-cassone disponibili. Single Cab, con due soli posti, Club, con due posti di fortuna in più, e Double Cab, per cinque posti veri, degni di una berlina comoda. E tre misure di cassone, per chi lavora o coltiva hobby ingombranti, rispettivamente 222, 181 e 132 centimetri, tutte larghe 147 centimetri (108 tra i passaruota).

ARREDAMENTO URBANO Per tutti gli L200 anche lo stile dell'interno si ingentilisce, perde le linee austere per acquistare un tono più sportivo e con finiture sempre spartane ma più vicine a quelle delle berline. Anche chi continuerà a utilizzare L200 per trasportare tondini di ferro e latte di vernice non mancherà di apprezzare un aspetto meno rude e il comfort di una berlina.

MESSA ALLA BERLINA
L'avvicinamento alle berline non è soltanto stilistico, ma anche la dotazione di accessori, di serie e optional, segna un passo importante sul piano del comfort e della sicurezza. In cabina si trovano climatizzatore automatico, display multifunzione con bussola e altimetro, navigatore satellitare con schermo 16:9 e, nella guida, non manca il sistema di controllo della stabilità e della trazione.

ANIMA RUDE Avvicinarsi alle berline non significa dimenticarsi le origini. Sotto il bel vestitino L200 rimane un fuoristrada duro e puro, con telaio a longheroni, balestre al posteriore e marce ridotte. Per la trazione sono disponibili due schemi, a seconda dell'allestimento: Easy Select, con trazione al posteriore e l'anteriore inseribile, per Single Cab e L200 Invite, e Super Select per L200 Intense, che comprende tutti i tipi di trazione: trazione posteriore, trazione integrale con differenziale centrale libero, trazione 4x4 con differenziale centrale bloccato. Differenziale posteriore bloccabile abbinato a Easy Select, a slittamento controllato LSD per Super Select.

PASSA ALL'EURO (4) Per scopi fuoristradistici come per scopi velocistici, anche il 2.5 Di-D common rail si adegua al cambiamento, raggiungendo quota 136 cavalli a 4000 giri e 314Nm a 2000 giri, un incremento sensibile rispetto al vecchio L200 (115cv e 240Nm) ma ancora piuttosto lontano dal primo della classe in tema di prestazioni, il Nissan Navara 2.5 dCi con 174 cavalli. Si sposa con un cambio manuale a cinque marce, ma è pronto a cornificarlo con un automatico a 4 marce.

IL PREZZO E' GIUSTO Per un L200 Single Cab, disponibile soltanto in allestimento Inform (very basic: airbag frontali, spartani cerchi in lamiera da 16 pollici, chiusura centralizzata e alzacristalli elettrici), si spendono 20.740 euro. 23.540 euro per il più economico degli L200 Club, Invite, con climatizzatore automatico e sedile guida regolabile in altezza. 1700 per due porte e tanto spazio in più con la Double Cab e 4.300 euro per passare a sensazioni Intense, con specchi cromati riscaldabili e regolabili elettricamente, radio con Cd Mp3, parafanghi allargati, pedane laterali, volante e pomelli rivestiti in pelle, cerchi in lega da 17 pollici e finiture simil alluminio all'interno. Non paghi di aver speso 29.540 euro per L200 Double Cab Intense, si possono investire altri 2500 euro nel Luxury Pack, con sedili in pelle, gli anteriori riscaldabili e regolabili elettricamente, e tetto in vetro apribile elettricamente. I tre anni di garanzia sono di serie per tutti.



COME VA Ispirato dalla concept Pajero Evo, L200 di grinta ne ha da vendere. Anche se ha la faccia da coupé, all'interno non manca lo spazio, specie per la versione Double Cab. Pure se viaggia con tutta l'impresa a carico: il Double Cab rende confortevoli le trasferte di squadre di persone, con il divano posteriore che segue l'inclinazione della cabina, quindi comodo per schiene stanche di cantiere (o di motocross). Se si viaggia in quattro, un grande bracciolo con portalattine rende più comodo il viaggio.

A LIVELLO Per salire a bordo, chi rispetta la media nazionale nell'altezza non ha problemi a salire senza far uso delle pedane. I sedili sono moderni nella sagoma e rigidi nell'imbottitura, alla tedesca. Sono taglia XL, adatti anche alle taglie forti. Comodi comunque anche dopo ore a bordo e pure nel fuoristrada. Della berlina L200 ha anche il comfort, compatibilmente con le sue sospensioni posteriori a ponte rigido e balestre e la sua impostazione da fuoristrada vero che, nelle curve strette, è inevitabile faccia alzare la ruota posteriore interna alla curva.

COMPAGNO FEDELE
Il motore, innanzitutto, trasmette un poco di ruvidità all'interno quando è freddo, ma appena la temperatura sale diventa un compagno di cui ci si dimentica. La forma puntuta della carrozzeria non è solo piacevole esteticamente, ma anche efficiente nell'aerodinamica, con fruscii davvero limitati considerando stazza e altezza da terra. Anche le gomme da fuoristrada girano senza farsi troppo sentire. Nel complesso, a parte un poco di legittima rigidità nell'assorbire le buche secche, il comfort non ha molto da invidiare a quello di molte berline.

GIRINGIRO
La grinta estetica promette anche prestazioni. Al volante, L200 si lascia guidare facile facile, malgrado le dimensioni non siano proprio quelle di una utilitaria. Lo sterzo è poco diretto, da fuoristrada vero, e richiede qualche giro in più rispetto a una berlina, ma è comunque preciso se ci si lascia prendere la mano. A proposito di sterzo, con L200 Mitsubishi è riuscita a raggiungere un valore quasi da record nel raggio di sterzata: con 5,9 metri, è migliore di alcune berline più compatte. Utile in città, indispensabile per evitare pericolose manovre nei tornanti in fuoristrada.

DI BUON CARATTERE Anche il motore fa la sua parte, aiutato anche dalla buona aerodinamica. Regolarissimo anche a regimi vicini allo spegnimento quando si affrontano passaggi fuoristrada in souplesse. Pronto a reagire quando si lascia lo sterrato e si affonda sull'acceleratore, con una buona riserva di potenza se si viaggia a velocità codice in autostrada. L'aerodinamica aiuta a raggiungere la velocità massima (167km/h) e i consumi, contenuti pensando alle dimensioni: Mitsubishi dichiara per L200 un consumo medio combinato pari a 11,5 km/litro, 9,3 km/litro in città. Il cambio ha leva lunga ma innesti precisi e, se si combatte lo stress in ogni modo, un buon investimento costa 1500 euro ed è il cambio automatico a 4 marce, intelligente e discreto nei cambi marcia.

DISCO D'ORO Sempre in tema di prestazioni, anche i dischi freno da 16 pollici montati all'anteriore e da 11,6 pollici al posteriore, tenuti sotto controllo da Abs con Ebd, fanno il loro dovere nel tenere a bada i circa 18 quintali di L200, con una frenata potente e una precisione paragonabile a quella di una berlina.

FUORISTRADA
Che L200 si muova bene quando il gioco si fa duro è quasi scontato: 60 anni di esperienza nell'offroad non sono acqua. Come San Tommaso, è sempre meglio verificare di persona. Le misure caratteristiche dei fuoristrada ci sono tutte, con altezza minima da terra di 27,4 centimetri, angolo d'approccio 33°4, angolo di dosso 26°7 e angolo d'uscita 27°2, e anche i passaggi più impervi si superano senza toccare carrozzeria e sottoscocca. Il motore docile e la trazione Super Select con tutte le opzioni disponibili per la migliore mobilità rendono facile e senza patemi anche il fuoristrada tosto.


Pubblicato da M.A. Corniche, 28/02/2006
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