Prova su strada
Mazda CX-5 2015

Mazda CX-5 2015

A circa tre anni dal lancio, la Maza CX-5 si aggiusta il trucco. Nuovo il frontale con i fari full Led e gli interni ora più confortevoli. Anche sul fronte sicurezza la Mazda CX-5 2015 segna un importante passo in avanti. 

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Autore:
Marco Rocca

QUANDO SCATTA L’ORA In campo automobilistico, spesso vale la regola del 3. Passati 3 anni dal lancio, un modello necessita del così detto restyling di metà carriera. Certo, non è una regola ferrea ma dal 2012, anno in cui è stata lanciata sul mercato, la Mazda CX-5 è rimasta sempre uguale a se stessa. Visto il successo che ha avuto nel nostro Paese ma soprattutto a livello globale (con 330.000 unità dall’anno della commercializzazione), il lavoro di aggiornamento era più che mai necessario. Il facelift 2015, per dirla all’inglese, non è rivoluzionario ma porta nuovi importanti dettagli, tecnici e di stile, sufficienti a svecchiare e rilanciare l’immagine del Suv compatto dagli occhi a mandorla. Inoltre avvicina la CX-5 al nuovo family feeling della gamma, recentemente aggiornata.

DOVE CADE L’OCCHIO Senza girarci troppo attorno, la Mazda CX-5 2015 cambia prima di tutto nel frontale. La calandra è stata modificata nei listelli, ora orizzontali e ad effetto 3D (come li definiscono quelli della Casa), il fascione paraurti è stato completamente ridisegnato e sono arrivati nuovi fari full Led. L’aspetto del muso è più moderno e stiloso, soprattutto all’imbrunire, quando la nuova firma luminosa si fa notare bene. E, a proposito di luminosità, alla Mazda tengono a sottolineare di aver compiuto un grande passo in avanti quanto a tecnologia di illuminazione.

SGUARDO DI LINCE I nuovi fari ALH (ovvero Advanced Led Headlights) leggono in tempo reale la strada e adattano il fascio luminoso alle condizioni di traffico e luce ambientale. Gli abbaglianti, per esempio, sfruttano un serie di 4 Led per faro che, accendendosi o spegnendosi a seconda delle circostanze, non abbagliano l’auto che precede, sia essa in senso contrario o nello stesso senso di marcia. In più, una telecamera posta nel parabrezza dialoga con i gruppi ottici, per dirigere il fascio luminoso là dove serve, allargandosi in prossimità di un incrocio o illuminando la parte interna della strada in percorrenza di curva. In questo modo è possibile viaggiare con gli abbaglianti inseriti senza paura di dare fastidio. Rimanendo sul tema illuminazione, anche il posteriore della vettura ha beneficiato di una nuova firma luminosa sempre con tecnologia Led.

UNA BELLA TRASFORMAZIONE Rivista fuori, la nuova Mazda CX-5 2015 è decisamente più ricca dentro: i cambiamenti più succulenti sono stati fatti in abitacolo e dove l’occhio non arriva, ovvero a livello di sospensioni e sistemi di ausilio alla guida. Ma andiamo con ordine. Pare che in Mazda tengano in così alta considerazione il parere della stampa specializzata, dei concessionari ma anche degli utenti privati, da partire proprio dalle loro critiche prima di cominciare l’opera di restyling. Le plastiche interne, per esempio, ora sono state sostituite da pannelli più morbidi al tatto e, cuciture a vista sparse qua e là, regalano una piacevole sensazione di qualità. Qualche lamentela era arrivata anche sul fronte fruscii, troppo presenti in abitacolo già a velocità Codice. I tecnici sono intervenuti anche in questo caso, riducendo il disturbo grazie a specchietti retrovisori ridisegnati e aumentando l’insonorizzazione generale, grazie a vetri posteriori più spessi oltre a nuovi pannelli fonoassorbenti tra vano motore e abitacolo.

A TUTTO SCHERMO Ma non è finita qui, perché qualcosa è stato fatto anche sul fronte infotainment. In effetti lo schermo della prima versione non era così ben integrato con il resto della plancia e peccava un po’ in fatto di dimensioni. Ora, il nuovo sistema MZD Connect ha introdotto uno schermo touch da 7 pollici comandabile anche attraverso la rotellina al centro della plancia. Plancia che risulta ora più ordinata: ci sono meno tasti, a parte quello nuovo del freno di stazionamento automatico.

ANCORA PIU’ SICURA Arriviamo al capitolo sicurezza. Che cosa è cambiato? Beh più che di cambiamento si parla di implementazione. Elencare tutti i vari sistemi di ausilio alla guida e di sicurezza con le rispettive sigle sarebbe troppo lungo ma sappiate che ora c’è un sistema che si accorge se siete stanchi, uno che “bippa” se superate la linea di corsia, un altro ancora che segnala l’angolo cieco dello specchietto e infine quello che frena automaticamente l’auto in caso di malaugurato tamponamento. Non è una novità assoluta ma se teniamo conto che funziona anche in retromarcia, allora il discorso cambia.

STESSA OFFERTA Per chiudere, la parte relativa alle motorizzazioni, che sono rimaste pressoché invariate rispetto a prima, con le due opzioni per quanto riguarda l’alimentazione a gasolio. Il cavallo di battaglia, 2.2 SKYACTIVE, è declinato nella variante da 150 e 175 cavalli. Sul lato benzina c'è invece il 2.0 SKYACTIVE da 165 cavalli. Quanto alle trasmissioni, ce n’è per tutti i gusti. Trazione anteriore o 4WD e manuale a sei marce o automatico quanto al cambio. Al puzzle delle combinazioni tra motori, trasmissioni e cambi, si aggiunge la scelta tra tre allestimenti, Essence, Evolve e Exceed. I prezzi? Non troppo distanti da quelli della prima edizione, con un incremento di circa 400 Euro a parità di allestimento. Il listino parte duqnue da 27.300 Euro della 2.0 benzina 2WD per arrivare ai 35.200 Euro della top di gamma, con il 2.2 da 175 cavalli e la trazione integrale.

LA SCELTA GIUSTA La versione che ho scelto per la prova è quella che, numeri di vendita alla mano, è andata finora per la maggiore sul nostro mercato. Mi riferisco ovviamente alla diesel 2.2 da 150 cavalli. Non l’ho scelta con la trazione integrale, secondo me non indispensabile (a meno che non si cerchi di proposito l’avventura) ma ho optato per il cambio automatico, perfetto per una guida rilassata e al tempo stesso piacevole. In effetti vista l’entità del restyling che non ha stravolto il progetto originario, ero già a conoscenza delle qualità dinamiche della CX-5. Mi incuriosiva sapere, però, se le promesse fatte in conferenza stampa circa le varie migliorie apportate fossero davvero cosa tangibile.

MOLLEGGIO MIGLIORATO Per prima cosa devo dire che, seduti al posto di guida, si respira davvero un’aria nuova. Tutto è più bello da vedere e soprattutto da toccare, compresi i sedili che dispongono di nuove imbottiture. Giro di chiave e il 2.2 parte quasi afono e senza vibrazioni fastidiose. La strada che mi accingo a percorrere è ricca di curve, un motivo in più per saggiare le qualità stradali della Mazda e dei nuovi ammortizzatori. In verità più che l’assetto in curva, da sempre uno dei punti forti della CX-5, i vecchi ammortizzatori soffrivano sui dossi con reazioni fin troppo secche soprattutto per chi occupava i sedili posteriori. Ora invece la situazione è migliorata e il lavoro di fino dei tecnici ha dato i suoi frutti.

ORECCHIE PIU’ PICCOLE Ma in autostrada si sentiranno ancora i fruscii dagli specchietti? Presto detto. A velocità Codice qualcosa è ancora avvertibile ma meno che in passato. Insomma a bordo della CX-5 si sta bene e i lunghi viaggi sono il suo pane quotidiano, visto che i consumi del diesel sono davvero bassi a fronte di prestazioni di tutto rispetto che aumentano il piacere di guida. L’allungo è vigoroso così come l’accelerazione. Merito anche del cambio che rimane, secondo me, un punto di riferimento anche per la concorrenza. Il 6 marce automatico, che acquisterei senza esitare, lavora bene, è fluido e al tempo stesso rapido nelle cambiate, insomma non si può chiedere di meglio.

QUELLO CHE MANCAVA I nuovi fari, poi, non sono un vezzo stilistico ma, insieme ai moderni sistemi di sicurezza, aiutano a viaggiare sicuri. Difetti? Sì qualcuno c’è. Il nuovo navigatore per esempio, risponde bene ai comandi touch ma in alcune occasioni (leggasi rotonde) è lento nel seguire gli spostamenti dell’auto. Mancano ancora le bocchette per i sedili posteriori e la strumentazione, seppur completissima, è quasi del tutto analogica, vista l’assenza di un display di grosse dimensioni, come vuole l’ultima tendenza. Ma sono davvero sottigliezze perché all’atto pratico la Mazda CX-5, oltre ad avere una linea tra le più riuscite del segmento, vanta una qualità costruttiva davvero esemplare, che in questo restyling trova la quadratura del cerchio. Per concludere posso dire che la nuova CX-5 ha raggiunto la maturità, lasciando per strada i piccoli difettucci della prima serie e guarda senza troppi complessi di inferiorità al settore premium


TAGS: test prova su strada mazda cx-5 2015 prove auto 2015

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