Prova

Great Wall Steed


Avatar di Mario Cornicchia , il 01/12/08

12 anni fa - L'armata cinese avanza con la Great Wall Steed

L'armata cinese avanza e arriva un nuovo soldatino di Xi'an. Pick-up di buona guida, armato di GPL, di una dotazione completa e di un prezzo da utilitaria. Arriva il Great Wall Steed.

 COM'E' La Cina si avvicina, sempre più vicina al gusto occidentale e alle esigenze europee. Sullo stile, Great Wall Motor non si è mai trincerata dietro una grande muraglia ma ha sempre prodotto auto con un disegno moderno e decisamente occidentale. Quello che manca alla produzione cinese è sempre quella bella allure di solidità e di perfezione tecnologica e costruttiva di vanto germanico, anche se non bisogna dimenticare che tanti gioielli tecnologici come l'iPod sono prodotti in Cina su specifiche occidentali e che nella sterminata Cina si producono biciclette che si arrugginiscono con l'alito di un bambino e allo stesso tempo telai in carbonio di buona fattura. La Cina non è soltanto quella dei pupazzetti lampeggianti venduti davanti ai bar e i progressi che i costruttori cinesi compiono giorno dopo giorno sono spesso incredibili. Anche nella produzione di auto, a partire dallo stile.

AGENTE SPECIALE La Great Wall Steed, pick-up spartano pensato per il lavoro e gli hobby ingombranti, non è da meno e si presenta a muso duro, con un frontale sportivo nel taglio, con la grande calandra nera al centro tagliata dal portatarga, fendinebbia ai lati dei baffetti nella parte bassa del paraurti e fari aguzzi, a mandorla stilizzata. Allargando i baffetti verso l'alto e rendendo tutta nera la grande bocca, e Orciari ci ha già pensato con kit dedicati, la Steed sembra la parente di Shangai della Cayenne. Dal frontale la linea continua più classica, con la sua doppia cabina un po' squadrata e il cassone che termina con luci dal taglio tridimensionale moderno. Misure classiche per un doppia cabina, 5 metri per 1,80, e sette colori base di cui tre (rosso, bianco e verde) disponibili anche con paraurti e codolini dei parafanghi grigi.

 

SIGNORA PEEL Gli effetti speciali finiscono con il frontale e all'interno la Great Wall Steed ricalca più il cliché di fuoristrada giapponesi di un paio di generazioni addietro, con il cruscotto squadrato come la plancia, strumenti dal disegno elementare  e consolle centrale senza sforzi di fantasia. I cinque posti disponibili sono comodi, c'è spazio senza problemi anche per le gambe di chi sale dietro, che non incontra nemmeno troppa difficoltà a infilarsi nelle piccole portiere posteriori. Qualche cazzotto sulla plancia viene assorbito bene dalle plastiche che non mostrano debolezze. Debole invece la plastica che fa da sfondo ai comandi della consolle centrale e un po' ballerino è il tunnel centrale.

 

CLASSICO GASATO Lo schema della Great Wall Steed è il più classico, con telaio a longheroni, ponte posteriore rigido con balestre e trazione posteriore con l'anteriore inseribile nella versione quattro ruote motrici. La meccanica proviene dalla banca organi Mitsubishi, motore, cambio e trasmissione. Il motore è un quattro cilindri 2.4 a benzina da 126 cavalli e 220Nm a 2500 giri abbinato al cambio manuale a cinque marce. In primo equipaggiamento, quindi con pieno diritto ai contributi governativi e locali se disponibili, è montato un impianto a GPL con serbatoio di 90 litri che si aggiungono ai 70 del serbatoio per la benzina. I consumi medi dichiarati di benzina consentono percorrenze nell'ordine degli 8,4 km/litro. 

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ARRAMPICATRICE La Steed è disponibile in due versioni, a due o a quattro ruote motrici. La scelta del tipo di trazione richiede pochi secondi, può avvenire anche in velocità (moderata) premendo uno dei pulsanti sulla plancia che inseriscono anche il riduttore per il cambio, per avere spunto anche su salite del 30%. Una dotazione da fuoristrada puro, con misure da arrampicatrice: altezza minima da terra di 194mm, angolo di attacco di 30 gradi, di uscita di 24 gradi e l'unico limite nel passo di 3.05 che, come la pancia di un bassotto, limita l'angolo di dosso a 17,5 gradi.

 

DUE VERSIONI Due e quattro ruote motrici con identico allestimento, eccezion fatta per i sedili rivestiti in pelle esclusivi della Steed 4x4 e comprende una dotazione minima completa, dal climatizzatore ai fendinebbia, dall'Abs con Ebd agli airbag frontali (mancano laterali e a tendina), dalla chiusura con telecomando agli alzacristalli elettrici, dai cerchi in lega da 16 pollici alla radio con cd. il prezzo è interessante: scontati i 1500 euro di contributo governativo le Steed costano 16.500 e 19.000 euro, assistite da due anni di garanzia e dauna ottantina di concessionarie sul territorio nazionale.

COME VA L'aspetto della Great Wall Steed è spartano ma non povero, moderno nello stile e piacevolmente originale. Un mezzo da lavoro che per prezzo e aspetto può interessare chi pratica hobby ingombranti. I materiali sono adatti alla destinazione da lavoro di Steed, con qualche debolezza ma apparentemente solidi. La posizione di guida si adatta al pilota soltanto aggiustando il sedile in senso longitudinale e il volante in verticale, ma è comunque confortevole e lo rimane anche a fine prova. La forma squadrata del frontale con gli spigoli esterni vivi rende facile percepire gli ingombri e il bordo del cassone delimita gli ingombri in coda senza dubbi.

 

DALLA CINA CON ODORE Aprire la portiera e venire investiti dallo sgradevole odore dei materiali e dei collanti utilizzati per gli interni è tutt'uno. Insopportabile l'odore all'interno: mi prende allo stomaco e mi costringe ad aprire i vetri per aerare il locale durante l'uso. Peggio delle giapponesi della prim'ora nell'aggredire l'olfatto ma simile ai pick-up giapponesi di una/due generazioni fa è lo stile del'interno e la sensazione che si prova salendo a bordo.

 

AGILE Il motore della Great Wall Steed non è dei più silenziosi, a volte sembra un motore a gasolio silenzioso, ma tutti i rumori sono ben filtrati all'interno per essere un mezzo spartano da lavoro. Il comfort generale è buono e Steed non stanca troppo nel commuting da cantiere a cantiere. Il motore poi è ben abbinato al cambio che, malgrado la leva lunga, è veloce e facile nelle cambiate e sembra un bel cambio robusto.I rapporti sono piuttosto corti nelle prime marce rendendo Steed anche piuttosto brillante e agile nel traffico e nel misto. La quinta è più lunga e sembra che il motore tiri un sospiro di sollievo quando viene selezionata, anche se comunque il quattro cilindri riesce a mantenere la elasticità sufficiente a non costringere alla quarta al primo rallentamento.

 

EASY TRAIN Cinque metri con ponte rigido e balestre da carico al posteriore. Non è certo lo schema di una sportiva ma Steed si comporta bene, ha uno sterzo preciso malgrado gommatura e demoltiplicazione da autocarro. Pur mantenendo la perdita di aderenza della ruota posteriore interna nelle curve strette, tipica di auto con questo schema, è facile e ben bilanciato, stimolante di un'andatura brillante e senza far sentire troppo i suoi 17 quintali di peso. Nel caso, i freni con dischi anteriori e tamburi posteriori fanno il loro onesto lavoro per tenere a bada entusiasmi eccessivi senza richiedere l'intervento di Abs ed Ebd.Il diametro di sterzo non è da utilitaria (14,5 metri) e costringe a pensare bene le manovre e a sbracciarsi in numerosi giri del volante per dare il giusto impulso allo sterzo demoltiplicato ma dal peso corretto.


Pubblicato da M.A. Corniche, 01/12/2008
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