Anteprima:

Great Wall Hover


Avatar Redazionale , il 13/12/05

15 anni fa - L'auto con il libretto rosso.

Stavolta dovremmo proprio esserci anche se è ancora presto per parlare d'invasione. La prima avanguardia dell'industria cinese sbarcherà in Italia a primavera, con un fuoristrada che ha fatto passerella a Bologna. Punto di forza, neanche a dirlo, il prezzo.

AL LUPO! AL LUPO! Lo spauracchio dell'invasione cinese è da tempo un tormentone, peggio quasi dello spot dell'892.892. L'allarmismo si è dimostrato sinora ingiustificato e, come il famoso grido "Al lupo! Al lupo!", rischia ora di far prendere sottogamba l'arrivo della prima vera avanguardia proveniente da Pechino e dintorni. Quasi in punta di piedi, come mimetizzato in un padiglione popolato da molti altri costruttori asiatici, al Motor Show c'era infatti lo stand del primo costruttore cinese che inizierà a vendere in Italia, la Great Wall Motor.

IN CRESCITA Dietro un nome che pare buono più per un ristorante che per una Casa automobilistica - Grande Muraglia, per chi non mastica l'inglese - si cela una realtà industriale di tutto rispetto e in forte espansione. La Great Wall è nata nel 1984, è quotata alla Borsa di Hong Kong ed entro il 2007 avrà una capacità produttiva di 400.000 veicoli l'anno. Se ciò non bastasse, si può aggiungere che dei suoi 7.000 dipendenti, 500 (150 dei quali sono ingegneri) lavorano nel settore Ricerca e Sviluppo. Per la serie: "Siamo piccoli (neanche troppo...) ma cresceremo!".

SOLO DI NOME Il cavallo di battaglia della gamma destinata all'Italia sarà la Hover, una Suv che il materiale distribuito al Motor Show si picca invece di chiamare Cuv, Compact Utility Vehicle. Lunghezza, larghezza e altezza, pari rispettivamente a 462, 180 e 171 cm fanno però capire che di compatto c'è ben poco. La Hover è infatti una fuoristrada ben in carne, resa ancor più imponente dagli sbalzi ridotti all'osso e dal taglio verticale della coda, studiati per assicurare buoni angoli di attacco e di uscita nell'uso fuoristradistico: il primo è di 29°, il secondo di 27,5°.

SI DISTINGUE La carrozzeria è realizzata secondo i dettami tipici della scuola orientale, con uno stile moderno e linee armoniose, anche se forse non molto personali. Nel frontale spiccano i grossi fari squadrati e la mascherina cromata, sotto la quale si apre una vorace presa d'aria rettangolare. La fiancata ha come nota caratteristica i paffuti archi passaruota, mentre i coda spiccano le luci a L che bordano un portellone molto esteso verso il basso per facilitare l'accesso all'ampio vano bagagli. L'abitacolo è spazioso e realizzato con discreta cura: alcune plastiche sono un po' economiche ma nel complesso la qualità è accettabile.

UN AIUTINO Per la meccanica alla Great Wall evitano il fai-da-te e preferiscono per il momento farsi dare un aiutino dalla Mitsubishi, che fornisce un 2.400 a benzina da 130 cv e 195 Nm. Le prestazioni si annunciano oneste, con una velocità massima dichiarata pari a circa 160 km/h sia per la versione a trazione posteriore, sia per quella a trazione integrale. Di questo motore è già prevista una variante bi-fuel, con doppia alimentazione benzina-gpl, mentre solo in un secondo tempo arriverà una Hover a gasolio.

PIATTO RICCO Al momento del lancio, previsto per aprile, la rete di vendita, coordinata dalla Eurasia srl, avrà a disposizione le Hover in due diversi livelli di allestimento, Luxury e Super Luxury. Il primo, quello "base", prevede tra l'altro nella dotazione standard pneumatici 235/65-17, il lettore CD con caricatore da 6 dischi e il climatizzatore automatico mentre per il Super si parla anche di tetto apribile, rivestimenti in pelle e sedile di guida regolabile elettricamente. Tutto sommato niente male, se si pensa che il prezzo della Luxury 4x2 dovrebbe partire tra i 19.000 e i 20.000 euro, mentre per la 4x4 i prezzi dovrebbero arrivare fino a un massimo di circa 23.000 euro.


Pubblicato da Paolo Sardi, 13/12/2005
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