Autore:
Paolo Sardi

DIVERSA DAL SOLITO Gli appunti che si sente rivolgere più spesso chi scrive di auto sono sostanzialmente due. Il primo è che le prove siano più o meno tutte uguali e il secondo che, alla fine, sembra sempre che tutte le macchine vadano bene. Questo test dell’Audi A4 Avant 2.0 TDI 190 cv S tronic quattro, invece, potrà forse ricevere altre critiche ma non le due di cui sopra. La macchina si è infatti concessa giusto per una giornata (e così non leggerete un day by day ma… un day e basta) ma talmente intesa da far emergere qualità non comuni. Il Passo Gardena, insolitamente risparmiato dalla neve, ampi tratti di fondovalle e l’A22 del Brennero semideserta non capitano sotto le ruote mica tutti i giorni.

BRAVA, BIS L’Audi A4 Avant 2016, tra l’altro, è già stata provata in occasione del lancio alla stampa internazionale e quell’articolo si trova tra le notizie correlate. La voglia di dire la mia nasce però da impressioni di guida davvero particolari, perché, se è un po’ vero che oggi tutte le macchine vadano bene, ce ne sono alcune, come questa, che semplicemente vanno meglio.

PANCIA IN DENTRO Sulla linea non mi voglio dilungare tanto. In Audi fanno le rivoluzioni in punta di matita e la nuova A4 Avant non fa eccezione. Il family feeling è quello di sempre ma con tocco moderno e high tech, che viene dai tagli netti della mascherina e dai fari. Nel complesso, la nuova generazione sembra più filante e atletica che mai, ben appoggiata sull’asfalto e con le fiancate che tengono la pancia in dentro nella parte bassa. Nella parte alta, invece, i riflettori sono per l’immancabile piegolina sopra le maniglie. Chi ha buona memoria si ricorderà il nome, Tornado Line, mentre chi è addentro a questioni tecniche sa bene che per trattare le lamiere così serve tanta maestria.

ARREDI DI LUSSO Con l’abitacolo i designer si sono sbizzarriti sicuramente di più, progettando arredi degni di una vera ammiraglia. Il mobiletto centrale, in primis, ha un’aria massiccia come poche altre volte si è visto in questa categoria. La leva del cambio S tronic, poi, è un gran bel pezzo di stile e dà l’idea di impugnare qualcosa di solido e curato, direi quasi prezioso. Poco più avanti c’è il pomellone dell’MMI plus, con la parte superiore che fa anche da touch pad e che permette di navigare tra i menù del sistema d’infotaiment in modo piuttosto intuitivo.

VIA COL VENTO Lo schermo al centro della plancia fa la sua onesta figura ma il vero pezzo forte in materia è l’Audi Virtual Cockpit, lo schermo da 12,3 pollici che manda in pensione la strumentazione con i tradizionali indicatori analogici. La plancia, dal canto suo, non è meno scenografica: si sviluppa per linee orizzontali ed è solcata quasi per l’intera lunghezza da una fila di bocchette per l’aria. Tutto appaga la vista e il tatto, anche se ci si arma di lente d’ingrandimento e si va a mettere il naso nel punti più nascosti.

VIAGGIO NELLO SPAZIO Gli angoli della bocca continuano a piegare verso l’alto anche quando si valuta l’abitabilità. I centimetri a disposizione sono tanti in larghezza, così come in senso longitudinale. I tecnici fanno sapere che la nuova piattaforma modulare ha portato in dote 23 mm di spazio in più per le ginocchia dei passeggeri posteriori; niente male, anche se con una carrozzeria lunga 472 cm ci si potrebbe forse aspettare anche qualcosina in più. A Ingolstadt hanno però deciso di lasciare tanto spazio anche per i bagagli: scheda tecnica alla mano, la capacità del bagagliaio va da 505 a 1.510 litri. Il vano è ben sfruttabile, con una forma regolare, tanti piccoli accessori per fermare il carico e la soglia bassa, a soli 63 cm da terra. Per aprirlo può bastare muovere il piede sotto il paraurti, la tendina arretra in automatico e il piano è double face, con un lato in gomma: difficile chiedere di più.

SENZA SFORZO Come accennavo all’inizio, ciò che più mi ha colpito dell’Audi A4 Avant 2.0 TDI 190 cv S tronic quattro non è però come sia fatta ma il suo comportamento, a partire dal fatto che ogni comando, dai pulsanti al volante, assicura il giusto feedback. La nuove generazione è più leggera di quella che ha rimpiazzato (il risparmio varia a seconda delle versioni ma arriva a 120 kg) e la differenza si sente subito tutta. Ben pianata sulle carreggiate larghe, la macchina si muove con una disinvoltura sorprendente e senza sforzo apparente. Entra in curva con la scioltezza di un campione di slalom, disinvolta e senza sbavature e percorre poi la traiettoria come se fosse su due binari. Ciò vale sempre: che si affronti una rotonda in un paesino alpino o si pennelli un curvone in autostrada.

SU IL PIEDE Un’altra cosa che colpisce è la grande scorrevolezza dell’A4 Avant. Aiutata da un Cx pari a solo 0,26, fa un sacco di strada in rilascio, specie se si è impostata la modalità Efficiency. Con la funzione sailing, basta tirare su il piede dall’acceleratore per veleggiare in avanti, con il motore al minimo e con un drastico taglio dei consumi. Il percorso che ho affrontato non mi permette di dare un dato attendibile circa i consumi medi. Tuttavia credo a naso che, imparando a guardar lontano e agendo con piede felpato sul pedale destro, i 20 km/litro si possano anche avvicinare.

GIU’IL PIEDE Per puntare a questo risultato bisogna resistere alla tentazione di mettere alla frusta i 190 cv del motore e non è affatto facile. I 400 Nm sempre disponibili tra i 1.750 e i 3.000 si traducono in risposte sempre vivaci a ogni affondo sull’acceleratore, per un eventuale 0-100 in soli 7,4 secondi. Ciò anche perché il cambio robotizzato S tronic si dimostra ancora una volta perfetto nell’interpretare i desideri del pilota, tenendo la marcia giusta in ogni frangente e, di pari passo, il motore al regime ideale. E volendo c’è anche la funzione sequenziale per le cambiate fai-da-te veloci.

ROSA SENZA SPINE A completare il quadro c’è poi la trazione integrale quattro, che di norma manda il 60% della coppia alle ruote posteriori e il 40 a quelle anteriori. A gestire tutto c’è però una centralina, che può variare queste percentuali, portando la prima fino all’85% e la seconda fino al 70, in base all’aderenza delle varie gomme e alla situazione. Al pilota non resta che gustarsi la grande motricità in uscita di curva e il comportamento sostanzialmente neutro dell’A4, che ha un assetto molto ben calibrato. Tenuta di strada e ottima capacità di filtrare le buche vanno a braccetto in quest’Audi che può fare la felicità delle famiglie e di chi macina tanta strada, per lavoro e non solo.


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