Autore:
M.A. Corniche

XXL X5 La nuova BMW X5 ha proporzioni differenti rispetto alla X5 uscente, sembra più quadrata e il tre quarti anteriore la fa sembrare più compatta e sportiva. È anche fisicamente più quadrata, più lunga di 3,6 centimetri e più larga di ben 6,6 centimetri rispetto alla serie precedente (492x200 cm). Il frontale è massiccio, con un doppio rene gigante, ma con luci più sottili e una faccia più sportiva.

DE GUSTIBUS Il tre quarti posteriore… ecco, il tre quarti posteriore molto verticale e con le nuove luci tridimensionali potrebbe anche non essere il posteriore di una BMW. Non mi piace granché. Sicuramente la reinterpretazione della coda BMW della nuova X3 è venuta decisamente meglio. Adesso che mi sono levato il sassolino dalla scarpa, che vi ho detto l’unico aspetto che non mi piace della nuova BMW X5 M50d, posso raccontarvi tutto quello che mi è piaciuto.

SUV O VAN? Della coda, per esempio, mi piace il portellone diviso in due, con una ribaltina a comando elettrico. È vero che, con la ribaltina abbassata, raggiungere il fondo del giga bagagliaio (650-1860 litri) a prova di trasloco familiare (può contenere anche una terza fila di sedili) richiede braccia telescopiche, ma la ribaltina consente, innanzitutto, di appoggiare i bagagli prima di caricarli. Oltre a poter caricare, a ribaltina sollevata, cercando il limite di carico prima di abbassare il portellone. I tasti posti sul bordo superiore della ribaltina consentono sia di abbassarla, sia di abbassare le sospensioni pneumatiche per facilitare il carico, ma mi è capitato spesso, caricando, di azionarli involontariamente appoggiando la coscia.

MI SIEDO Per essere una BMW, la X5 2018 ha una posizione di guida abbastanza verticale, poco sdraiata, ma va considerato che è un SUV taglia XXL. Difficile sdraiarsi su un’auto con le proporzioni di un furgone UPS. Al posto di comando, però, mi avvolge una grande sensazione di qualità, non soltanto dell’hardware, finiture, materiali e assemblaggi, ma anche del software, componente sempre più importante nella relazione uomo-macchina delle auto moderne.

BMW ELECTRONICS Pioniera della elettronica in auto, BMW non perde un colpo anche con la X5 2018. I due grandi schermi (in realtà gli schermi sono tre, compreso un piccolo display tra le bocchette sulla plancia per la impostazione della temperatura), quello che mostra gli strumenti davanti al pilota e quello di setup/infotainment al centro della plancia sono di qualità eccellente, perfettamente visibili in qualsiasi condizione, e con una interfaccia davvero ben studiata nelle grafiche e nelle informazioni fornite.

TOCCO DI BRAVURA Tutte le operazioni svolte utilizzando lo schermo touch, o il pomellone sul tunnel centrale (su cui si può anche scrivere) sono piuttosto intuitive. Per alcuni comandi si possono utilizzare anche le gesture (alla fine anche quella per alzare il volume sembra un giochino, ma si utilizza) anche se, gesticolando, si rischia di venire male interpretati dal sistema. Così, sulla nuova BMW X5 la semplificazione estrema voluta da Chris Bangle per la Serie 7 del 2002 ora trova la giusta misura, tra minimalismo e funzionalità.

PREMERE QUI Per selezionare la modalità di guida, BMW per la nuova X5 ha scelto la soluzione migliore, con un pulsante sul tunnel centrale per ogni modalità, ma avrebbe potuto realizzarla meglio: è vero che il confine tra un pulsante e l’altro è definito da un piccolo rilievo percepibile al tatto, ma rilievi tattili differenti avrebbero consentito di trovare subito il pulsante desiderato. Per esempio, il pulsante che attiva la modalità Sport, quella che trasforma la BMW X5 M50d da un atletico gattone domestico a un vero demonio, la modalità da attivare per affrontare sorpassi stretti in tutta sicurezza, devo sempre un po’ cercarlo come su un libro braille.

TURBO AL QUADRATO Ecco, veniamo al lato entusiasmante della BMW X5 M50d, il suo motore sei cilindri tremila a gasolio, suonato da un quartetto di turbine, due a bassa pressione e due ad alta pressione per ottenere 400 cavalli e 760 Nm di coppia massima tra 2.000 e 3.000 giri, con 450 Nm già disponibili a 1.000 giri. Fantastico. Non soltanto per la sua scheda tecnica da supercar, ma anche per le sensazioni che trasmette. Ho guidato per la maggior parte del tempo nella modalità Eco, che consente di veleggiare per chilometri grazie alla funzione "coasting" che disconnette la trasmissione in rilascio quando è sicuro farlo. In questa modalità la BMW X5 M50d è un gattone superconfortevole, che culla con il ronfare del suo sei cilindri. Quando si preme, anche nella modalità economica la reazione non si fa attendere e si decolla con souplesse. Quando però passo a Sport, cambia tutto: la voce, la risposta all’acceleratore. Più che un sei cilindri mi sembra un V8 americano superpompato, ha un rombo sordo e demoniaco (creato anche da aiutini sonori elettronici), accelera come un razzo ma a regimi da V8, appunto. Meravigliosa.

NON SOLO SPORT Un motore così rende qualsiasi situazione confortevole, dal cruising al sorpasso stretto. Ma trova un valido alleato anche in tutto l’hardware che lo circonda. A partire dalla scocca, isolata alla perfezione per viaggi davvero super silenziosi. E mi hanno stupito le sospensioni pneumatiche, confortevolissime in ogni occasione malgrado la BMW X5 M50d calzi cerchi da 22 pollici. Gli pneumatici? Perfetti in autostrada, sul pavé cittadino più dissestato evitano l’effetto padella delle giga ruote tra una piastrella e l’altra e l’effetto shaker per chi sta all’interno. Si preoccupano anche amorevolmente di tenere a bada i 2.200 kg di peso a vuoto tra curve e controcurve, evitando che il corpicione della BMW X5 M50d si sdrai nelle curve come un capodoglio spiaggiato.

GIGANTE BUONO Prezzo di listino (da 98.750 euro) e superbollo terranno lontani molti potenziali clienti dalla BMW X5 M50d, ma è un peccato. È un monolocale semovente straordinariamente confortevole nel silenzio e nel servizio offerto dalle sue sospensioni pneumatiche, ma anche dalla esagerata riserva di potenza del suo sei cilindri tremila quadriturbo che si traduce in grande comfort nella guida al passo e nel piacere di scatenare il demonio quando ci si inizia ad annoiare, o quando fare un sorpasso in pochi metri significa sicurezza. Offre tutto ciò con consumi medi contenuti per mole e indole, si riescono a percorrere anche più di 10 km al litro con un poco di attenzione e liberando la bestia soltanto quando serve davvero.


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