Autore:
M.A. Corniche

LA MINI PIÙ CHIC La Mini Clubman originale è sempre stata la mia Mini preferita. Ho anche accarezzato l’idea di acquistarmene una quando la Mini by BMW non era nemmeno vicina a entrare in un listino prezzi: la volevo con il bel tetto in tela Webasto come si usava ai tempi. Anche la prima Mini Clubman by BMW era la mia Mini preferita, la più chic, quella che i ragazzotti scanottati da status symbol di seconda mano non hanno mai preso in considerazione. La nuova Clubman non mi fa cambiare idea, per me rimane sempre la Mini più chic.

SUPERACCESSORIATA In redazione arriva messa giù bene, grigia fuori ma con elegantissimi interni in pelle color Burgundy: un rosso Cartier più vinaccia e meno chiassoso. Ha cerchi da 18 pollici tutti neri (che non metterei nel mio preventivo di una Mini Clubman perché troppo neri e troppo ribassati) e il tecnologico sistema infotainment con lo schermo da 8,8” annegato nella cornice circolare: lì dove la vecchia Mini aveva il tachimetro.

...HO CAMBIATO IDEA Lo ammetto, la prima sensazione che mi ha trasmesso appena salito a bordo è di un'auto un po’ economica. Ma non so spiegare perché. Lo stile degli interni è curato, Mini Style anche nel minimo dettaglio, e i materiali sono tutt’altro che economici al tatto e alla vista, a parte qualche plastica più nascosta. Quindi? Non so spiegare questa prima sensazione, di comunque cui mi sono ricreduto quasi subito.

COMODA PER 4 La Mini Clubman è sempre stata la Mini furba, dai tempi della prima Mini a oggi. Ha sempre avuto il fascino Mini ma con la praticità di una (minuscola o compatta, a seconda delle generazioni) station wagon. L’ultima generazione non fa difetto e, di tutte le edizioni, è la più furba. Oltre che la più lunga. In 425 centimetri, dimensioni comunque mini, offre quattro posti comodi (è omologata per 5) con tanto spazio per le gambe di chi siede dietro.

DOPPIO FONDO Il bagagliaio, a cui si accede grazie alle due immancabili e splendide portine, supera alla grande la prova del fine settimana lungo con famiglia al seguito. Il piano di carico è a livello della soglia super bassa, per caricare comodamente, ma il piano si solleva (si può sfilare o lasciare sollevato, agganciato dietro allo schienale dei sedili posteriori) e offre l’accesso a un gavone molto profondo che aumenta il volume a disposizione dei bagagli fino a 1.250 litri, con gli schienali posteriori reclinati. Due giga borsoni ruotati stanno comodamente uno sopra l’altro, sotto la tendina copribagagli, e intorno trovano posto altre borse più piccole.

È ORA DI MUOVERSI La nostra è una Mini Clubman Cooper D 150 cavalli con cambio automatico a otto marce. Il meglio che possiate scegliere per la Clubman. La provo in città, in autostrada e su strade in collina dal fondo malmesso e in ogni situazione la Clubman mi conquista. Posso scegliere, ruotando la ghiera alla base della leva del cambio, tra un setup Green, uno Mid e uno Sport. Alla fine scelgo sempre la modalità Green, ottima in ogni occasione. Passo a Sport soltanto quando ho bisogno di più reattività, per prepararmi a sorpassi rapidi. In città sembra di avere un cambio CVT a variazione continua: l’ago del contagiri è praticamente fisso sui 1.750 giri di coppia massima, con il cambio automatico che snocciola le sue otto marce senza farsi notare.

IN AUTOSTRADA Anche in autostrada viaggio alla grande in modalità Green: appena sfioro l’acceleratore la Clubman aumenta rapidamente la velocità e non ho bisogno di passare in Mid o Sport per staccare rapidamente eventuali tallonatori. In modalità Green, poi, l’automatico si produce in folloni da super risparmio: oltre i 60 km/h, quando sollevo il piede dal gas, attiva la funzione veleggio, cioè mette in folle per percorrere più strada senza consumare. Innesta le marce quando capisce che un po’ di freno motore è necessario.

COMODA... PERSINO IN CODA In autostrada la nuova Clubman è silenziosa più di quanto mi aspettassi. Si fanno sentire le Pirelli P7 taglia 225/40 R18, ma questo rumore di rotolamento, come altri che si avvertono (ho la sensazione che anche il tetto apribile produca qualche rumore aerodinamico), non diventano mai fastidiosi: neanche dopo ore. A proposito di ore al volante, pure con la posizione di guida instauro un ottimo rapporto (i sedili sono i Cross Punch Pure Burgundy, optional) e, dopo essermi infilato per più di otto ore in un mega ingorgo da esodo senza quasi scendere, schiena, gambe e collo stanno alla grande.

NUOVO CORSO Chi della nuova Mini non apprezza il suo imborghesito comportamento, meno nervoso e più equilibrato, non può non apprezzare comunque la precisione di guida e la reattività che riesce a offrire il nuovo telaio a trazione anteriore BMW . È lo stesso delle Serie 2 e X1: assorbe bene anche le reazioni brusche senza avvertimenti che sono tipiche dei pneumatici ribassati (a cui sono tendenzialmente contrario) come quelli dell'auto in prova. Non solo, grazie a esso, la Clubman non è mai troppo rigida sia sul pavé milanese sia sulle martoriate strade appenniniche, lasciandomi libero di apprezzare la reattività dei ribassati senza lamentarne i difetti.

MA QUANTO MI COSTI! Lo confesso, restituire la ex-piccola Clubman mi è dispiaciuto. Ha dimensioni esterne e interne tuttofare, un motore brillante e sobrio nei consumi di gasolio (6/7 l/100km è la media per chi guida senza perdere tempo), agile in città e confortevole nei viaggi, con una ottima acocppiata motore cambio. Certo, non è economica, il prezzo base per una Mini Clubman (27.300 euro) a cui aggiungere 1.900 euro se volete i sedili sportivi Burgundy, 1.900 euro per il cambio automatico a 8 marce, 1.150 euro per il tetto apribile panoramico e 1.500 euro per l’infotainment. La Clubman utilizzata per la prova costa 48.550 euro. Sì, non è economica…


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