Autore:
Paolo Sardi

COME TRADIZIONE La creazione di versioni speciali è una tradizione in casa MINI, così come l'offerta della possibilità di personalizzare la propria macchina quasi all'infinito. Questa prassi si rinnova anche con la nuova generazione della compatta anglo-tedesca, come dimostra la MINI Seven, che prende nome e ispirazione dall'antenata Austin Seven del 1959. Proposta con carrozzeria a 3 o a 5 porte (che ha - lo ricordo - 5 posti e il passo allungato di 72 mm), la Seven ha come elemento distintivo la livrea colorazione MINI Yours lipisluxury blue. In alternativa si possono scegliere tre altre tinte, mentre a fare da denominatore comune ci sono tetto e calotte degli specchi in melting silver, lo stesso utilizzato assieme al malt brown per le stripes opzionali da piazzare sul cofano. Tra gli altri segni particolari della MINI Seven ricordo i cerchi da 17" MINI Seven Spoke two-toner. i logo Seven sui battitacco e attorno agli indicatori di direzione laterali. All'interno riflettori puntati nvece soprattutto sui rivestimenti dei sedili in stoffa e pelle.

SI FA IN QUATTRO Tra le dotazioni a richiesta c'è da avere l'imbarazzo della scelta. Su tutto spiccano il sistema d'infotainment con schermo che può raggiungere gli 8, 8 pollici, l'assetto sportivo,  il Dynamic Damper Control per le sospensioni a controllo elettronico e il pacchetto MINI Seven Chili, con - tra le altre cose - fari a Led, frecce bianche, clima automatico, computer di bordo, MINI Driving Modes e volante sportivo multifunzione. Quattro sono infine le motorizzazioni abbinabili all'allestimento Seven, tutte con tecnologia TwinPower Turbo e ordinabili con cambio manuale o automatico: Cooper S (2.0 a benzina 192 cv), Cooper (1.5 a benzina 136 cv),  Cooper SD (2.0 a gasolio 170 cv) e Cooper D (1.5 a gasolio 116 cv). 


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