Pubblicato il 10/04/20

LAND ROVER DISCOVERY SPORT: EVOLUZIONE, NON RIVOLUZIONE

MIGLIORA COL TEMPO State pensando a un SUV di medie dimensioni che vi offra comfort e buone prestazioni? Magari che non si faccia intimorire se deve mettere le scarpe - le ruote - su fango, sassi o in mezzo all'acqua? Il look modaiolo e attillato stile coupé non vi convince del tutto? Datemi retta, fra le più recenti proposte (e sono tante) di SUV Premium, fossi in voi, butterei l'occhio sulla Land Rover Discovery Sport. Il nostro Day by Day mi ha dato l'opprtunità di conoscerla meglio e ammetto di essermi ricreduto su tanti aspetti che la riguardano. A partire dal fatto che, oggi, quasi tutte le concorrenti del segmento hanno snaturato un po’ la loro filosofia. Sono alte, è vero, ma poco più di una berlina o una station wagon e si sono imborghesite con carrozzerie filanti, perdendo un po’ lo charme di veri e propri SUV alla vecchia maniera. La Discovery Sport no, lei ha mantenuto fede alla sua vocazione – ci mancherebbe, con il nome Land Rover stampato sulla pelle… sulla lamiera – ma evolvendosi di pari passo.

Land Rover Discovery Sport: il SUV inglese cambia il look anche dietro

MIX EQUILIBRATO E VINCENTE Mi sembrava un po' ''vecchiotta'', in mezzo a tutte queste sportive a ruote alte, ma prendete lo stile e gli interni: 1/3 Velar, 1/3 Discovery, 1/3 Range Rover Sport. Et voilà, ecco servito l’ultimo gustoso cocktail proposto dalla Casa inglese. Guardatela davanti, poi dietro, infine salite a bordo. Sbaglio, o si riconoscono gli elementi di design ed ergonomia delle sorelle maggiori? L’avantreno è definito dai proiettori a LED dal taglio affilato e dalle spalle muscolose stile Velar. Dietro, il design è più squadrato e alto, sull’impronta della grande Discovery (senza raggiungere tali vette, forse è meglio…). I cerchi scuri da 20 pollici hanno il compito di uniformare tutto per un colpo d’occhio che impatta molto, anche se si scontrano un po’ con il concetto di off-road della “Discoverina”. Ma sono un optional (2.350 euro), di serie ci sono dei più moderati cerchi da 18''. Poi, una volta a bordo, trovo raccolte le novità portate dalla Range Rover Sport ed ereditate anche dalla Evoque, con l’inedita plancia con i comandi a sfioramento, che mette da parte il rotore a scomparsa del cambio automatico per un più tradizionale selettore. In realtà, quella rotellona sul tunnel mi piaceva assai. La trovavo molto funzionale sia per praticità sia come elemento di stile. Appena accesa l'auto, emergeva dal tunnel in maniera molto scenografica e non dovevo fare altro che girarla a destra o sinistra per selezionare Drive, Parking o la retromarcia, per poi ''annegare'' nuovamente fra i due sedili una volta parcheggiato. La leva di oggi è uguale a tutte le altre Range o Land di ultima generazione. Trovo che sporchi un po' la pulizia di stile e che sia un sacrificio sull'altare della... globalizzazione industriale. Ci sta, ma mi piaceva di più prima.     

Land Rover Discovery Sport: il ponte di comando del SUV

L’ INFOTAINMENT SI AFFIDA AL WEB Il touchscreen del sistema multimediale – compatibile Apple CarPlay e Andorid Auto – è da 10,25” integra il navigatore satellitare e fornisce tutte le indicazioni attraverso la rete. Appena sotto ci sono le rotelle per regolare il clima, intercambiabili con le modalità di guida. L'effetto ottico e la praticità mi hanno conquistato: basta un tocco per far prendere vita ai pulsanti e passare dai gradi in abitacolo al tipo di motricità preferita, ma ne parleremo dopo. Insomma, dentro si respira più aria di Range che di Land (Rover) grazie alla netta percezione di qualità complessiva. E non è un caso che la stretta parentela con l’Evoque sia la sintesi più completa di tutti questi elementi. Siete un po’ pignoli e cercate il pelo nell’uovo?  Troverete, come me, un po’ complesso richiamare tutte le funzioni dal touchscreen. Bisogna fare apprendistato e non sempre è intuitivo scegliere ciò che serve. Faccio scorrere le pagine sfiorando il display, ma poi devo selezionare un menù, entrare nei sottomenù e infine selezionare la funzione. Se state guidando, meglio affidarsi al passeggero di fianco a voi, se c'è...

LA NUOVA DISCOVERY SPORT ALZA IL LIVELLO Comunque, a mio modo di vedere, un gran passo avanti per la Discovery Sport di ultima generazione, ma che non rinnega affatto il suo imprinting originale. E non è tutto, poiché con l’allestimento R Dynamic S come quello della prova, ci sono anche sedili sportivi, comodi e che sorreggono bene il corpo (in questo caso riscaldabili e con regolazione elettrica) e rivestimenti in pelle con impunture a contrasto. Sono certo di non azzardare nel dire che le rivali tedesche sentono il fiato sul collo. Vediamo perché. Ad esempio, lo spazio, che è abbondante per tutti i passeggeri e sfrutta perfettamente ogni centimetro a disposizione. Il divanetto posteriore scorre avanti e indietro, da ricavare margine per le gambe oppure i bagagli e gli schienali (60:40) garantiscono un'ottima flessibilità di carico.

Land Rover Discovery Sport: il divanetto posteriore può scorrere avanti e indetro

PIÙ GRANDE E CON BAGAGLIAIO VERSATILE A proposito, le misure del Suv inglese (4,60x2,07x1,73) giocano a favore del volume di carico, che passa da 963 a 1.574 litri in un attimo. Nella lunga lista di optional compaiono anche due poltroncine in terza fila per l’omologazione 7 posti. Bella la percezione di luce, grazie alle ampie superfici vetrate e alla presenza del gigantesco tetto fisso in cristallo, lo consiglio sempre anche se costa un po’ (1.358 euro). Da non sottovalutare, infine, che la posizione di guida è più alta, per esempio rispetto alla BMW X1 con cui l’abbiamo messa faccia a faccia, per una visuale ben più panoramica e gradevole. Non c'è nulla da fare, trovo che avere un'angolo appena più favorevole per gli occhi aumenti sensbilmente la percezione di quanto succede intorno e la sicurezza ne esce vincente, non solo il piacere di guida.

Land Rover Discovery Sport: il bagagliaio con lo schienale posteriore abbassato

IL MOTORE IBRIDO OFFRE UNA BUONA SPINTA E a tal proposito, su strada, il vigore del quattro cilindri, duemila, diesel gioca un ruolo molto importante. Questa è la versione intermedia, con 180 CV, ma ci sono anche il 150 CV e il 240 CV. È mild-hybrid con un sistema a 48V, ma niente plug-in e niente marcia a zero emissioni, qua la leggera elettrificazione serve per ridurre un po’ i consumi e le emissioni di CO2, per esempio spegnendo automaticamente la macchina rallentando sotto i 17 km/h. Per il lavoro “sporco” ci pensano i 430 Nm di coppia a soli 1.500 giri/min, ovvero come avere un mulo che tira fuori dagli impicci i 1.873 kg della Discovery Sport.

BUONE PRESTAZIONI, ELEVATO COMFORT, MA… La spinta è sempre energica sotto la gestione del cambio automatico a 9 rapporti, che non è velocissimo nei passaggi, ma è scalato molto bene per dare forza nelle accelerazioni (0-100 orari in 9,7 secondi) e allungare il passo dove serve (v. max 202 km/h). Il tutto con una silenziosità di marcia che davvero non mi aspettavo, per un comfort complessivo molto elevato. Solo in accelerazione il motore diventa rumoroso. Su questo non ho dubbi: se insisto sull'acceleratore, l'inglesina alza la voce più delle rivali, ma non in modo così fastidioso. Semmai, baricentro alto, peso elevato e sterzo non così svelto sono i tre punti a sfavore del SUV inglese rispetto alle rivali più accreditate. Si chiama Sport, ma la vocazione è sbilanciata verso l’off-road più delle altre e, giocoforza, la dinamica su strada ne risente un po’. L'ho percepito quasi subito: sono sati sufficienti un po' di chilometri di statale dietro alla BMW X1 per raggiungere la location dello shooting video/foto. La Discovery Sport non è così veloce nei cambi di direzione, arrivando sempre con un pizzico di ritardo rispetto agli ordini impartiti con lo sterzo. L'assetto concede più movimento alle sospensioni e questo non fa che sottolineare l’inerzia dell’auto, ma ci si abitua presto e si apprezza il maggiore comfort su tombini e pavé.

Land Rover Discovery Sport: fra le curve non è svelta come le rivali

CONSUMI UN PO’ ELEVATI La sezione frontale importante e, un’altra volta, la massa non sono amiche dell’autonomia del SUV inglese. Il serbatoio da 65 litri aiuta un po’, ma la verità è che in città i consumi sono di 9,5 litri/100 km, che diventano 7,1 l/100 km in autostrada e 7,6 l/100 km in media.

IN FUORISTRADA LE BATTE TUTTE L’altezza da terra, però, è l’asso pigliatutto se dovete uscire dall’asfalto. Con una luce di 21 cm e angoli caratteristici molto favorevoli (attacco 25°, dosso 21°, uscita 31°), il SUV Land Rover si disimpegna molto meglio di qualsiasi rivale. Il sistema di trazione integrale ripartisce la motricità dove e quando serve, adattandosi a qualsiasi fondo grazie al Terrain Response 2. Si tratta di un dispositivo elettronico che interviene sulla trazione grazie a 6 modalità preimpostate in modo da ottimizzare la marcia per togliere le castagne dal fuoco anche ai meno esperti. Quindi troviamo: Eco, Comfort, Auto(matic), Sabbia, Fango/Solchi, Erba/Ghiaia/Neve. Basta selezionare il programma giusto e il gioco è fatto. E con l’Hill Descent Control, che regola automaticamente la velocità in discesa, ogni percorso è a prova di novellino.

Land Rover Discovery Sport: in off-road va meglio di altri SUV dello stesso segmento

FIUMI? NO PROBLEM E VEDE ANCHE SOTTO LE RUOTE Se, poi, amate le emozioni forti, i 60 cm di altezza guado vi permetteranno di attraversare corsi d’acqua belli tosti senza il rischio di rimanere a mollo. Basta non esagerare, perché la Discovery Sport non ha telaio separato o riduttore, ma quello che serve per tenere a distanza tutte le altre sui percorsi accidentati. Nel corso della prova non ho affrontato mulattiere e twist, ma mi sono concesso qualche uscita più... audace e la Land Rover ha risposto sempre a tono. E se proprio avete paura di toccare il muso contro ostacoli troppo impegnativi, a pagamento (ma non presente sull'esemplare in prova) c’è il Clearsight Ground View, una telecamera a 180° che, come per magia, fa diventare trasparente il cofano motore e dallo schermo in plancia potrete vedere tutto quello che passa sotto le ruote. Un dosso, una pietraia o un… marciapiede in centro città, non avranno più segreti per voi!

COSTA TANTO, MA VALE TUTTI I SOLDI SPESI Dulcis in fundo arrivo al listino, che si allinea con le migliori concorrenti, a significare che la Land Rover Discovery Sport non costa poco. Il prezzo della 180D attacca a 46.350 euro in versione base, ma la R Dynamic S parte da 54.650 euro e quella della prova supera i 65.000 euro perché ricca di optional. A proposito, il SUV inglese ne è ben dotato fin dalla versione d’accesso, ma suona strano che una macchina di questo livello – parlo di sicurezza – non abbia di serie il cruise control adattivo o il monitoraggio dell’angolo cieco a completare il pacchetto dei dispositivi anticollisione, che comprende la frenata automatica di emergenza e il mantenimento della carreggiata. Ci sono combinazioni a pagamento che includono tali accessori e li completano con numerosi altri come il sistema di parcheggio automatico, la telecamera a 360°, il rilevamento del traffico in retromarcia e l’head-up display.  

Scheda tecnica Land Rover Discovery Sport 180D R Dynamic S

  • Motore:             4 cilindri, 1.999 cc
  • Potenza:            180 CV a 4.000 giri
  • Coppia:             430 Nm a 1.500 giri
  • Cambio:            automatico a 9 rapporti
  • Trazione:          integrale on demand
  • Posti:                 5
  • Bagagliaio:        da 897 a 1.794 litri
  • Dimensioni:      4,6x2,0x1,73
  • Peso:                 1.851 kg
  • Prestazioni:       v. max 202 km/h-acc 0-100 km/h 9,7 sec
  • Prezzo:              da 54.650 euro

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