Autore:
Emanuele Colombo

ORA È EURO 4 In giro se ne vedono tantissime, perché la BMW R1200GS è sempre la moto più venduta in Italia: nonostante le dimensioni, che la fanno sembrare più a un SUV con il manubrio che a una moto, e nonostante il prezzo da vera ammiraglia. Ancor più se consideriamo la sesta moto più venduta in Italia, la BMW R1200GS Adventure, la sorella avventurosa che alza l'asticella delle dimensioni, del peso e del prezzo. Infatti rispetto alla GS standard, la Adventure ha di serie un serbatoio maggiorato da 30 litri, protezioni aerodinamiche più estese, protezioni per motore e serbatoio e diverse misure dei bracci delle sospensioni, per una maggiore escursione. Logico che, con il passaggio al motore Euro 4 meriti una prova su strada nell'uso quotidiano, anche solo per capire i motivi del suo successo, .

ENORME Anni e anni in sella alle supersportive più potenti sul mercato non bastano a farmi avvicinare serenamente alla GS 1200 Adventure. Con quasi un metro di larghezza misurato alle valigie laterali (purtroppo le magiche borse Vario, strette quando non serve spazio e pronte ad allargarsi, hanno attacchi diversi e non possono essere montate sulla Adventure) e un serbatoio che pare la schiena di un elefante, il gigante di Monaco mi mette al primo contatto un po' in soggezione. Non tanto per i circa 265 chili di peso in ordine di marcia, ma per la mole, che probabilmente farebbe sembrare striminzite anche le moto con cui Edi Orioli e Franco Picco correvano la vera Parigi Dakar e consiglia di valutare bene gli spazi prima di provare a svicolare tra le auto ferme in coda.

FATICOSA IN MANOVRA Le prime manovre nel parcheggio della redazione confermano che la BMW R1200GS Adventure è una bestia impegnativa. Da spostare è faticosa: sia standole accanto, in piedi, sia seduti in sella. In questo è complice la particolare sospensione anteriore Telelever, che affonda pochissimo e non permette di sfruttare il rimbalzo per darsi lo slancio in retromarcia. Se non avete gambe da pivot vi do un consgilio che vale per tutte le moto e in particolare per la GS 1200 Adventure: posteggiatela sempre con la ruota posteriore in discesa. Secondo consiglio: se siete mediamente alti scegliete la sella bassa optional (840-860mm da terra, più o meno come la GS 1200 regular) per sentire meno il peso in manovra e sentirsi meno in soggezione rispetto alla sella standard (890-910mm).

GIGANTE BUONO Le cose, come già raccontato da molti altri prima di me, migliorano parecchio quando a spingere ci pensa il motore e ci si muove davvero. La posizione in sella è alta e dà l'impressione di dominare la strada, con l'ampio manubrio che diviene quasi il timone di un vascello. Anche in questa circostanza, va detto, la R1200GS Adventure non è una moto maneggevole, ma soltanto per le dimensioni. I pesi, innanzitutto sono ben distribuiti con i cilindri contrapposti del boxer che tengono basso il baricentro, anche se le protezioni massicce della GS 1200 Adventure tendono a spostarlo in alto. La frizione, morbida e sensibile, aiuta a non fare figuracce al semaforo e il motore ha una bella fluidità fin dai regimi più bassi così, anche nelle manovre a bassa velocità, complice anche il manubrio largo (ma abbastanza alto da passare tranqullamente sopra gli specchi delle auto in coda), l'elefantona di Monaco è più agile di quanto ci si aspetterebbe. E trasmette un senso di confidenza che fa venire voglia di guidare.

POTENZA SOTTO CONTROLLO Spalancando la manetta la spinta dei 125 cavalli è imperiosa, ma non dà mai l'impressione che la BMW possa trasformarsi in una bestia imbizzarrita: nemmeno con la taratura Dynamic, che fa parte di un pacchetto di dotazioni extra e rende la moto più pronta e reattiva. La forza del motore è la coppia, tanta (125 Nm a 6.500 giri) e generosa già ai bassi regimi, per un'accelerazione fluida e senza strappi che diminuisce di intensità solo verso la zona rossa: quando,va detto, iniziano ad aumentare le vibrazioni . Negli anni il rumore del motore boxer è cambiato, si è adattato alle mode e si è trasformato in un inconfondibile rombo cupo. se non vi basta il rombo di serie tra gli optional trovate un silenziatore Sport HP di Akrapovic dedicato. La moto che ho a disposizione è dotata di Quick Shift, il dispositivo che permette di cambiare marcia senza tirare la frizione e, in progressione, senza chiudere il gas: un optional mutuato dalle corse che funziona bene ad alti regimi, ma a bassa velocità rende la leva del cambio un po' più dura.

TRASMETTE FIDUCIA In frenata, di nuovo, la GS dà fiducia, per le caratteristiche anti-dive della sospensione anteriore, che le danno grande stabilità. L'unica sensazione un po' insolita deriva dal pedale del freno posteriore che cede sotto al piede quando si aziona la leva che comanda l'anteriore: è l'effetto della frenata combinata. Abbandono la città per cercare un po' di curve e scopro che la Adventure si destreggia bene nei percorsi guidati. Per carità: non è mai una libellula nei cambi di direzione, però scende in piega con grande equilibrio e questo trasmette tanta fiducia. Fa davvero venire voglia di esplorare a fondo i limiti della piega.

PERFETTA PER VIAGGIARE Arriva il week end e mi concedo una breve scampagnata in compagnia. Le borse da 36 e 44 litri ospitano senza fatica il necessario per una puntatina in spiaggia e la Milano Serravalle è perfetta per apprezzare il comfort in viaggio. Qualche decina di chilometri e arriva la conferma: pilota e passeggero, qui, godono di una seduta comodissima. E chi siede dietro ha anche un bel maniglione a cui reggersi. Ottimo il riparo aerodinamico del parabrezza, che tra l'altro si può regolare anche in movimento tramite un comodo pomello: vista la giornata torrida provo ad abbassarlo e quando l'aria mi investe ho quasi la sensazione di aver aperto la finestra, tanto mi sentivo isolato prima. I consumi? Attorno ai 6 litri per 100 chilometri, niente male per dimensioni e massa, con consumi ridotti anche se si utilizza la BMW R1200GS Adventure soltanto per affrontare la quotidiana avventura del casa-ufficio-casa.

QUANTI COMANDI! Tra i comandi del cruise control e quelli delle regolazioni per le sospensioni, l'ABS e le mappature del motore, l'accensione dei faretti LED supplementari e delle manopole riscaldate, il manubrio è affollato di pulsanti e rotelle: facile capire a prima vista a cosa servano ma è meglio leggere il manuale per sfruttare a fondo tutte le regolazioni possibili. Va detto, però, che il numero di pulsanti è (quasi) direttamente proporzionale al numero di optional acquistati e questa Adventure non si è fatta mancare granché. La strumentazione è mista, con tachimetro e contagiri analogici e un pannellino digitale per le informazioni di servizio e di viaggio. A ben guardare, non ha una leggibilità ottimale a colpo d'occhio e forse non è un caso se la versione 2018 della R1200GS Adventure avrà un display completamente digitale da 6,5 pollici (optional, come il nuovo dispositivo per la chiamata automatica di emergenza) che potrebbe rendere il tutto un po' più facile.

LA TRASFORMI COME VUOI Va detto che la lista degli optional per questa BMW è molto lunga e comprende dotazioni che hanno grande impatto sia sull'estetica sia sulla guida. Per la colorazione Triple Black della moto in prova, per esempio, il sovraprezzo è di 350 euro; altrettanto ci vuole per i faretti supplementari e il faro anteriore a Led costa 305 euro. Per fortuna gli accessori sono accorpati nei tre pacchetti Touring, Comfort e Dynamic, che ne riducono il costo complessivo e risolvono qualche imbarazzo. Il pacchetto Touring da 1.860 euro, per esempio, riunisce il cruise control, la predisposizione per il navigatore le famose mappature motore extra di cui parlavamo prima, che lavorano in sinergia con un ABS evoluto e dotato di sensori di inclinazione e con il Dynamic ESA: una versione più performante delle sospensioni semiattive di serie. In genere, fanno sapere da BMW, le R1200GS Adventure vengono equipaggiate di tutti e tre i pacchetti di accessori, per un prezzo base che aumenta dai 18.100 euro a 21.620 euro. Alla faccia della crisi.

IN QUESTO SERVIZIO

CASCO SHARK VANCORE Ha la mentoniera fissa e una maschera al posto della visiera lo Shark Vancore, la cui calotta in resina termoplastica è proposta in 2 misure per ottimizzare la sicurezza in funzione della taglia. Le lenti sono a sgancio rapido, con trattamento anti-graffio e anti-fog, e disponibili in vari colori. Gli interni sono in bamboo antibatterico, antisudore e ipoallergenico: removibili e lavabili. Il sistema Shark Easy Fit rende più facile indossare gli occhiali e per chi viaggia in coppia o sempre connesso con lo smartphone, il Vancore ha la predisposizione per il Bluetooth. Il peso totale? 1,2 chili. Prezzo 259 euro.

GIACCA REV'IT! DEFENDER PRO GTX Una giacca – estiva – da motociclisti veri, questa Dominator. L'anima da giramondo la vedi dalla capacità di adattarsi alle condizioni atmosferiche. Piove? Il giacchino interno (staccabile) in Gore-tex non fa passare l'acqua e stoppa il vento. La colonnina di mercurio raggiunge i 40°? Le numerose prese d'aria – quattro sul busto, due sugli avambracci e una sulla schiena – sono tornate proprio comode. Oltre a far sudare poco, la Dominator è una giacca che non lega i movimenti: è piuttosto leggera e ben dotata in fatto di tasche (tutte a prova di polvere) e i cinghietti su fianchi, bicipiti e polsi permettono di regolare la vestibilità. La sicurezza? Oltre alla protezioni su spalle e avambracci, questa Rev'it! è dotata di paraschiena integrato e bande riflettenti. Taglie da S a XXL, a attenzione: veste attillata.

GUANTI REV'IT! SAND PRO Guantini leggeri ma resistenti, non traforati. Il palmo scamosciato migliora il grip, la struttura alveolare in PU iniettato sulle nocche pensa ad evitare danni in caso di caduta. Vestibilità comoda, chiusura semplice con velcro all'altezza del polso. Completano il quadro inserti in pelle di capra, pecora e bovina. Taglie S-XXXL

JEANS SPIDI J-STRETCH TEX JEANS Alla protezione del tessuto rinforzato i jeans da motociclista aggiungono le protezioni sulle ginocchia regolabili in altezza. Tutto senza perdere in stile. A parte un paio di cuciture dietro alle ginocchia e sulle natiche, lo stile è assolutamente urbano e quel 2% di Lycra li rende anche un poco elasticizzati e comodissimi anche se rimanete seduti alla scrivania per tutta la giornata. All’interno della coscia c’è anche una membrana antivento e sono impermeabili al 50%. Prezzo 159,90 euro.

SCARPE TCX URBAN TREND X-RAP RETRO Protezione ai massimi livelli per questa scarpa dal look rétro: la caviglia è fasciata da due semigusci e da un'imbottitura salva-malleolo; punta e tallone hanno scudi dedicati e ben nascosti. Il bello è che tutto ciò non toglie libertà ai movimenti, tant'è vero che, quando dalle due ruote si passa al volante di un'auto, non c'è alcuna difficoltà nel fare il punta-tacco nelle scalate. Le stringhe sono in cuoio scamosciato: poco scorrevoli al momento di allacciare la scarpa, hanno però il vantaggio di non slacciarsi mai da sole. Non male, in un'epoca in cui, incomprensibilmente, molti fabbricanti di calzature sportive sembrano fare le stringhe ricoperte col sapone. Prezzo: 189,99 euro.


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