Autore:
Alessandro Codognesi

GARMISCH CHE PASSIONE! Che belli i Motodays di Garmisch! Atmosfera giocosa e scherzosa, boccali di birra e un sacco di moto. Cosa posso volere di più? Ah sì, quasi dimenticavo le bionde chiome… Scherzi a parte, anche quest’anno il raduno BMW a Garmisch è stato un mix di momenti divertenti, sorrisi spontanei e serate a suon di musica dal vivo. Ma rispetto all’anno scorso, ho cambiato un ingrediente della ricetta: niente più RT per affrontare il lungo percorso da Milano a Garmisch. Quest’anno, a Garmisch, ci sono andato con la super BMW R 1200 GS Adventure.

CHE BESTIA Certo che, a vederla così, ferma come una statua, la BMW R 1200 GS Adventure sembra ormeggiata più che parcheggiata. La versione Adventure della normale GS è sempre stata una moto sontuosa, importante, ma quest’ultima Adventure è mastodontica. La sezione frontale sembra quella di una Smart, il serbatoio è gigantesco, la sella posta a quote siderali (sfiora i 900 mm da terra). Inoltre, con le borse laterali cariche dei miei effetti personali e il serbatoio pieno fino all’orlo, la barriera dei 300 chili è raggiunta senza dubbio. Pesante anche l’impegno economico: con tutti i gadget con i quali è equipaggiata, la mia GS supera abbondantemente i 20 mila euro. Quindi, perché la moto è così apprezzata e venduta?

SÌ, VIAGGIARE Perché di fatto, oggi, non esiste un’altra moto come la BMW R 1200 GS Adventure per fare turismo ad ampio raggio. Il mix tra equilibrio dei pesi, motore boxer dolce come un babà e guida leggera (pazzesco, considerata la mole) è qualcosa che le concorrenti ancora non riescono a eguagliare. Sul passo del Maloja ero incredulo per quanto alto potessi tenere il ritmo in sella a 300 chili di moto. L’agilità nei cambi di direzione, la stabilità a centro curva e la ripresa del motore anche a regimi bassissimi, tutto è commovente, soprattutto pensando che pesa l’equivalente di un’Harley. E non un’Harley entry level.

LA FISICA È LA FISICA In fondo qui sta il suo limite: la fisica, che purtroppo per la GS Adventure... rimane fisica. Arriva un certo momento in cui, presi dall’euforia, ci si dimentica di cosa si stia guidando e si forzano gli ingressi in curva come su una moto sportiva. Allora la GS Adventure comincia ad allargare traiettoria, nel migliore dei casi. Può succedere infatti che la gomma anteriore, sovraccaricata dal peso importante, tenda a scivolare quando si è molto piegati. Non è un errore o un difetto, è solo che voi, grazie all’acuto sistema di sospensioni con il celebre Telelever, non percepite realmente quanto stiano lavorando le gomme. Quindi meglio non guidarla di forza: lasciatela correre senza fare staccatone, meglio entrare piano e puntare il gas a centro curva, spalancando in uscita. 

BELLA DA PERDERCI LA TESTA Bella è bella la GS Adventure, non c’è che dire. Però non raffinata, quello no. Le dimensioni sono semplicemente esagerate, anche se una volta in sella sembra sparire metà moto. Ed è anche ben pensata. A parte la qualità delle plastiche, discutibile, i gadget che ci sono sono intelligenti. Cruise control, manopole riscaldate, cupolino regolabile, infiniti setting di motore e sospensioni, ce n’è davvero per tutti i gusti. Solo la sella così in alto mette in difficoltà nelle manovre a bassa velocità, anche per chi sfonda il metro e novanta come il sottoscritto.

PANZERFAUST La GS Adventure è micidiale. Trovarle qualcosa che non va, un difetto vero, non è facile. Perché cosa le vuoi dire? È comoda in coppia e parsimoniosa nei viaggi (si arriva tranquillamente a 20 km/litro), si guida d’incanto nel misto e non le manca nemmeno un certo appeal modaiolo, fatto che peraltro le garantisce una tenuta dell’usato senza paragoni. Un Panzerfaust per la concorrenza più diretta, che anno dopo anno prova a stare al passo ma che, a oggi, non è ancora riuscita a offrire un pacchetto così completo.

IN QUESTO SERVIZIO
Casco SHARK EXPLORE-R CARBON
Giacca e pantaloni OJ COMPLETO DESERT
Stivali DAINESE TRQ-TOUR GORETEX
Guanti IXON RS GLOBAL HP


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