Pubblicato il 01/02/21

CHE SETTIMANA! Si è appena concluso gennaio eppure io la settimana scorsa mi sono sentito a novembre; ma non in una settimana qualunque, LA settimana di novembre, quella in cui tutto il panorama motociclistico si raduna… va sotto le guglie del Duomo di Milano (in senso figurato, ovviamente) per ammirare le novità più attese dell’anno seguente. Il motivo è presto detto: a inizio settimana ci ha pensato Harley-Davidson a presentare le sue novità, seguita poi da Kawasaki che ha svelato (ma solo per l’America) la KLR. Indubbiamente, però, le luci dei riflettori sono state rubate dalla nuova Triumph Speed Triple 1200 RS e dalla KTM 1290 Super Adventure S. Due moto così simili, ma così diverse, ecco perché!

IL PESO DEL NOME Primo punto di similitudine: il blasone. Sia la “Speed” che la “Adventure” rappresentano il massimo livello prestazionale e tecnologico dei due marchi europei, è così da sempre: Speed Triple e Adventure – all’ora 950 Adventure – hanno giocato un ruolo fondamentale per il rilancio dei rispettivi costruttori negli anni ’90.

LA FILOSOFIA L’idea che c’è dietro ad entrambi i progetti è animata da un pizzico di voglia di rivalsa, similitudine numero 2. L’austriaca vuole tornare ad essere un punto di riferimento in uno dei segmenti più complessi in assoluto, quello delle maxi-enduro. Il GS non si schioda dal primo posto, la Multistrada V4 si è rivoluzionata e avvicinata alla tedesca in quanto a filosofia, ecco dunque la necessità di mettere mano al progetto e sorprendere nuovamente. L’inglese vuole tornare ad essere protagonista di un segmento che lei stessa ha creato, nel lontano 1994, e che negli ultimi hanno ha visto affermarsi via via rivali sempre diversi, ma non lei. Ecco perché anche a Hinckley hanno preso fogli e matite e si son messi a lavorare a testa bassa.

La parabolica non spaventa la KTM 1290 Super Adventure S 2021

SCELTE TECNICHE Punto in comune numero 3, le modifiche alla ciclistica. Gli ingegneri di entrambi i brand sono andati ad intervenire sulle quote vitali delle proprie moto, con lo stesso scopo: centralizzare le masse e migliorare il dinamismo. KTM ha puntato a inserire il pilota più all’interno della moto, avvicinandolo al baricentro. Per farlo ha arretrato il cannotto di sterzo, modificato il serbatoio, ora sdoppiato come sulla prima 950, e di conseguenza ha allungato il forcellone per dare maggior trazione in uscita di curva. Triumph, riprogettando da zero il motore – più compatto e leggero di 7 kg – ha dovuto ripensare anche il telaio. Come per KTM il motore è stato spostato più in avanti e più in basso e, anche in questo caso, il forcellone è stato allungato.

EVOLUZIONE E RIVOLUZIONE Fine delle similitudini, effettivamente non poche se si considera che le due moto appartengono a due mondi così distanti. Guardando i due progetti è più giusto parlare di evoluzione o rivoluzione? Nel caso della KTM 1290 Super Adventure S forse è più giusto il primo termine: nonostante le modifiche strutturali importanti – tra cui l’ergonomia – il progetto è sostanzialmente l’evoluzione di quello attualmente in commercio. Nel caso della Speed Triple, invece, di tratta di una vera e propria rivoluzione: 10 kg in meno, 30 CV in più, motore inedito – pur sempre a tre cilindri, of course – cresciuto nella cilindrata… insomma, rispetto alla vecchia non c’è nemmeno un bullone in comune.

Triumph Speed Triple 1200 RS

TECNOLOGIA O MECCANICA? Un'altra scelta diametralmente opposta arriva quando si parla di sospensioni. Entrambe puntano ad arrivare all’eccellenza, ma con strade ben diverse. KTM, attraverso la controllata WP, ha migliorato ancor di più la velocità di reazione delle sue sospensioni semi-attive, ne ha migliorato il comportamento e offre la possibilità (in optional) di settare i parametri indipendentemente sull’asse anteriore o posteriore, senza contare l’innovativa funzione di autolevelign del precarico. Triumph, come sulla “vecchia” Speed Triple 1050, punta sulla bontà della componentistica… rigorosamente meccanica delle sue Öhlins: forcella NIX 30, mono TTX36, il meglio secondo molti attualmente sul mercato che non necessita di centraline e mappature.

YING E YANG Come dice la filosofia buddhista: nel bene c’è sempre un po’ di male e viceversa. In queste due moto, con la giusta flessibilità mentale, si riesce a trovare un po’ dell’una nell’altra, almeno in quanto a filosofia. La KTM tra le maxi enduro è quella col DNA sportivo, “Ready to Race”, una scarica d’adrenalina con due borse attaccate al codino. La Triumph, nonostante abbia fatto un balzo prestazionale notevole, che la colloca di diritto tra le migliori del segmento, rimane fedele alla sua indole stradale… che se ci fosse la possibilità di montarle due borse… un weekend lungo lo farei volentieri. Secondo voi avranno la tanto attesa rivincita?


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