Superbike, ecco perché oggi si corre a Jerez nonostante il lutto
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Superbike, ecco perché oggi si corre a Jerez nonostante il lutto


Avatar di Simone Valtieri , il 26/09/21

3 settimane fa - La Superbike corre oggi a Jerez nonostante la morte di Vinales

Non solo la Superbike, ma anche Supersport e Supersport 300 corrono oggi a Jerez nonostante la morte di Vinales. Michel Fabrizio non ci sta e si ritira

SI RIPARTE Il circo non chiude e, con piccoli ritocchi allo spettacolo, va avanti. La decisione presa dalla Dorna e della FIM di continuare con il weekend di gara di Jerez de la Frontera, il decimo round della stagione Superbike, nonostante la tragica scomparsa del giovane Dean Berta Vinales, ha sollevato critiche da più parti, ma è stata presa di concerto con i piloti. Alle 18.30 di ieri, infatti, una riunione che ha visto coinvolti tutti i driver delle tre classi derivate di serie (Superbike, Supersport e Supersport 300), durata circa 45 minuti, ha portato alla decisione di riprendere regolarmente il weekend in Andalusia. La nota più importante, però, è che la decisione di correre è stata presa in accordo con la famiglia di Dean Berta, la stessa di Isaac (pilota Superbike, che ovviamente non correrà oggi) e Maverick (pilota MotoGP).

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FABRIZIO DURO In mattinata un toccante momento di ricordo è stato dedicato al giovanissimo quindicenne scomparso ieri: tutto il paddock si è schierato sulla griglia per un commovente minuto di raccoglimento. Tra chi non ha digerito la decisione, però, c'è Michel Fabrizio, che ha preso la drastica decisione di non correre quest'oggi e, soprattutto, di appendere il casco al chiodo, in aperta polemica con Dorna e FIM: ''Mi rifiuterò di correre per rispetto della vita umana. E mi ritiro'' - ha spiegato il pilota italiano rientrato recentemente alle corse col team Puccetti di Supersport - ''È il momento di dire basta. Ho assistito a una brutta giornata, la perdita di un pilota di soli 15 anni. [...] Sono sdraiato da più di 5 ore sul letto del mio hotel a guardare il soffitto, ripensando ai momenti belli che questo sport mi ha regalato. Ma rientrando dopo 6 anni ho visto questo mondo cambiato. Ho visto un'indifferenza da parte della FIM: schierare 42 bambini nella Yamaha Cup e altri 42 nel mondiale 300. Troppi piloti con poca e pochissima esperienza''.


Pubblicato da Simone Valtieri, 26/09/2021
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