MotoGP

Yamaha, GP di Catalogna: ecco perché Valentino andava e Lorenzo no


Avatar di Luca Cereda , il 06/06/16

5 anni fa - Il ds Meregalli spiega top e flop delle sue moto al Montmelò

Massimo #Meregalli, direttore sportivo di #Yamaha prova a spiegare questo weekend agli antipodi per le M1

GEMELLE DIVERSE Una Yamaha in cima al podio e l’altra ai box: stesso finale del Mugello, cambia la trama. E soprattutto s’invertono i destini. A Montmelò sorride Valentino Rossi, con una M1 sempre in crescita dalle prove (quinto) alla gara (prima). Lorenzo, invece, è partito secondo per non arrivare al traguardo, ma già prima che Iannone lo buttasse fuori arrancava vistosamente. Com’è possibile tutta questa differenza? Massimo Meregalli, direttore sportivo di Yamaha prova a spiegare questo weekend agli antipodi.

COMINCIA IL WEEKENDPrima che il week end iniziasse pensavamo di lasciare Barcellona con un’altra doppietta. Poi sono iniziate le prove e abbiamo avuto un sacco di problemi di usura sulla gomma anteriore, inaspettati” inizia a raccontare Maio ai microfono di  Radio24. Arrivando presto al fatidico venerdì, funestato dall’incidente mortale di Luis Salom: “Poi venerdì è successo quello che è successo, quindi le modifiche al circuito. Perciò oltre a dover trovare una soluzione per non rovinar le gomme, abbiamo dovuto iniziare a lavorare per dare maggior agilità alla moto. Performante nei curvoni veloci, ma un po’ più pesante nello stretto”.       

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LE ORE PICCOLE DI ROSSI Un lavoro che ha richiesto gli straordinari: “Abbiamo fatto molte modifiche, sabato sera Valentino Rossi  e Galbusera hanno lasciato tardi il box – continua Meregalli -. Poi con i giapponesi hanno deciso di provare un set up diverso nel warm up. Avevamo due moto con due setting diversi: una utilizzata nelle qualifiche e una con un bilanciamento diverso. Il warm up è stato ottimo ma restava l’incognita delle gomme in gara”. Col senno di poi si è visto che il Dottore ha azzeccato la diagnosi.

JORGE NON RISICA Non è andata altrettanto bene a Jorge Lorenzo, più cauto nell’approccio alla gara e nella preparazione della moto. “Diciamo che anche Jorge Lorenzo nel warm up aveva due moto con setting diversi – spiega il ds Yamaha -.  E’ partito con la sua moto convenzionale e ha voluto vedere alla fine il decadimento delle gomme. Dopodiché si è optato per fare una modifica, non estrema come quella di Vale. E purtroppo non ha pagato. La gomma davanti dopo sei giri aveva già una linea scura, il punto di frenata era sempre lo stesso ma la velocità di percorrenza delle curve già soffriva”. Il finale l’ha scritto Iannone.  


Pubblicato da Luca Cereda, 06/06/2016
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