Autore:
Federico Maffioli

PENTA-STICO! Marc Marquez lascia il Giappone con una vittoria che gli vale il quinto Titolo della MotoGP (con tre GP di anticipo), il settimo conquistato negli ultimi otto anni. Ok, la vittoria del nuovo titolo iridato è passata anche da fattori come l’inizio incerto di Lorenzo e Dovizioso o le Yamaha di Rossi e Vinales in crisi, ma se c’è una certezza, è quella che questo Mondiale è figlio diretto del polso destro di Marquez. Guardando tutti e sedici i GP corsi dallo spagnolo quest’anno, infatti, il neo campione del mondo ha vinto otto volte, collezionato quattro secondi posti e quando è arrivato “dietro” è salito una volta sul terzo gradino del podio, al netto di uno zero causa moto ed uno causa caduta in gara. Come si dice, le chiacchiere stanno a zero, questo pilota è un fenomeno, talento cristallino capace di creare una vera e propria era, cosa che in tutta la storia del Motomondiale è riuscita solo ad un ristrettissimo gruppo di piloti. I fatti messi in pista da Marquez in questa Stagione parlano di un pilota categoria “come lui pochi davvero”. Talmente tanti da far pensare che, al netto dei suoi 25 anni sembra davvero proiettato, vista la carriera di Valentino Rossi, ad insidiare i record di un certo Giacomo Agostini! A Marc Marquez in Giappone voto 110 e lode!

MARC(A)TO STRETTO In Giappone Andrea Dovizioso puntava alla sua quarta vittoria di questa Stagione, ma lascia il Paese del Sol Levante collezionando solo il suo quarto zero dell’Anno. Guardando il suo fine settimana, però, il bilancio è positivo, perché qui in Giappone la Ducati numero quattro è sempre stata protagonista, con il forlivese autore della pole Sabato e di un’ottima gara Domenica, corsa per venti giri in prima posizione, marcato stretto da Marquez. Ok, la caduta non ci voleva, perché adesso con Rossi a meno nove lunghezze in classifica generale e la prossima gara in Australia, terra storicamente molto ostile alla Ducati, il suo secondo posto vacilla, ma per quello che abbiamo visto in pista a Motegi il “like” per Dovizioso è certezza assoluta. Aspettando il prossimo fine settimana per vedere come si comporterà la Ducati 2018 a Phillip Island, a Dovizioso fino alla caduta voto 9, in generale voto 6 per la pole senza però aver portato a casa punti iridati.  

BIG IN JAPAN Cal Crutchlow a Motegi sale sul secondo gradino del podio, dopo un fine settimana in cui l’inglese è sempre stato tra i migliori in pista. Il numero 35 si gioca il Titolo degli indipendenti e, dopo il sedicesimo GP di questa Stagione, allunga in classifica di 15 punti sulla concorrenza diretta di Johann Zarcò e Danilo Petrucci. Ok, senza la caduta di Dovizioso, Crutchlow sarebbe arrivato terzo, ma il suo gap dal vincitore parla comunque di poco più di un secondo e mezzo. Un risultato che merita tanti applausi e lascia poco spazio alle critiche, con tanto di doppietta regalata alla Honda sulla sua pista di casa. Come diciamo spesso, il ragazzo, quando non cade, ha parecchi argomenti da dire, a Motegi per lui voto 9

REGALO A META' Alex Rins chiude il sedicesimo GP dell’Anno con un terzo posto che vale allo spagnolo il suo terzo podio di questa Stagione. Facendo un bilancio, in Giappone la Suzuki numero 42 non convince fino in fondo, con un ottavo posto in qualifica ed un podio figlio più della caduta del compagno di squadra, nettamente più competitivo di lui fino al ritiro, e di quella di Dovizioso. Resta il fatto di un gran bel fine settimana corso all'attacco. In virtù della regola che alla fine è il risultato che conta, per Rins a Motegi voto 8

CAPARBIO Sia chiaro, per il quarto posto finale di Valentino Rossi al GP di Motegi vale lo stesso discorso “regalo” fatto per Rins, perché senza le cadute davanti il suo piazzamento virtuale parlava di un sesto posto finale. Nel suo caso, però, c’è un fattore che ancora una volta lascia a bocca aperta, ovvero quella grinta e voglia di lottare senza arrendersi mai fino all’ultimo metro che da sempre caratterizza il pilota italiano, dall’altro dei suoi nove Titoli mondiali, trentanove primavere suonate e la bellezza di ben venticinque gare (ventisei se contiamo anche Silverstone) lontano dal primo gradino del podio. Insomma, anche se nel box Yamaha è stato un fine settimana in salita, con la moto clienti di Zarcò che in qualifica è stata davanti agli ufficiali ed a soli 68 millesimi dalla pole, Rossi si dimostra ancora una volta un fenomeno di talento e caparbietà e per lui vale lo stesso discorso fatto per Marquez sull’essere un Campione assoluto. Per Rossi, che taglia il traguardo con quasi sette secondi di margine dal compagno di squadra, adesso, grazie allo zero del numero quattro, la distanza in classifica generale dal secondo posto di Dovizioso si accorcia a nove lunghezze. Come abbiamo detto prima, anche in questo caso è il risultato che conta, per Valentino voto 7,5

MR BOOMBASTIC Alvaro Bautista è la bella sorpresa del Giappone, autore di un fine settimana concreto e vissuto da protagonista, in cui lo spagnolo conquista la sua seconda quinta posizione finale di questa Stagione separato di soli cinque decimi dal quarto posto di Rossi (ok, anche lui avanza di qualche posizione per le cadute davanti). Insomma, per come la vediamo noi, Bautista, prossimo al passaggio in Sbk l’Anno prossimo, si è meritato a pieno titolo la prossima gara sulla moto ufficiale di Jorge Lorenzo, che sarà costretto a saltare anche la prossima gara. Per Alvaro voto 8

FRUSTRANTE Johann Zarcò chiude il Gran Premio del Giappone in sesta posizione dopo essere stata la migliore Yamaha in pista il Sabato ed aver sfiorato la pole position per soli 68 millesimi. Il pilota francese ama questo tracciato (nel 2017 partiva dalla prima casella), ma in gara parte male (rallentato anche da una manovra di Miller), prova a rimontare, ma in generale è costretto a fare i conti con una moto che non gli permette di far più di tanto. Peccato, perché qui, siamo sicuri, avrebbe avuto parecchi argomenti da dire. Per lui, che si gioca il Titolo degli indipendenti, in generale voto 7

ANONIMO Maverick Vinales è l’altra metà della medaglia Yamaha, quella, però, meno brillante (se così possiamo definire un fine settimana opaco in termini di risultati per entrambi) rispetto al compagno di squadra. Peccato, perché fino al Sabato l’impressione è che qui a Motegi lo spagnolo avrebbe potuto far meglio di Rossi. Anche Vinales lavora duro tutto il fine settimana, conquista la settima casella dello schieramento, ma in gara parte male e recupera posizioni più per le cadute che per una vera e propria rimonta. Anche lui, purtroppo, è costretto a fare i conti con i limiti di quello che gli permette la moto, ma in generale a Vinales voto 5

TUTTI GLI ALTRI:

Dani Pedrosa, in attesa della pensione, da lui ci aspettavamo una gara da leone, invece è stato l’opposto, con il traguardo che arriva 15 secondi dopo il compagno di squadra, voto 4,5.

Danilo Petrucci, ennesima gara sotto le aspettative e questo, al netto della gara di Dovi, comincia ad essere davvero preoccupante in ottica 2019, anno in cui salirà sulla Rossa ufficiale; ok la sua fisicità, ok i problemi e la caduta nelle FP3, ma le pessime qualifiche ed il nono posto finale a venti secondi virtuali da Dovizioso sono davvero un’infinità, per lui voto 4.

Andrea Iannone, lo ammettiamo subito, qui a Motegi avremmo scommesso su un suo piazzamento sul podio e, se non fosse caduto, l’italiano lo avrebbe anche centrato. Il suo resta un fine settimana positivo e all’attacco, partito male in una gara corsa tutta in rimonta da grande campione ed in cui l’errore e la conseguente caduta regalano il risultato al compagno di squadra. Per lui voto 8 fino alla caduat, in generale voto 5

Jack Miller, Sabato si schiera in prima fila sulla terza casella de3llo schieramento, Domenica parte bene, ma indietreggia velocemente fino alla caduta durante il decimo giro. Peccato, perché anche lui è in lotta per il Titolo degli indipendenti e qui in Giappone lascia sulla pista punti iridiati preziosi, voto 5,5


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