MotoGP Aragon 2018: le pagelle e l'analisi del GP spagnolo
MotoGP 2018

MotoGP Aragon 2018: le pagelle del GP spagnolo


Avatar di Federico  Maffioli , il 24/09/18

3 anni fa - Analisi e pagelle del quattordicesimo GP ad Aragon

Show di Marquez e Dovizioso, Iannone torna sul podio, pollice alzato per Rins ed A. Espargarò, Rossi ci prova, ma la Yamaha non c'è

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CIAONE Ad Aragon Marc Marquez è autore di una gara spettacolare in cui non molla un millimetro, ragiona, lotta, resiste e passa primo sotto la bandiera a scacchi, con l’impressione che si sia anche tenuto qualcosa nel taschino fino agli ultimi due giri finali. Su di lui c’è poco da dire, i fatti, e i numeri, parlano chiaro: 72 punti di vantaggio in classifica generale con cinque gare ancora da correre sono qualcosa di più di una seria ipoteca sul Titolo 2018. L’unico dubbio che resta è il mancato duello con Lorenzo, quello che sulla carta, per lui, era l’ostacolo più ingombrante alla strada per la vittoria qui ad Aragon, al netto (e senza nulla togliere) della splendida bagarre con Dovizioso. Insomma, il Titolo 2018 è sempre più vicino e, se Marquez vince anche le prossime due gare già in Giappone il Mondiale sarà "game over" per tutti, Qual è la curva che ad Aragon porta il suo nome? La dieci. Ecco, appunto per lui voto 10 e lode

SPETTACOLARE Andea Dovizioso chiude al secondo posto il quattordicesimo Gp di questa Stagione, dopo un fine settimana caratterizzato dalla pole sfumata per soli 14 millesimi (più per colpa del traffico che per demeriti diretti) ed una gara in cui è coprotagonista, insieme a Marquez, di uno spettacolo che rende questo GP tra i più belli del 2018. L’italiano Domenica parte bene, si porta subito davanti, ragiona, amministra le gomme guidando come suonerebbe il miglior violinista della Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam. Semplicemente fantastico, in sella ad un cavallo di razza purissima. Questo Dovizioso è sicuramente una stella che brilla nel firmamento della MotoGP, finalmente costante nei risultati al suo quarto podio consecutivo. Peccato che questa stabilità di successi arrivi solo adesso, perché il ritardo dalla vetta della classifica parla di un gap quasi impossibile da recuperare. Per lui, quello di Aragon, resta un Gran Premio da incorniciare! Voto 9,5

BEN TORNATO E’ questa la prima cosa che abbiamo pensato dopo la gara di Andrea Iannone qui ad Aragon, autore del terzo posto finale dopo un fine settimana competitivo sempre tra i più veloci. E’ questo il vero Iannone, quello che ci piace vedere, capace di mettere il cuore su tutto, di infilarsi in un sorpasso, insieme a quello di Marquez su Dovizioso, che vale letteralmente il prezzo del biglietto. E “chissenfrega” se poi lo sverniciano in rettilineo perché la sua moto non ha il motore di Honda e Ducati o, come dichiara abbia copiato l’assetto del suo compagno di squadra (Ianonne non era stato qui per i test di tre settimane fa). Grande The Maniac, la pista gli piace e questo giro ci ha fatto godere da matti! Sperando di rivedere la Suzuki ancora così in forma, per il momento al numero 29 voto 9

MIGLIOR GP 2018 In questo caso, non stiamo parlando solo della gara di Alex Rins, ma in generale della Suzuki, che ad Aragon, con il quarto posto dello spagnolo, chiude il suo miglior fine settimana di questa Stagione, sia in termini di piazzamento complessivo di entrambi i piloti, sia in termini di distacco dai primi. Per Rins, come per Iannone, quella spagnola resta una gara da ricordare, meno competitivo rispetto al compagno di squadra, ma sempre nel gruppo di testa dalla prima all’ultima curva. Ok, c’è da dire che con Lorenzo e Crutchlow fuori dai giochi, e con Dovizioso e Marquez in attesa per buona parte di gara (senza spingere forte da subito) la strada per le Suzuki  è stata più facile, ma, come si dice, alla fine è il risultato che conta. Per la conferma ci vediamo in Thailandia, per il momento, a Rins voto 8

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UN PO’ MEGLIO Ad Aragon Dani Pedrosa torna nella top five finale, quinto sotto la bandiera a scacchi con un distacco di circa cinque secondi dal primo. Come sempre, il paragone con quello che fa il compagno di squadra in sella alla stessa moto è poco felice (qui Pedrosa riacquista il forcellone in carbonio), ma questa volta il numero 26 torna a dare segnali di vita. La debacle di Crutchlow e Lorenzo lo spingono un filo più avanti, ma in generale per lui voto 7,5

CI PIACE! Aleix Espargarò è sicuramente la bella notizia di Aragon, autore di un sesto posto finale a poco più di nove secondi da Marquez, dopo una gara concreta e determinata. Un risultato che, se paragonato a quello del compagno di squadra Scott Redding (sedicesimo a quasi 40 secondi dal primo) parla di un fine settimana da grande protagonista, corso su una pista amica per lo spagnolo, che qui ad Aragon trova finalmente una moto che gli consente di esprimere tutto il suo potenziale. Il lavoro sulla moto di Noale comincia a dare i primi frutti? Oppure è stato più frutto di Lorenzo, Crutchlow e le Yamaha fuori dai giochi? Nelle prossime gare avremo la risposta, per il momento quello che abbiamo visto ci è piaciuto parecchio. Per Aleix Espargarò voto 8, per Scott Redding voto 4

SOTTO LE ASPETTATIVE La Ducati ormai è una moto completa, competitiva sulla maggior parte dei circuiti. Su questo ormai non ci sono più dubbi. Quello che invece non torna è, come mai, un pilota come Danilo Petrucci non riesca a far meglio di un settimo posto a quasi quattordici secondi da Dovizioso e davanti per meno di un secondo alla Yamaha (così in difficoltà) di Rossi. Cosa non ha funzionato? Alla fine, sulla carta, la sua è la terza GP18 schierata in pista e dal punto di vista tecnico non ci dovrebbero essere gran differenze. Ok il problema di surriscaldamento della gomma posteriore e la “fisicità” di Petrucci, ma, come era stato a Misano, anche ad Aragon da lui ci saremmo aspettati di più, soprattutto in un GP con cosi tanti attori protagonisti fuori dai giochi. In ottica 2019 questo rendimento è un po’ preoccupante. In generale, qui ad Aragon, per Petrucci voto 5

ARAGON(IA) Gara in grande difficoltà per Valentino Rossi e Mavercik Vinales, che chiudono rispettivamente ottavo e decimo il quattordicesimo GP di quest’Anno. Parlare della loro prestazione, in sella ad una Yamaha così poco competitiva rispetto alla concorrenza diretta, lascia il tempo che trova, perché il talento di entrambi è indiscusso, cristallino, inattaccabile. In Spagna, però, Rossi ancora una volta dimostra una voglia di stare davanti che ha dell’incredibile, con un’inesauribile capacità di non arrendersi davanti a problemi che minerebbero la voglia di lottare a piloti molto meno appagati e vincenti di lui. Classifica alla mano, tra il numero 46, che per poco non riprende anche la GP18 di Petrucci, e Vinales ci sono più di sette secondi di differenza. Un gap che la dice lunga sulla prestazione dell’italiano, in sella alla prima Yamaha sotto il traguardo. Voto 7 per Rossi, voto 5 per Vinales e voto 5 per Johaan Zarcò. Con Aprilia e Suzuki che crescono, l’ora della sveglia per Yamaha dovrebbe essere suonata da un pezzo… per lei voto 3

BUTTATO FUORI? La gara di Jorge Lorenzo finisce (praticamente) senza nemmeno iniziare, caduto alla prima curva per colpa di un high side (causato a detta sua dalla traiettoria sbagliata di Marquez alla partenza e non da un suo errore in ingresso curva) che gli costa lo zero e la frattura dell’Alluce destro. Davvero un peccato, perché, oltre alla terza pole position consecutiva, l’impressione è che qui avrebbe davvero potuto rovinare la festa di Marquez. Dopo la gara Lorenzo ha accusato Marquez di essere stato scorretto, ma l’impressione è che entrambi siano stati colpevoli dello stesso peccato: aver voluto chiudere la prima curve davanti a tutti. A lui è andata peggio, ma l’intenzione era esattamente la stessa e tra i due non c’è stato nessun contatto evidente. Allo spagnolo, che qui conquista il suo secondo zero consecutivo, voto 5.

TUTTI GLI ALTRI Jordi Torres alla sua prima gara in MotoGP su una moto mai vista prima, chiude ultimo la gara, ma a soli cinque decimi di distacco dal compagno di squadra, letteralmente grandioso, voto 8; Franco Morbidelli, undicesimo fa quello che la moto gli permette, voto 6; Jack Miller, sembrava poter far meglio, ma chiude nono ad oltre quindi secondi da Dovizioso, risultato che un po’ giustifica Petrucci, perché entrambe le Ducati Pramac qui non erano tanto in forma, aspetto però più plausibile nel suo caso rispetto a quello del compagno di squadra, voto 5; Cal Crutchlow, perde l’occasione di far molto bene, troppe volte per terra, voto 4.


Pubblicato da Federico Maffioli, 24/09/2018
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